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Miscellanea (lotte operaie)

Lotta per la riduzione della giornata di lavoro

Da «Il Programma Comunista», N.1, 4 gennaio 1962 e N.2, 18 gennaio 1962.

La lotta per la riduzione della giornata lavorativa non in una singola azienda, dove questa riduzione non è in genere mai frutto di una lotta ma di una concessione per motivi che saranno chiariti più oltre, bensì alla scala nazionale, e se possibile, internazionale, la lotta quindi per la riduzione generale della giornata lavorativa rappresenta nelle mani della classe operaia l'unica arma con cui combattere, entro il quadro del regime capitalista, la oppressione crescente generata dall'aumento della produttività e dell'intensità del lavoro. D'altra parte ciò non significa che le lotte operaie per obiettivi più limitati non rappresentino anch'esse una forma dì lotta operaia contro il capitale, e che i comunisti debbano disinteressarsene. I comunisti al contrario devono partecipare attivamente a queste lotte particolari per elevarle e unificarle sulla piattaforma della riduzione della giornata di lavoro, l'unica via attraverso la quale i comunisti riusciranno a propagandare, impostare, e dirigere nel futuro la lotta nazionale e internazionale per la riduzione generale della giornata lavorativa.

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Tecnica di una sconfitta - Il soggetto operaio del dopo Fiat

da Collegamenti per l'organizzazione diretta di classe, Quaderno 2, Roma 1980

Premessa
Questo intervento è stato svolto per un convegno tenutosi a Milano l'8/9 novembre dell'area di "Collegamenti - per l'organizzazione diretta di classe". Scritto a caldo immediatamente dopo la chiusura della vertenza FIAT, è un tentativo di fornire alcune ipotesi interpretative, sia sul ruolo svolto dal PCI nella lotta, sia sul "soggetto" e sulle forme di soggettività emerse nel corso della vertenza. E' un testo "politico", forse troppo, ma ciò che ci interessava cogliere e comunicare immediatamente, è la sostanza politica dello scontro. Alcune delle ipotesi qui esposte hanno trovato conferma immediata nelle settimane seguenti: il "problema dei '40.000' è divenuto infatti l'asse di una ulteriore riorganizzazione del sindacato che dopo aver sottovalutato e nascosto in maniera criminale la portata di questa "nuova ventata di integrazione sociale", oggi la rincorre, ponendola al centro di una ennesima politica "anti-operaia".

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Autoriduzione alla Fiat - La prova generale

da Linea di condotta, luglio-ottobre 1975

operai_fiatLa cassa integrazione alla Fiat, più che l'avvio della ristrutturazione, segna il punto di svolta da una fase di sovvertimento delle mappe dei reparti, dell'organiz-zazione interna aziendale — alla riconversione vera e propria. Con la crisi del set-tore dell'auto, si vuole indurre la crisi della struttura politica di classe più forte: l'operaio massa, l'operaio Fiat. L'inoltrarsi della crisi del settore, come forza disgregatrice della rigidità del mercato del lavoro, attacca le strutture di massa, storiche, dell'organizzazione operaia: i Consigli. Ne colpisce l'aspetto strutturale, di espressione dell'organizzazione del lavoro di fabbrica e ne spunta, nella distribuzione del processo produttivo, le forme tradizionali di lotta. Si ha così una soluzione di continuità della mediazione contrattuale tra operai e capitale aprendo una nuova dimensione di lotta politica che solo l'illegalità di massa, come imposizione operaia del proprio diritto al potere, rende realizzabile. Lo sviluppo dell'autoriduzione, dell'appropriazione, l'imposizione diretta dei prezzi politici, sono il terreno su cui si creano forme di potere operaio e proletario.

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Operai della Montedison!

Comitato Operaio di Porto Marghera - Volantino 7/7/69

operai montedison occupano i binariSono ormai mesi che in tutta una serie di reparti (elencarli tutti sarebbe lungo) sono stati posti sul tappeto vari problemi urgenti. Quali sono questi problemi? In generale si tratta di:

1) aumenti di salario, forti e uguali per tutti;
2) qualifiche;
3) nocività;
4) orario.

Su questi punti alcuni reparti sono scesi in lotta, ottenendo dei risultati; in altri ci si organizza per la lotta; in tutti c'è un forte movimento e la volontà di arrivare ad uno scontro con il padrone.

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Insegnamenti di una lotta

Comitato di lotta della Lancia di Torino 5-11-68

insegnamenti_lottaOperai, compagni,

lo sciopero della Lancia, durato più di tre settimane, è finito con un compromesso che ha lasciato tutti con la bocca amara. Ci vorrà un anno e mezzo soltanto per rifarci della perdita di salario che abbiamo subito nel mese di ottobre. Abbiamo ottenuto 15 lire invece delle 40-50 che chiedevamo. Nulla sulle qualifiche. Nulla sulle altre questioni per cui ci eravamo mossi ai primi di ottobre. Anche per quel poco che abbiamo ottenuto, non abbiamo nessuna garanzia all'infuori delle parole del Prefetto.

La responsabilità politiche delle organizzazioni sindacali

Tutti quanti sappiamo che la responsabilità principale di questa conclusione dello sciopero va cercata in primo luogo nel comportamento delle organizzazioni sindacali durante tutta la vertenza. I quattro sindacati hanno voluto chiudere frettolosamente lo sciopero a qualsiasi costo, prima dell'apertura dei Salone dell'Auto; e ne hanno imposto la fine con metodi burocratici, senza neppure convocare un'assemblea operaia in cui tutti potessero esprimere il proprio giudizio sui termini dell'accordo.

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