chicago86

Lotte operaie anni '50

Lotte proletarie e leggi eccezionali

Ieri

Da decenni e decenni i marxisti radicali considerano come caratteristica centrale della direzione "farisea" del moto operaio il porre a supremo scopo la lotta perché la politica dello Stato, dai periodi di leggi eccezionali e repressioni di polizia, rientri nella "legalità normale e costituzionale".

"Costringere il potere esecutivo a rientrare nella costituzione" - "abolire le misure liberticide e creare nel paese una reale distensione" - sono di questo calibro le consegne centrali che si possono leggere, in questo equinozio di primavera del 1950, sui giornali che si professano i continuatori della politica di classe tracciata dal marxismo da più di un secolo, che pretendono di seguire la linea che va dal Manifesto dei Comunisti a Stato e Rivoluzione.

In fatto, anzitutto, come dicono i legulei, è poi eccezionale per il tempo borghese l'uso della forza di polizia e della repressione armata? Vi sono stabili e duraturi esempi di atmosfera di tolleranza e di distensione, di lotta nell'ambito della legalità? Che da tali periodi abbia guadagnato la causa del proletariato e del socialismo, o la causa nemica, è un'altra questione, e la risposta è parimenti negativa per il marxismo radicale. La classica polemica di Lenin e di Trotzky sul terrorismo contro Kautsky e tutti gli altri rinnegati, ha stabilito abbastanza che si debba pensare del forse unico esempio di lotta di classe tiepida, quello che va, per la Germania, dalla fine delle leggi eccezionali al voto per la guerra kaiserista, in cui la grande sozialdemokratie perse tutto, ed anche l'onore. Un quarto di secolo: 1890 - 1914. L'apparenza di una vittoria vantata proletaria, la realtà della più disastrosa e vergognosa ritirata. Sulle lezioni di questo bilancio si fondò tutta la costruzione rivoluzionaria del bolscevismo, del leninismo e della Terza Internazionale di Mosca.

e-max.it: your social media marketing partner

Partito rivoluzionario e azione economica

Conviene ricordare quale sia stato l'atteggiamento della Sinistra comunista italiana a proposito delle questioni sindacali, passando quindi ad esaminare quanto vi è di mutato nel campo sindacale dopo le guerre e i totalitarismi.

1. Allorché il partito italiano non era stato ancora costituito, al Secondo Congresso dell'Internazionale del 1920, furono dibattute due grandi questioni di tattica: azione parlamentare e azione sindacale. Ora, i rappresentanti della corrente antielezionista si schierarono contro la cosiddetta sinistra che propugnava la scissione sindacale e la rinunzia a conquistare i sindacati diretti da opportunisti. Queste correnti in fondo ponevano nel sindacato e non nel partito il centro dell'azione rivoluzionaria e lo volevano puro da influenze borghesi (Tribunisti olandesi, KAPD tedesco, Sindacalisti americani, scozzesi, ecc.).

e-max.it: your social media marketing partner

Lebbra dell'illegalismo bastardo

Ove taluno (un Nume? un Genio? una Commissione di Inchiesta? un Istituto Gallupp - o un chi-se-li-freghi-tutti) avesse vaghezza di sottoporre la validità della dottrina marxista ad un experimentum crucis", esauriente quanto una analisi, del più perfetto laboratorio, fisico-chimica - batteriologica - radiografica - elettronica - psicanalitica, ecco quale potrebbe essere il dispositivo.

Ammesso che si trovi che a distanza di ben cento anni nella storia dei paesi di razza bianca, mentre da una parte i dati economici della tecnica, della produzione, del consumo salgono da uno a cinquanta (prendi p. es. lunghezza ferrovie o tonnellate di acciaio 1850-1950) le ideologie con cui i capi politici avanzati e spinti pilotano le masse di sinistra si esprimono colle stesse tesi, e le masse le seguono e li seguono; la carta di tornasole rossa si colora in azzurro, e prova che Marx e tutti i suoi seguaci sono una manica di fessi.

e-max.it: your social media marketing partner

Non semplice protesta contro il lavoro che ci è tolto ma rivolta anche contro il lavoro che ci è dato

Da tempo ci affanniamo a dimostrare, su queste pagine, che gli strilli sollevati dai nazionalcomunisti sulla pervicacia degli industriali che si accaniscono a licenziare, l'un dopo l'altro, gruppi di operai, colpiscono a vuoto.

Colpiscono a vuoto perché i capitalisti vivono sul lavoro degli operai non sulla loro disoccupazione e il difendere la semplice presenza nella fabbrica significa difendere l'accumulazione capitalista, il regime del lavoro salariato.

Malgrado la pedanteria con cui noi insegniamo il marxismo, evidentemente ci tocca sempre ricominciare daccapo. Su che cosa si basa il profitto capitalista? Sull'investimento in capitale variabile, o salario, o, ancora lavoro vivo. Questo solo crea il plus-valore e dalla sua proporzione col capitale costante, o impianti, nasce il tasso di profitto. Il capitalista tende naturalmente a aumentare il capitale fisso, ma non a diminuire il plus-valore, o, altrimenti detto, l'acquisto della forza lavoro al prezzo di mercato (costo della sussistenza); se non fosse così, il più felice dei capitalisti sarebbe quello che riuscisse a licenziare l'ultimo operaio.

e-max.it: your social media marketing partner

La voce dei tranvieri

Sta imperversando da alcuni giorni una vergognosa campagna contro i tranvieri di Firenze. Nessun giornale delle pompose "sinistre", ha avuto il fegato di replicare. D'altronde, non avrebbe potuto farlo.

Si discute in Consiglio comunale sul cambio della guardia nella Direzione Amministrativa dell'Azienda Municipalizzata: al posto dei nazionalcomunisti vorrebbero subentrare i social-liberali. La greppia è buona e val la pena di essere conquistata. Nessuna obiezione all'economia dell'Azienda: il bilancio – come lo fanno loro – è in perfetto pareggio; tanto è vero che il serafico La Pira non intende aderire al cambiamento proposto. Chi potrebbe dirigere l'economia capitalista meglio dell'opportunismo?

Ben poche cose, e di poco conto, potendo obiettare agli attuali amministratori, gli odierni scalatori alle poltrone di comando se la rifanno con i tranvieri che avrebbero devastato gli automezzi – 447 milioni per consumi e manutenzioni – per scarsa capacità.

e-max.it: your social media marketing partner

Pagina 1 di 3

  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
You are here: Archivio Storico Lotte operaie anni '50

News archivio storico

News lotte in corso

News dal ventre della balena

News feedback