chicago86

Miscellanea (arch. stor.)

Morte = profitti

arbeit macht freiAprile 2011

Gli effetti materiali esterni dei processi produttivi inquinanti, purtroppo per la borghesia, non nuociono unicamente ai proletari esposti ai veleni delle fabbriche in cui lavorano, tanto sono vertiginose le dimensioni raggiunte da tutta quella serie di patologie tumorali e mutagene che ricadono come una condanna capitale sull’intera specie (anche se l’incidenza delle cosiddette malattie professionali rispetta, nelle proporzioni, le cifre "materialistiche" della divisione in classi). E sebbene la scienza medica riveli spessissimo il suo carattere di strumento pilotato dalla classe dominante, i cui graduali passi avanti compiuti nella ricerca scientifica sono costantemente zavorrati e reggimentali dagli enormi interessi delle case farmaceutiche e delle varie sanità imperialistiche, ciò non toglie che sia oramai di pubblica conoscenza la conclusione che la propagazione endemica del cancro, nei paesi a più alto sviluppo, è per lo più provocata da fattori "non naturali" e quindi da sostanze chimiche dannose, prodotte dall’uomo per ripagare l’obbligata necessità di continua valorizzazione del capitale.

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Disoccupati recalcitranti e ristrutturazione dello Stato Sociale oggi nel Regno Unito (Da Aufheben)

manifestanti con cartelli1. Introduzione

Negli ultimi tempi, le varie forme del sussidio di disoccupazione inglese, "the dole", sono state al centro di diverse proteste nel Regno Unito. Il gruppo che scrive Aufheben ha preso parte a queste proteste.

Quali proletari a cui in certe circostanze occorre ricorrere al sussidio come mezzo di sussistenza, lottare per difenderlo è tutt'uno con la difesa dei nostri bisogni. Ma questa lotta ha conseguenze che vanno al di là dei bisogni della particolare categoria dei disoccupati. Di fatto, la nostra strategia di lotta si è concentrata sulla connessione tra sussidio e salario. In un certo senso, infatti, i sussidi giocano il ruolo di valore base dei salari: se tale base viene attaccata, anche i salari sono sotto attacco.

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Contea di Schuylkill 21 giugno 1877

molly maguiresAlex Campbell, John "Black Jack" Kehoe, Michael Doyle, John "Yellow Jack" Donahue ascoltavano, quasi distratti, anche senza volerlo, ci avevano fatto ormai l'abitudine, i rumori dei carpentieri che da giorni stavano costruendo la forca che avrebbe loro schiantato il collo quella mattina del 21 giugno del 1877.

Quando li vennero a prendere, Alex Campbell raccolse qualcosa da terra, poi disse ad alta voce: "Non sono colpevole!", e sbatté il palmo della mano aperta sul muro salnistroso della cella, dove era stato rinchiuso assieme ai suoi amici. Uscirono, uno dietro l'altro dall'umidità e dal buio della prigione e subito sbatterono gli occhi nel sole accecante di quella calda estate.

I "Thugs", velocemente e con perizia, legarono le mani dietro la schiena a tutti e quattro, poi li scortarono alla forca, fendendo una folla silenziosa. Ai balconi delle case in legno e sui bordi della strada polverosa vigilavano decine di uomini, tutti armati di fucile che lasciavano correre sguardi nervosi e preoccupati sulle centinaia di uomini e di donne che ormai aspettavano da ore. I primi tra di loro erano arrivati, dopo aver camminato per tutta la notte, che non era ancora sorto il sole, e subito si erano sistemati vicino al patibolo. Poi erano venuti tutti gli altri, famiglie intere, bambini compresi, se ne stavano lì, tutti in silenzio, in una sorta di minacciosa attesa.

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Sciopero generale: per saldare la lotta di tutti i lavoratori, più precari che mai

precari_in_lottaDi fronte alla situazione generale dei lavoratori, che vedono il loro posto di lavoro farsi sempre più precario, malpagato e insostenibile, alcune ricorrenti misure finanziarie o legislative rappresentano solo una parte del problema reale.

I proletari hanno sempre vissuto in una condizione precaria più o meno accentuata a seconda della situazione economica. Ma oggi, con la crescente automazione e razionalizzazione, con il risparmio di una quantità enorme di manodopera, il posto di lavoro diventa più aleatorio che mai, e una parte crescente della popolazione diventa semplicemente superflua. Inoltre i prezzi delle merci, compreso quello della forza-lavoro, si confrontano direttamente sul mercato globale. Così un salario occidentale non può certo competere con uno cinese o indiano. Quindi leggi apposite (Treu, Biagi) prendono atto del cambiamento cercando di istituzionalizzare le condizioni "asiatiche" venutesi a realizzare sul territorio nazionale. Le aziende possono in tal modo mantenere un nucleo di lavoratori "fidelizzati", accedere a una "riserva indiana" poco costosa e senza vincoli, e sfruttare al massimo la concorrenza fra lavoratori che ne deriva. Insomma possono disporre di una forza-lavoro-usa-e-getta.

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Lo sciopero della canadiense (Barcellona, 1919)

Sciopero alla Canadiense Barcellona 1919"Le notizie della situazione a Barcellona sono molto allarmanti. Lo sciopero della Canadiense è stato esteso alle altre compagnie di elettricità e delle acque. La città intera è immersa tutta la notte nell'oscurità" (ABC 27 febbraio 1919)

Con queste parole il più importante quotidiano spagnolo, commentava quello sciopero che stava paralizzando da settimane Barcellona e che all'inizio almeno, era sembrato soltanto una delle innumerevoli vertenze che quotidianamente si verificavano in tutta quanta la città.

Il tutto comincia alla fine di gennaio del 1919. Infatti quando otto impiegati annunciano alla direzione della "Riegos y Fuerza del Ebro" che vogliono aprire all'interno del loro luogo di lavoro, una sezione della CNT, vengono licenziati su due piedi da Fraser Lawton in persona, il manager inglese che dirige con pugno di ferro la "Traction Ligth and Power", di cui anche la "Riegos" fa parte e che tutti in città conoscono come "La Canadiense".

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