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Miscellanea (lotte operaie)

E' la lotta che crea l'organizzazione

greve_org5 novembre 2010
L'economia italiana è in difficoltà, c'è un problema di crescita e di creazione di reddito, l'occupazione irregolare rimane diffusa, la competitività ridotta: un insieme di fattori che penalizza soprattutto i giovani. Lo rileva il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, secondo il quale, prima di tutto, "senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari" si hanno "effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità". Nel nostro Paese, dice Draghi, "rimane diffusa l'occupazione irregolare stimata dall'Istat in circa il 12 per cento del totale dell'unità di lavoro". D'accordo con il governatore della Banca d'Italia si è detto il segretario generale della Cgil, secondo la quale Draghi "rimette al centro i veri problemi del Paese". "Il futuro dei giovani passa dal lavoro - aggiunge il leader della Cgil - e i primi temi da affrontare sono quelli della stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari e della regolarizzazione dell'occupazione". Interessante ma non sorprendente questa affinità di idee tra Banca d'Italia e Cgil, curioso che sia Draghi a lanciare la palla in campo sindacale. Che miseria! Questi sindacati non sono utili nemmeno alla borghesia. Ci facciamo coraggio pubblicando un articolo degli anni '60 convinti che non è lontana la "ripresa delle lotte operaie e degli scioperi rivendicativi, accompagnati da manifestazioni di piazza e da più o meno aspri scontri fra scioperanti e custodi dell'ordine capitalistico." - Chicago86 -

Da «Il Programma Comunista», n. 3 del 10 febbraio 1961

È un fatto notorio che, dopo un lungo periodo di stasi, il 1960 ha segnato l'inizio di una ripresa delle lotte operaie e degli scioperi rivendicativi, accompagnati da manifestazioni di piazza e da più o meno aspri scontri fra scioperanti e custodi dell'ordine capitalistico.

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Rosso, giornale dentro il movimento (giugno 1976)

Pubblichiamo una serie di articoli apparsi su "Rosso" (Giornale dentro il movimento) del giugno 1976. Curiosa l'analisi del rapporto sindacato-PCI-stato e la conseguente messa a fuoco del comportamento di rottura esercitato dalla classe operaia in quel frangente. Rottura che si esplicita anche e soprattutto nel riconoscimento del ruolo castrante esercitato dal sistema della delega:

"Quindi il processo di sindacato unitario non trova il suo limite nella politica rivendicativa, ma nel rapporto di delega. È proprio il terreno della delega ad essere inadatto ad essere praticato ed utilizzato in funzione della crescita della organizzazione operaia. Anche per questo motivo il sindacato si sforza in tutti i modi di consolidare la delega della "base" e di realizzare su tutti i terreni dei centri di formazione della "volontà collettiva" che siano in grado di agire in qualità di rappresentanti operai e di trasformare i conflitti diretti ed aperti in rivendicazioni negoziabili."

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Contratti o sabotaggio

Da Comontismo - Edizioni - Milano (primi anni '70)

contratti_o_sabotaggio

"Siamo così poco presuntuosi che vorremmo essere conosciuti da tutta la terra, anche da coloro che verranno quando noi non ci saremo più. Siamo così poco vanitosi, che la stima di cinque persone, mettiamo sei, ci rallegra, ci onora"
(Lautréamont - Poesie)

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Il 1 maggio: il lavoro non si festeggia. Si abolisce.

primo_maggio1 Maggio 1972

All'inizio del secolo la brutalità del lavoro salariato e la logica spietata delle merci diede il via ad appassionanti ammutinamenti anticapitalisti. Il proletariato individuando il lavoro come fonte di tutte le sue miserie poneva in pratica la sua distruzione. Oggi gli eredi degli artefici dell'annientamento proletario nel periodo fra le due guerre (p.c.i., sindacati, etc.) spacciano il lavoro come ultimo ritrovato ai mali del proletariato.

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Sullo Statuto dei diritti dei lavoratori

Proprio mentre imperversa un conflitto a bassa intensità tra smantellatori e difensori del CCNL, pubblichiamo un articolo del 1970 che ha il pregio di affrontare da un punto di vista di classe l'approvazione dello Statuto dei Lavoratori: "quella legge che i socialisti vantano come la misura più avanzata che un governo abbia mai preso in Italia nell'interesse dei lavoratori." Per quanto ci riguarda, oggi come allora, possono andare a quel paese tutti i contratti, gli statuti e le leggi in difesa della schiavitù salariale. La migliore difesa resta sempre l'attacco!

lotte_anni_70Da "Lotte Operaie" n. 26, giugno 1970

Il 14 maggio [1970] la Camera ha approvato definitivamente lo "Statuto dei diritti dei lavoratori". Ha preso così vita quella legge che i socialisti vantano come la misura più avanzata che un governo abbia mai preso in Italia nell'interesse dei lavoratori. (1)

Che cos'è questa legge per le masse lavoratrici? Le confederazioni sindacali affermano che lo "statuto" accresce il potere dei lavoratori nella fabbrica ed inizia una fase nuova di relazioni industriali. Per noi internazionalisti non è così. Per noi lo "statuto" è un capolavoro di ipocrisia parlamentare (2), uno strumento di controllo sindacale dell'iniziativa operaia.

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