chicago86

ARCHIVIO STORICO

Pensiamo che qualsiasi movimento sociale per rimanere vivo debba conservare il proprio patrimonio storico. Non c'è futuro senza conoscenza del passato. Per questo abbiamo deciso di dar vita ad un "archivio storico" digitale in cui raccogliere tutto il materiale sulle lotte condotte dalla nostra classe. Episodi noti e non, echi di scioperi memorabili, brani di risoluzioni importanti, scorci di Congressi mondiali, il tutto per contribuire alla formazione di un ambiente di classe.

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Miscellanea (arch. stor.)

    26 settembre 1996

    L'ultimo contratto dei metalmeccanici era stato firmato a tavolino senza scioperi. Oggi sembra che la gabbia in cui si è voluta chiudere l'attività sindacale sia in crisi. Contraddittoriamente, il 19 settembre scorso, presentando il programma di manifestazioni per il contratto dei metalmeccanici, i vertici sindacali hanno reclamato ancora una volta l'applicazione della gabbia, cioè dell'oramai famigerato "Protocollo di luglio". Così, lamentandosi per l'intransigenza della Confindustria, hanno dimostrato che non c'è limite alla loro transigenza nei confronti del capitale.

    Con il Protocollo di luglio lo Stato ha sancito la necessità di dare ossigeno all'economia attraverso lo stimolo dei profitti, la depressione del "costo del lavoro" e il sostegno alla produzione. I sindacati hanno firmato. Tutti sapevano che la parte più importante, l'unica che sarebbe stata universalmente onorata, era quella che riguardava la riduzione delle condizioni di vita dei salariati. Eppure questa grande responsabilità verso il capitale è stata fatta passare per una grande vittoria dei lavoratori.

    Vediamo come stanno veramente le cose.

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  • Miscellanea (arch. stor.)

    L'organo della Confederazione Generale del Lavoro leva un inno alla iniziativa della Federazione Tessili per la vendita a prezzi ridottissimi di un ingente stock di tessuti. È un inno alle nuove funzioni che così si assume il sindacato, sospingendo le contraddizioni economiche della presente crisi fuori dal circolo vizioso della loro insolubilità, saltando tutti gli strati del parassitismo intermediario tra la produzione e il consumo, sostituendo i pigri apparecchi della cooperazione e delle aziende di consumo istituite dalle amministrazioni pubbliche anche proletarie.

    Noi non vogliamo qui dimostrare quanto è nella convinzione di tutti, né quanto le stesse Battaglie Sindacali pienamente riconoscono, cioè che si tratta di un tentativo che non ha la pretesa di contenere la scoperta di un rimedio universale alla crisi presente e di offrire una via di uscita di applicazione generale a tutti i rami della produzione e a tutti i paesi - tentativo il cui successo non è ancora assicurato, il cui rendimento e le cui ripercussioni sono ancora incognite, e al quale potrebbe essere data una soluzione negativa anche dal punto di vista tecnico ed economico.

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  • Miscellanea (arch. stor.)

    Il Partito comunista sostiene in questo momento nella difficile situazione in cui si trova il proletariato italiano la necessità della "unità proletaria" e la proposta del "fronte unico" proletario per l'azione contro l'offensiva economica e politica della classe padronale. Questo atteggiamento perfettamente coerente coi principii e coi metodi del partito e della Internazionale Comunista, non viene però sempre chiaramente inteso da tutti e neppure da tutti i militi del partito e gli si dà talvolta un valore diverso da quello vero, deformandolo in modo da venire in urto con tutto l'armonico insieme della tattica del nostro Partito.

    Per bene intendere la questione senza cadere in semplicistiche e dannose interpretazioni e attitudini, basta rifarsi ai fondamenti del nostro concetto e del nostro metodo di azione proletaria. Il comunismo rivoluzionario si basa sull'unità della lotta di emancipazione di tutti gli sfruttati, e nello stesso tempo si basa sulla organizzazione ben definita in partito politico di quella "parte" di lavoratori che hanno migliore coscienza delle condizioni della lotta e maggiore decisione di lottare per la sua ultima finalità rivoluzionaria, costituendo quindi l'avanguardia della classe operaia.

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  • Miscellanea (arch. stor.)

    Il passo di Marx citato nell'ultimo Filo del tempo, suona così nella sua traduzione integrale dal tedesco:

    "Quanto maggiore è la ricchezza sociale, ossia il Capitale in funzione, l'ampiezza e la energia nel suo accrescimento, quindi anche la grandezza assoluta del proletariato e la forza produttiva del suo lavoro, tanto maggiore è l'esercito industriale di riserva" (sovrappopolazione relativa). "Le stesse cause sviluppano tanto la forza-lavoro disponibile, quanto la forza di espansione del capitale. La grandezza proporzionale dell'esercito industriale di riserva cresce dunque insieme con le potenze della ricchezza. Ma quanto maggiore è l'esercito di riserva in rapporto all'esercito attivo del lavoro, tanto più massiccia è la sovrappopolazione stagnante la cui miseria sta in rapporto inverso al suo tormento di lavoro. Ed infine, quanto più vasti sono gli strati di Lazzari della classe operaia e l'esercito industriale di riserva, tanto maggiore è il pauperismo ufficiale" (cioè burocraticamente riconosciuto). "Questa è la legge assoluta, generale, dell'accumulazione capitalistica". Il corsivo è di Marx, che aggiunge: "Tale legge, come ogni altra, è modificata nella sua realizzazione da molteplici circostanze, la cui analisi non trova qui posto".

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  • Miscellanea (arch. stor.)
    Ieri

    Per lunghi decenni di capitalismo "idilliaco" i rapporti di cambio delle monete dei vari Stati del mondo si conservarono stabili e le oscillazioni si registravano a decimali. Era lo stesso periodo in cui con fiumi d'inchiostro si affermò fallita la "catastrofica" visione di Marx sulla crescente miseria, le crisi galoppanti e il crollo rivoluzionario del sistema economico borghese, e vi si volle sostituire una concezione evoluzionista di lenta trasformazione della struttura economica con riforme progressive tendenti a migliorare il tenore di vita delle masse...

    Qualche gioco in borsa lo permettevano le divise degli Stati insufficientemente borghesi del vicino e lontano Oriente, i titoli di rendita turca e simili imbrogli: di truffe in grande stile la storia della economia capitalistica non ha difettato in nessun periodo. Comunque era cosa sicura quanto la trinità di Dio che la sterlina valesse cinque dollari, e il dollaro cinque franchi o lire della zona latina. Benché a detta dei saggi infetta di feudalesimo, l'Italia felice dei primi anni di regno di Vittorio il vittorioso aveva la lira carta quotata certi giorni a 99,50, 99, 00, forse 98 e frazione, ossia si aveva per una lira carta più di una lira oro, un grammo di oro valeva meno di L. 3,60; mentre i titoli di stato valevano più delle cento lire nominali.

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