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Miscellanea (lotte operaie)

Contro il ricatto delle banche multinazionali

contro il ricatto delle banche multinazionaliInghilterra. Nuovo ciclo di lotte

Londra come New York come Milano: la manovra delle banche sulla spesa pubblica - dai ghetti alle fabbriche è in atto una ricomposizione politica di classe che esprime nuove capacità di lotta militante.

In febbraio 1976, quando il governo inglese pubblicò il programma di riduzione della spesa pubblica ("White Paper") da effet­tuare tra il 76-77 e tra il 77-78, la prima domanda che ci si pose era: "co­me?". Di fatto, è dall'inizio del 1960 che il governo si lamenta ogni anno sugli accessi del settore pubbli­co. E, sistematicamente, ogni anno successivo la spesa pubblica inglese è composta di molte "voci", le più importanti delle quali sono l'educazione pub­blica, gli alloggi, le spese per "health and social services", le "local authorities", le imprese naziona­lizzate (come la "British Leyland").

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Lotte operaie nel settore auto 1973-74. USA: la classe operaia c'è e si sente.

da Rosso - Giornale dentro il movimento - 13 marzo 1976

lavoratori in sciopero U.S.A.L'odierna crisi dell'auto è il riflesso immediato del tipo di controllo che i prodotti d'auto hanno cercato di imporre alla propria forza lavoro negli ulti­mi dieci anni.

I fattori su cui si basava l'espan­sione internazionale dell'auto negli anni '60 non erano destinati a du­rare. Uno di tali fattori era la no­tevole capacità del capitale dell'au­to di muoversi verso aree geografiche che garantissero non soltanto una manodopera nuova e a buon prezzo ma anche la stabilità del processo di accumulazione. Un altro elemento soprattutto nelle aree industrializzate, era ricorrere a riserve fresche di forza lavoro, disponibili per le loro caratteristiche ad alti livelli di sfruttamento, almeno nel breve periodo.

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Angelo Pandolfo: lavorare meno per lavorare tutti . Alcuni aspetti storici.

da Contrattazione - Rivista bimestrale della CISL, luglio-ottobre 1978, pp. 5-25

lavorare meno lavorare tutti1 - Far leva anche sulla riduzione degli orari di lavoro, per affronta­re il problema dell'occupazione, è questione centrale dell'attuale ini­ziativa rivendicativa del movimento sindacale.

È corretto rilevare che storica­mente nelle rivendicazioni sull'ora­rio di lavoro, pur essendo presen­ti ambedue le componenti di fon­do del miglioramento delle condi­zioni di lavoro e dell'allargamento delle opportunità occupazionali è stata la prima quella prevalente.

Questa giusta osservazione non va, però, intesa nel senso che la tradizione rivendicativa delle orga­nizzazioni sindacali non contenga consistenti e significative espe­rienze in cui sull'orario si è cerca­to di intervenire proprio avendo principalmente di mira i problemi occupazionali.

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Che cosa dice agli operai il documento Marzotto

Supplemento a "Il Potere operaio", n.2, Valdagno 25 gennaio 1967

marzotto occupataFinalmente siamo riusciti a mettere le mani sui piani di Marzotto. Prima ancora di parlare di questo bel programma fatto sulle nostre spalle, vediamo qual è la sua storia.

Verso Novembre Marzotto convoca i "fidatissimi" CISL e UIL, e gli propone il documento. Ma i "fidatissimi" non si sono fidati di accettare da soli un documento così catastrofico, e hanno chiamata la CGIL. Perché loro sono democratici e "unitari", oppure, se vogliamo chiamare la cose col loro nome, perché temevano una massiccia e violenta risposta operaia anche contro di loro se non ci fosse state anche la CGIL.

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