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L'I.W.W. La sua storia, struttura e metodi - Manifesto dell'unione industriale

Indice
L'I.W.W. La sua storia, struttura e metodi
Il preambolo originale dell'I.W.W.
La seconda convenzione
Il preambolo dell'I.W.W.
La struttura dell'I.W.W.
Schema generale
Metodi e tattica dell'I.W.W.
Le lotte dell'I.W.W.
Vari scioperi del 1912-1917
La lotta per la libertà di parola
Manifesto dell'unione industriale
Tutte le pagine

Manifesto dell'unione industriale

Pubblicato in occasione del Congresso degli Unionisti Industriali a Chicago, 2, 3 e 4 Gennaio, 1905.

Le relazioni e gli aggruppamenti sociali non sono che il riflesso delle condizioni meccanico-industriali. I grandi fatti della presente industria sono il dislocamento dell'intelligenza umana che viene rimpiaz­zata dallo sviluppo del macchinario e l'aumento della potenza capitalista attraverso la concentrazione ed il possedimento degli strumenti che producono e di­stribuiscono  la  ricchezza.

Per causa di questi fatti le divisioni di categoria e di mestiere fra i lavoratori e le competizioni fra capitalisti disappaiono entrambi. La divisione di classe aumenta e con questo si sviluppa sempre più anche l'antagonismo di classe. Le distinzioni di ca­tegoria spariscono nella generale schiavitù alle mac­chine cui i lavoratori attendono. Nuove macchine prendono continuamente il posto di quelle meno per­fezionate e poco produttive e queste gettano sul lastrico intere categorie di operai, privandoli di un mezzo per guadagnarsi il pane. Come l'uso della forza e dell'intelligenza umana vengono eliminate dal progresso del meccanismo, i capitalisti hanno bi­sogno semplicemente per un brevissimo periodo dei muscoli dei lavoratori, finché questi sono sobri e pie­ni di virilità. Non appena un lavoratore non offre più il massimo dei profitti verrà buttato fra i ferri vecchi, fra le cose spremute, a morire di fame nello stesso modo che le macchine vecchie vengono scar­tate e divorate dalla ruggine. Una linea che indica la morte è stata disegnata, il limite di età stabi­lito attraverso il quale in questo mondo di oppor­tunità monopolizzate, si incorre inevitabilmente la condanna alla morte industriale.

Il lavoratore, completamente separato dalla terra e dagli strumenti di lavoro, con le sue capacita rese inutili, si disperde fra la moltitudine degli schiavi salariati. Egli vede la sua forza di resistenza troncata dalle divisioni di classe perpetuate da epoche sorpas­sate di sviluppo industriale. Il suo salario diminuirà costantemente mentre le sue ore di lavoro aumen­teranno ed i prezzi dei generi alimentari monopoliz­zati saliranno sempre più. Spostati da un luogo al­l'altro dalle richieste delle sanguisughe padronali, i lavoratori non hanno più dimora. In queste mise­rabili condizioni, in cui è costretto a vivere, il lavo­ratore deve accettare, umiliato, le imposizioni del suo padrone. Egli vien sottoposto ad un esame fisico ed intellettuale, più di quanto lo era lo schiavo di un tempo quando veniva condotto al mercato per ven­derlo. I lavoratori non saranno più a lungo classi­ficati e compensati secondo la loro abilità, ma secondo la macchina a cui sono addetti. Dette divisioni, lungi dal rappresentare le differenze di abilità o d'interessi fra i lavoratori, sono imposte dai padroni dimodoché gli operai possano essere mes­si gli uni contro gli altri per suscitare gli odii nella fabbrica, rendendo debole la resistenza contro la tirannia capitalista con delle distinzioni artificiali.

Mentre incoraggiano l'aumento delle divisioni fra i lavoratori i capitalisti furbescamente si adattano fra di loro alle nuove condizioni. Essi eliminano qualsiasi diversità fra loro e presentano un fronte unico di guerra contro i lavoratori. A mezzo delle associazioni padronali, loro cercano di schiacciare colla forza bru­ta, ingiunzioni e azione militare, ogni nobile resisten­za. E quando altri metodi sembrano loro più pro­fittevoli, nascondono i loro pugnali sotto il manto della Civic Federation per colpire e turlupinare me­glio coloro che vogliono soggiogare e sfruttare. Il successo di ambedue i metodi dipende dalla cecità e dai dissidi interni della classe lavoratrice. La linea di battaglia ed i metodi della guerra padronale corrispondono alla solidarietà ed alla concentrazione meccanica ed industriale, mentre i lavoratori sotto­divisi in categorie non fanno altro che spezzare il loro fronte, Le lotte del passato possono insegnar­ci qualche cosa in questo riguardo. I lavoratori tes­sili di Lowell, Philadelphia e Fall River; i macel­lai di Chicago, dimostrano che le loro forze sono in disintegrazione per causa delle sottodivisioni di categoria; i macchinisti della Santa Fé non usu­fruiscono della solidarietà dei loro compagni di lavoro soggetti allo stesso padrone; la lunghissima lotta dei minatori del Colorado crollò per mancan­za di unità e di solidarietà sul campo di battaglia industriale; tutti possono testimoniare sull'impotenza della classe lavoratrice com'è organizzata at­tualmente.

