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L'I.W.W. La sua storia, struttura e metodi - Il preambolo dell'I.W.W.

Indice
L'I.W.W. La sua storia, struttura e metodi
Il preambolo originale dell'I.W.W.
La seconda convenzione
Il preambolo dell'I.W.W.
La struttura dell'I.W.W.
Schema generale
Metodi e tattica dell'I.W.W.
Le lotte dell'I.W.W.
Vari scioperi del 1912-1917
La lotta per la libertà di parola
Manifesto dell'unione industriale
Tutte le pagine

Il preambolo dell'I.W.W.

"La classe dei lavoratori e quella dei capitalisti non hanno nulla di comune."

"Non vi può essere pace, finché la fame e l'in­digenza sono il retaggio di milioni di lavoratori; fin­ché lo scarso numero di persone che compongono la classe capitalistica gode tutte le buone cose che val­gono ad allietare l'esistenza."

"Fra queste due classi, la lotta deve continuare finché i lavoratori di tutto il mondo non si orga­nizzino e non diventino una unità che pigli pos­sesso della terra e delle macchine produttrici, finché non venga abolito il sistema delle merci."

"Noi crediamo che il concentramento delle Indu­strie nelle mani di persone che diventano sempre più esigue di numero metta le Unioni di mestiere (Trade Unions) nell'impossibilita' di tener fronte alla sempre crescente potenza della classe dei padroni. Le Unioni di mestiere favoriscono uno stato di cose che permette ad una categoria di lavoratori di dan­neggiare un'altra, anche se è parte della medesima industria... contribuendo così reciprocamente alla comune disfatta nelle quotidiane lotte economiche. Inoltre le Unioni di mestiere aiutano la classe capitalistica coll'indurre gli operai nella credenza che la classe lavoratrice ha interessi comuni con quella di chi l' impiega."

"Queste condizioni possono essere mutate, gli in­teressi della classe lavoratrice possono essere tute­lati solo da un'organizzazione formata in modo che tutti i suoi membri addetti ad una data industria, ed anche se necessario, a tutte quante le industrie, cessino di lavorare quando sia indetto uno sciopero od una serrata, in qualsiasi ramo di questa o di quell'industria, considerando così il danno arrecato a qual si voglia gruppo di lavoratori, come danno od  ingiuria a tutti quanti."

"Invece del motto reazionario, una paga equa per un'equa giornata di lavoro, noi dobbiamo iscri­vere sul nostro vessillo l'ammonimento rivoluziona­rio: Abolizione del  sistema delle merci."

"Missione storica della classe operaia e' quella di sottrarsi completamente alla servitù del capitale. L'esercito dei produttori dev'essere organizzato, non solo per la lotta giornaliera contro il capitalista, ma anche per continuare a produrre quando il capita­lismo sarà rovesciato. Organizzandoci industrial­mente noi prepariamo la società avvenire, nell'al­veo stesso della vecchia  società."

I politicanti costituirono un'altra organizzazione, dichiarandola di essere il vero movimento industria­le. Non era altro, però, che il duplicato del loro partito politico e non funzionò mai nel campo sin­dacale. Questo funzionava semplicemente sul "campo civile" cioè, parlamentaristico. Le sue pubblicazioni altro non erano che gli organi di una setta politica da non tralasciare o sfuggire nessuna occasione per assalire i lavoratori rivoluzionari mentre questi erano impegnati nelle lotte con qualche frazione della classe dominante. Il loro metodo favorito era quello di ac­cusare i rivoluzionari di tutti i crimini che la immaginazione di codardi può concepire. "Dinamitardi, la­dri, teppisti, assassini, etc.", ecco le loro frasi usuali.

In seguito alla vittoria dei tessitori di Lawrence, Mass., i politicanti del Socialist Labor Party rinno­varono i loro sforzi per figurare come i veri I.W.W.

Così mascherati riuscirono ad ingannare parecchie migliaia di tessitori a Paterson, Passaic, Hackensack, Sterling, Summit, Hoboken e Newark, nel New Jer­sey, Astoria, Long Island, e così a riscuotere da loro quote mensili e tasse d'ammissione.

In ogni caso i fakiri della politica tradirono i lavoratori nelle mani dei padroni delle seterie, e gli sforzi dei tessitori per migliorare le loro condizioni terminarono con la disfatta. A Paterson e Passaic il S.L.P., si era alleato con i poliziotti nello sforzo di prevenire che gli organizzatori dell'I.W.W. li smascherassero al pubblico operaio.

Le loro proprie azioni però bastarono a rivelarli ai lavoratori nei loro veri colori ed oggi essi sono com­pletamente discreditati fra gli operai di quel distretto.

Per un certo tempo l'altra frazione socialista si limitò a spargere segretamente il suo veleno; ma dopo lo sciopero di Lawrence le pubblicazioni del Socialist Party (con poche eccezioni) hanno sempre usato le loro colonne a diffamare l'organizzazione ed i suoi militanti. I loro attacchi furono anche estesi ai propri membri che erano membri o sostenitori dell'I.W.W.



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