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Miscellanea (lotte operaie)

L'Eccidio di Avola

avolaLunedì 2 dicembre 1968, Avola, sciopero generale. Uffici, banche, negozi, scuole, poste, cantieri, bar, circoli, è tutto fermo a causa dello sciopero a sostegno della lotta dei braccianti per il rinnovo del contratto di lavoro.
Gli studenti in corteo raggiungono la statale 115, dove i braccianti hanno organizzato blocchi stradali. Il prefetto, D'Urso, comunica al sindaco socialista di Avola, Giuseppe Denaro, l'imminente intervento della polizia da Catania, per rimuovere i blocchi, e verso le 11 il contingente della Celere catanese giunge nei pressi del bivio Lido di Avola. La situazione precipita: inutile la mediazione del sindaco con il prefetto.
Ore 14, i commissari di polizia, con indosso la sciarpa tricolore, ordinano la carica: tre squilli di tromba e inizia il lancio dei lacrimogeni. I braccianti cercano riparo; alcuni lanciano sassi. Il vento spinge il fumo dei lacrimogeni contro la stessa polizia: è allora che gli agenti aprono il fuoco contro i braccianti. Un inferno che durerà circa mezz'ora. Alla fine, Piscitello, deputato comunista, raccoglierà sull'asfalto più di due chili di bossoli.

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La lotta della Cressi-Sub

GLI OPERAI DELLA CRESSI-SUB SONO IN LOTTA!

Noi operai della Cressi-sub siamo in lotta da 20 giorni. La lotta e iniziata quando volevamo fare le elezioni per la Commissione Interna. La CI nasceva alla Cressi per contrastare in modo sistematico la politica di sfruttamento condotta da questo tipico rappresentante dell'industria chimica. Il metodo per sfruttare gli operai scelto, da questo baronetto, della chimica si può riassumere in pochi esempi: i danni provocati dal ritmo di lavoro vengono fatti pagare agli operai, e si hanno casi di arbitrarie trattenute sul salario di 90-100 mila lire, per danni; multe appioppate con totale discrezionalità dalla direzione (operai multati perchè avevano il viso voltato in modo giudicato non-idoneo). La Cressi è una fabbrica linda ed elegante, dove gli operai vengono insultati nel modo più vergognoso: "bastardo" agli uomini, "puttana" alle donne, sono i vocaboli preferiti dal signor Cressi e i suoi tirapiedi. Naturalmente, non c'è da chiedere cosa succede a chi si ribella, o semplicemente risponde! Cressi è un industriale che licenzia, e basta!

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Il 7° giorno

Quando ci fu la sentenza della Magistratura, in favore degli operai della Edison, quella società pagò agli operai la dovuta maggiorazione per lavoro straordinario.

In seguito a quella notizia, alcuni operai dello stabilimento si recarono dai rappresentanti di commissione interne chiedendo se fosse possibile promuovere identica istanza alla Comigliano, al che i "rappresentanti" degli operai dissero (tagliando la testa al toro) "non é possibile, esiste un accordo contrattuale in forza del quale, purché si compensi il riposo in altro giorno della settimana, il datore di lavoro può esigere dalle maestranze, sette giorni consecutivi di lavoro, gli operai della Edison appartenendo alla categoria elettrici hanno un altro contratto, ecc. ecc. "

C’era tuttavia un gruppo di operai ai quali il "non é possibile" della commissione interna non sembrava logico, così che sfruttando la necessità di espansione e popolarità di un sindacato minore si giunse alla vertenza in tribunale. C’é tuttavia da precisare che gli operai, che promossero la causa, (sono circa 110,120) non si appoggiarono al sindacato, perché li patrocinasse direttamente, bensì perché indicasse loro un avvocato disposto ad accettare il patrocinio dei loro interessi.

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La lotta è l'unica democrazia degli sfruttati

marzotto_2Compagni,

alla Marzotto di Valdagno gli operai hanno reagito a 20 anni di paternalismo, di riformismo aziendale, che si concretizzava poi nel continuo aumento dal ritmi di lavoro nella dimiuzione del salario reale e dell'organico, in frequenti scioperi sindacali (che nella attuale situazione di merci invendute favorivano solo Marzotto e non gli operai). Gli operai hanno dato vita ad una serie di grandi manifestazioni che sono andate ben al di là dello sciopero sindacale, che con i limiti che aveva non soddisfaceva nessuno.

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Napoli: crescita delle lotte dei disoccupati

Da Rosso, giornale dentro il movimento (20 dicembre 1975)

Il movimento è nato all'inizio del ‘75, con pacifiche dimostrazioni; il primo obiettivo era il riconoscimento da parte del sindacato che avvenne solo dopo una pressione delle masse dei disoccupati. Venerdì 16/5 occupano la torre biologica del nuovo Policlinico visto che i nuovi posti erano bloccati dalla Regione per mafia elettorale e si recano al municipio di Piazza Dante per protestare. L'assessore d.c. De Flavis, noto mafioso (vista in pericolo la vendita dei posti che insieme a tutti gli altri effettua) chiama la polizia accusando i disoccupati di teppismo. Polizia e Carabinieri entrano nel municipio caricando i disoccupati ed ammazzando Gennaro Costantino, pensionato, compagno di vecchia data. Dopo questo fatto il PCI e Democrazia Proletaria sfruttano i disoccupati come carrozzone elettorale. Si va a Roma per costringere il governo a prendere posizione rispetto al movimento; si va con i sindacati e con le varie fabbriche (GIE, Marell) in cassa integrazione. Si ottiene un sussidio di 40.000 lire, 10.500 posti entro il 31/12/75.

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