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Agli operai della Fiat

Volantino distribuito ai cancelli Fiat il 6 luglio 1962, giorno precedente lo sciopero generale e i fatti di Piazza Statuto -
Torino - Quaderni Rossi

quaderni rossiOperai della Fiat,
alle vostre spalle, senza consultare nessuno, le organizzazioni sindacali al servizio del padrone hanno concluso un accordo separato che tenta di liquidare la lotta e la forza operaia alla Fiat. Ancora una volta siete voi a dover decidere e dichiarare cosa volete e che cosa invece rifiutate. Ora dobbiamo vedere con chiarezza quale è la manovra padronale e quale deve essere la risposta operaia.

Le posizioni della Confindustria e delle aziende di Stato dicono questo: Il padronato italiano è disposto a qualche minima concessione immediata, e chiede in cambio che nei prossimi tre o quattro anni non vi sia più nessuna lotta operaia sostanziale.
E' stata la lotta operaia di questi giorni che ha messo in chiaro questa volontà del padronato, che ha reso evidente che la posta in gioco è lo sviluppo della lotta operaia nei prossimi anni.
In Italia è in corso uno sviluppo economico molto intenso, destinato a procurare nuovi immensi profitti al padronato e un enorme accrescimento della accumulazione capitalistica. Valletta pochi giorni fa ha affermato chiaramente che il capitalismo intende imporre a rendere stabile questo sviluppo economico sotto il suo dominio, dentro e fuori la fabbrica. Nella lotta di oggi appaiono chiare le due strade opposte aperte davanti al movimento operaio: o il consolidamento del potere capitalistico, del suo arbitrio e del suo dispotismo; o la crescente possibilità per la classe operaia di ritrovare ed organizzare, interamente, se stessa contro il capitale, condizionando le scelte e lo sviluppo del capitalismo fino alla sua sconfitta totale.


Operai della Fiat,
oggi il punto decisivo di questa lotta è la Fiat. La Fiat è il punto decisivo perchè il settore metalmeccanico è al centro dell'espansione capitalistica e la Fiat è il centro del settore.
Proprio per questo la scelta che è posta agli operai della Fiat è: o ritornare in una condizione di isolamento e di disgregazione, nella quale il dispotismo del padrone avrà di nuovo mano libera e significherà, come ieri o peggio di ieri, taglio dei tempi, qualifiche arbitrarie, licenziamenti, spostamenti, insomma tutto l'insopportabile arbitrio che il padrone Fiat ha esercitato contro gli operai; o diventare l'avanguardia cosciente di una classe operaia forte e unita.


Operai della Fiat,
oggi il disegno del padronato italiano è questo: spezzare la grande lotta dei metalmeccanici italiani separando la trattativa nelle aziende statali da quelle per le aziende private, e imporre un accordo aziendale per la Fiat. Se questo disegno si realizza pienamente, senza che la classe operaia della Fiat affermi la sua decisione, questa grande lotta, che ha un significato generale di lotta di classe, verrà frantumata e il capitalismo italiano, dopo essere stato messo in gravissime difficoltà dalla lotta operaia, potrà perseguire più facilmente il proposito di pianificare il suo dominio.


Operai della Fiat,
oggi voi avete nelle vostre mani la possibilità di far fallire questo disegno del padrone. Non siete più isolati tra voi, non siete più isolati dal resto della classe operaia italiana. La vostra parola d'ordine deve essere: nessun passo indietro sulla strada dell'unità della lotta di tutti i metalmeccanici italiani. Avete già conquistato la prima e decisiva condizione per battere il capitale. Di fronte alla forza della vostra unità il capitale è più debole di voi. Voi avete nelle vostre mani non soltanto la chiave di questa lotta di oggi ma la chiave del futuro della lotta del proletariato italiano.


Operai della Fiat,
nessun altro all'infuori di voi stessi può respingere le manovre del padrone, che si moltiplicheranno sempre più per ridurre di nuovo ciascuno di voi isolato e impotente di fronte al potere del capitale.
Ogni manovra del padrone, ogni decisione davanti alla quale vi trovate, devono essere da voi affrontate collettivamente.


Operai della Fiat,
Nelle scorse settimane la vostra protesta è già diventata organizzazione, o almeno inizio di organizzazione operaia. Spontaneamente vi siete ritrovati per discutere, per prendere decisioni, squadra per squadra, reparto per reparto.
Siete andati a discutere direttamente con i membri di C.I. Avete formato picchetti, nei punti giusti, per discutere e convincere i compagni incerti.
Queste sono le prime forme di una vera organizzazione operaia alla Fiat; se porterete avanti questa organizzazione, nessuna lotta in futuro vi troverà impreparati, nessuna manovra padronale potrà vincere la vostra forza.


Operai della Fiat,
è soprattutto per paura che questa organizzazione si rinsaldi fino a intaccare seriamente il potere padronale in fabbrica, che la Direzione ha concluso, con i servi che aveva a portata di mano, l'attuale accordo separato, che non tocca nessuna delle questioni sostanziali della condizione operaia in fabbrica. Ora perciò è chiaro: decidere tocca a voi, voi dovete prendere in mano il vostro destino. Questo sciopero è una grande occasione per far fare un passo avanti alla organizzazione della classe.
Da questa lotta potrete uscire avendo fatto di ogni squadra, di ogni reparto, di ciascuno degli stabilimenti Fiat la realtà di una organizzazione, di una disciplina operaia capace in ogni momento di contrapporsi allo sfruttamento, agli arbitrii, al dispotismo del padrone e dei suoi lacchè.

[da http://www.nelvento.net]

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