chicago86

Miscellanea (arch. stor.)

L'insurrezione di La Spezia

La_SpeziaLa Spezia, basti vedere la sua pianta, è una città artificiale. Voluta infatti come porto militare dai Savoia appena la monarchia Sabauda "unificò" l'Italia, fu costruita seguendo i dettami canonici che il barone Haussmann, dopo il macello della "Comune", impose in tutta quanta l'Europa. Le strade della città sono infatti perfettamente geometriche, ad eccezione di una via in diagonale pensata per permettere alle truppe di accorrere celermente là dove si poteva manifestare il benché minimo accenno di sedizione.

La città conobbe uno sviluppo rapidissimo che si incentrò praticamente tutto quanto sulla costruzione dell'Arsenale, pensato per la costruzione, la manutenzione e la riparazione delle navi da combattimento. Il borgo marino che contava nel 1861 appena 15.000 abitanti, divenne in pochi decenni una città che, assieme al circondario, arrivava a contare nel 1919, ben 212.000 abitanti.

e-max.it: your social media marketing partner

In Patagonia

Introduzione di una fotografia

patagoniaSono all'incirca una ventina gli uomini che una vecchia fotografia ha ritratto in un cortile polveroso. Vestono giubbe da lavoro e camicie senza colletto, hanno nel complesso quell'aria dimessa, quasi vergognosa, che sempre avevano allora gli umili quando venivano immortalati in una fotografia. Nessuno tra di loro infatti guarda verso l'obiettivo.

La prima fila è seduta per terra e tutti tengono le gambe incrociate e le braccia appoggiate sulle ginocchia, le dita delle mani intrecciate tra di loro. La seconda fila è in piedi e gli uomini hanno le braccia ai lati del corpo, quasi assumere una postura diversa volesse significare uno sforzo che non sono più in grado di sostenere. Due soldati col berretto duro e gli stivali in dotazione, di chi viene arruolato in cavalleria, guardano dentro l'obiettivo e intanto tengono le corte carabine bilanciate tra le braccia. Un ufficiale se ne sta ritto tranquillamente davanti a tutti.

e-max.it: your social media marketing partner

Operaio parziale e piano di produzione

operaio parziale piano di produzione"Che cosa crea un nesso fra i lavori indipendenti dell'allevatore, del conciatore, del calzolaio? L'esistenza dei loro prodotti rispettivi come merci. Che cosa invece caratterizza la divisione manifatturiera del lavoro? Il fatto che l'operaio parziale non produce nessuna merce; che solo il prodotto comune degli operai parziali si trasforma in merce" (K. Marx, Il Capitale, Libro I, cap. XII)

Sapere quel che si cerca

La società capitalistica si distingue per la mercificazione di ogni suo aspetto: non esiste oggetto, lavoro, persino "pensiero" che non abbia rapporto col denaro, e sia quindi merce. Se "l'operaio parziale non produce nessuna merce" e se "solo il prodotto comune degli operai parziali si trasforma in merce", fuori dalla fabbrica, sul mercato, ciò significa evidentemente che all'interno della complessiva produzione e circolazione delle merci esiste una contraddizione potente. In effetti si tratta di un elemento di rottura, di negazione della realtà dominante ed immediatamente osservabile, che mette in discussione la presunta eternità e immanenza dell'esistente mondo mercantile.

e-max.it: your social media marketing partner

Come licenziare il vostro padrone

iww - wobbliesLavorare per vivere è un oltraggio ben noto a chiunque abbia mai lavorato. La Democrazia, il grande principio sulla base del quale la società americana è presuntamente fondata, è cacciata dalla finestra non appena timbriamo il cartellino al lavoro. Senza il diritto di decidere cosa produrre, o di come quella stessa produzione è organizzata, e solo con una piccola quota del valore di quel prodotto che trova la strada nei nostri salari, abbiamo tutti i diritti di essere incazzati con i nostri padroni.

In definitiva, certo, abbiamo la necessità di creare una società nella quale i lavoratori prendono tutte le decisioni sulla produzione e sulla distribuzione dei beni e dei servizi. Industrie dannose o inutili, come la produzione degli armamenti e quella chimica, oppure le truffe bancarie e assicurative, sarebbero eliminate. I beni veramente essenziali, come il cibo, l'alloggio e il vestiario, potrebbero essere prodotti da tutti lavorando solo poche ore settimanali.

e-max.it: your social media marketing partner

La guerra preventiva

matanza_escuelaLa mattanza della "Escuela Santa Maria de Iquique"

Arrivavano a Iquique, una città del nord del Cile dov'erano ancora evidenti gli esempi di quell'architettura coloniale che gli spagnoli a suo tempo avevano disseminato in tutte le città del Sud America. Provenivano dal distretto minerario di Tarapaca, erano migliaia di uomini e di donne, in lunghe file nere e dolenti, accompagnati da vere e proprie "nidiate" di bambini. Avevano attraversato il deserto di Atacama, il deserto più arido al mondo, dove non esiste nemmeno un'oasi e passano decenni prima che le nuvole lascino cadere almeno un velo di pioggia.

A partire dal 14 dicembre del 1907 avevano cominciato a discendere il passo diretti verso la spiaggia, quasi nessuno tra di loro aveva mai visto il mare, poi si accasciavano spossati per la lunga marcia che era durata giorni e giorni. Si erano messi in sciopero pochi giorni prima, il 10 per la precisione, e poi erano partiti a piedi da una delle trenta aziende-miniere quasi tutte di proprietà di due inglesi: John Thomas North e Robert Harvey, che tutti conoscevano come "Los Reyes del Salitre" e che punteggiavano quella che in Cile era chiamata la zona del "salitre", che poi in termine scientifico è conosciuto come nitrato di potassio. Il "salitre" era allora l'elemento indispensabile per la fabbricazione di qualsiasi esplosivo e serviva anche e soprattutto per la conservazione dei salumi e della carne.

e-max.it: your social media marketing partner

Pagina 8 di 15

You are here: Archivio Storico Miscellanea (arch. stor.)

News lotte in corso

News dal ventre della balena

News feedback