Questo sistema corrotto non offre nessuna speranza di miglioramento e di adattamento. Non vi è nessuna verga d'argento che appare rilucente in mezzo alle nubi oscure della disperazione che pesa­no sopra  il  mondo  del  lavoro.

Questo sistema offre semplicemente una lotta per­petua mirante a migliorare lievemente la schiavitù del salario.

La lotta nostra mira a stabilire una democrazia in­dustriale ove non vi sia più nessun sfruttamento dell'uomo sull'uomo, rendendo i lavoratori padroni delle macchine che operano e padroni del frutto che ricavano da esse per gioire e godere tutti i bene­fici della vita.

Il trade-unionismo allontana la possibilità dell'e­mancipazione operaia e vieta ogni movimento com­patto diretto contro la prepotenza del capitalismo.

Uomini unionisti tradiscono e fanno i crumiri con­tro altri operai unionisti, rafforzando la posizione dei padroni e minando quella dei lavoratori.

La gelosia, fra le varie unioni, mena alla crea­zione   dei   monopolii   di   mestiere.

Le tasse d'ammissione sono proibitive inducendo i lavoratori a compiere atti di crumiraggio anche contro la loro volontà. Gli operai che per certe circostanze, anche di lavoro, cercano di trasferirsi in altre unioni vengono multati con nuove tasse d'am­missione.

Il trade-unionismo è la causa dell'ignoranza politica fra i lavoratori, poiché li divide nella fabbrica, nella miniera e nella fattoria, ed alle urne.

Il trade-unionismo può ed è stato usato per sta­bilire monopolii ed aumentare i prezzi. Un gruppo di  lavoratori vengono usati per imporre condizioni peggiori di vita sopra un'altro gruppo di lavoratori.

Il trade-unionismo toglie qualsiasi barlume di co­scienza di classe fra i lavoratori ed imprime in essi l'idea dell'armonia d'interessi fra sfruttatori e sfrut­tati. Esso permette e tollera i "leaders" corrotti dei lavoratori ad associarsi ai padroni nella Civic Federation ove si studiano i piani per perpetuare il capitalismo e per rendere permanente la schiavitù dei   lavoratori  attraverso  il   sistema  del   salario.

Gli sforzi che furono fatti precedentemente per migliorare le condizioni della classe lavoratrice, sono abortiti per il loro scopo limitato e per la loro azione sconnessa.

I disagi economici universali della classe lavora­trice possono essere sradicati dall'azione di un mo­vimento universale del proletariato. Ma un movi­mento simile sarà impossibile mentre le varie ca­tegorie di operai delle unioni di mestiere vengono a patti con i padroni, danneggiando altre categorie di operai della medesima industria, e mentre le energie dei lavoratori si sprecano nelle meschine lotte di giu­risdizione sindacale che servono solamente a fare gonfiare di  più gli ufficiali delle  Unioni.

Un movimento che possa ridare tutta la potenza ai lavoratori deve consistere di una grande unione industriale che abbracci tutte le industrie, che con­ceda autonomia localmente, autonomia industriale internazionalmente, e l'unità d'azione di tutta la clas­se lavoratrice in genere.

Essa deve essere basata sui principi della lot­ta di classe e la sua amministrazione generale deve esser condotta in armonia col concetto della inevitabi-lità dell'irrepressibile conflitto fra la classe capita­lista e la classe operaia.

Essa deve essere stabilita come organizzazione economica della classe lavoratrice, senza nessuna af­filiazione con i partiti politici.

Tutto il potere deve derivare dalla volontà dei membri.

Le amministrazioni locali, nazionali e generali, l'emblema, i bottoni, le carte di trasferimento, le tasse d'ammissione e le quote percentuali debbono essere uniformi ovunque.

Tutti i membri debbono aderire alla unione locale, nazionale o internazionale che controlla l'industria in cui essi lavorano, ma il trasferimento da un'unione all'altra, locale, nazionale o internazionale, deve es­sere facilitato universalmente.

I lavoratori provenienti da altre nazioni con le loro tessere unioniste in regola debbono essere am­messi gratuitamente a far parte dell'organizzazione.

L'amministrazione generale deve pubblicare un bollettino, ad intervalli, che illustri la tattica ed i principii dell'intera organizzazione e cercare di farlo giungere regolarmente ai membri delle varie in­dustrie.

Un Comitato Centrale di Difesa, ove tutti i membri debbono contribuire con quote uguali, deve essere stabilito e mantenuto.

Tutti i lavoratori, dunque, che accettano i princi­pii sopra descritti, il 27 Gennaio, 1905, si radune­ranno a Congresso in Chicago col proposito di for­mare una organizzazione economica della classe lavo­ratrice, uniformandosi ai principi delineati di questo manifesto.

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