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L'I.W.W. La sua storia, struttura e metodi - Vari scioperi del 1912-1917

Indice
L'I.W.W. La sua storia, struttura e metodi
Il preambolo originale dell'I.W.W.
La seconda convenzione
Il preambolo dell'I.W.W.
La struttura dell'I.W.W.
Schema generale
Metodi e tattica dell'I.W.W.
Le lotte dell'I.W.W.
Vari scioperi del 1912-1917
La lotta per la libertà di parola
Manifesto dell'unione industriale
Tutte le pagine

Vari scioperi del 1912-1917

1912

L'Unione Locale No. 10, Lavoranti in Suppellettili Elettrici di Fremont, Ohio, proclamò lo sciopero, ma esso fu perso per l'inabilità di estenderlo e fermare la fabbrica intera.

Le Unioni Locali 161 e 169, Tessitori e Calzolai, di Haverhill, Mass., fecero due scioperi con 572 operai partecipanti, che durarono sette settimane comples­sivamente e furono vittoriosi. Sessanta membri arre­stati, quindici condannati al carcere per periodi da uno a quattro mesi.

Unione Locale 194, Sarti di Seattle, Wash. Dieci piccoli scioperi della durata di poche ore sino a due mesi. Tutti riusciti con l'eccezione di uno. Quindici arrestati, uno condannato, due membri tenuti in carcere per nove settimane per la deportazione e poi rilasciati. Non sappiamo il numero degli scioperanti.

Unione Locale 326, Manovali di Ferrovia, Prince Rupert, B. C. Due scioperi vittoriosi; 2350 operai in lotta; dodici arrestati, tutti trovati rei e senten­ziati da sei mesi a tre anni. Questo Locale aiutò anche nella vittoria di uno sciopero di disorganizzati a Shenna Crossing.

Unione Locale 327, Manovali di Ferrovia, Lytton, B. C. Sciopero di sette mesi; 5000 in lotta; 300 ar­restati; 200 condannati da uno a sei mesi di carcere. Questo sciopero fallì per l'inabilità degli sciope­ranti di tenere paralizzati i lavori. I contrattori fu­rono poi costretti ad aumentare le paghe e migliorare le condizioni.

Unione Industriale Nazionale dei Lavoratori del Legname: due scioperi che coinvolsero sette unioni locali e settemila membri. Il primo sciopero durò due mesi ed il secondo tre settimane. Non ci ri­sulta il numero preciso degli arrestati, ma sappiamo che ammontarono a varie centinaia; tre membri fu­rono sentenziati da un mese a tre mesi in carcere. Lo sciopero riuscì a determinare un aumento nei salari in quella industria.

Lo sforzo per estendere l'organizzazione dei lavo­ratori del legname alle foreste del Sud causò un conflitto con i capitalisti in un territorio ove il padronato ha avuto dominio incontrastato dai giorni della scoperta del continente americano.

Gli organizzatori dell'I.W.W. furono assaliti e cer­ti uccisi dagli sgherri dei baroni del legname; la volontà della classe padronale è la legge di quelle contrade.

Il giorno 7 Luglio, 1912, una riunione di operai sulla pubblica via a Grabow, Louisiana, fu sciolta dalle guardie della Galloway Lumber Company; ri­sultato: tre morti e quaranta feriti. In seguito a questo eccidio, A. L. Emerson, il presidente del di­stretto del Sud dell'organizzazione, fu arrestato con 64 altri membri e tutti furono detenuti sotto l'accusa di cospirazione e di omicidio. Emerson e nove altri, furono processati e rilasciati in libertà malgrado gli sforzi dei magnati del legname di voler gettare in galera oppure condurre sulla forca quei compagni; gli altri furono rilasciati in antecedenza al processo.

Unione Locale 436, di Lowell, Mass., tessitori. Due scioperi, uno vittorioso e l'altro sconfitto; 18,000 coinvolti. Numero di arrestati: 26, tutti condannati al carcere da una a sei settimane.

Unione Locale 557, ebanisti, di Boston, Mass. Sciopero di 200 membri che durò cinque settimane e fu perso.

Unione Locale 20, tessitori di Lawrence, Mass. Cinque scioperi con 29,000 partecipanti; 333 arre­stati, 320 condannati a delle multe, ed al carcere sino ad un anno. La gran parte di queste cause furono accordate per una multa nominale nell'appello alla corte superiore. (Per la storia completa dello scio­pero di Lawrence e del processo Ettor-Giovannitti che ne derivò, vedere "The Trial of a New Society", di Justus Ebert).

Unione Locale 157, tessitori di New Bedford, Mass.; serrata; con 13.000 operai coinvolti; parecchi ar­restati.

I lavoratori dell'industria tessile della città di Little Falls, N. Y., in numero di 1.500, quasi tutti stranieri, scesero in sciopero senza avere un'organiz­zazione nello sforzo di migliorare le loro condizioni; chiesero l'aiuto della Unione Nazionale dei Tessitori che gli inviò come organizzatori Ben Legere ed un compagno italiano di nome Bocchini.

Questi due organizzatori consolidarono la compa­gine degli operai, costituendo il comitato sciopero, organizzando i picchetti onde persuadere i lavoratori di lingua inglese a fare causa comune con i loro fratelli di altre nazionalità e così costringere i padroni a cedere nella lotta.

I loro sforzi valsero a poco, e dopo poche settima­ne i padroni ricorsero all'antico sistema utilizzando la polizia per provocare conflitti e disordini. I picchetti furono assaliti, e donne, uomini e fanciulli bastonati senza pietà. Gli organizzatori vennero arrestati, accusati d'essere responsabili dei disordini apposita­mente provocati, e Legere e Bocchini si ebbero brevi condanne al carcere da un giurì di gente con pregiudizi.

Dopo un periodo di poche settimane i padroni furono forzati a fare delle concessioni e lo sciopero terminò senza lasciare traccia di organizzazione.

Altri scioperi si svolsero durante quell'anno dì cui non abbiamo i dettagli completi perché non inviati all'ufficio generale.

Un riassunto delle lotte del 1912 ci dimostra che l'organizzazione spese in quell'anno per l'appoggio e sollievo di lavoratori in sciopero la somma di $101.504.05; il totale degli scioperanti che presero parte  nelle lotte del 1912 raggiunge la cifra di 75.152, e questi scioperi ebbero una duratura com­plessiva di 74 settimane. Il numero degli arrestati fu 1.448; dei condannati 577.

SCIOPERI DEL 1913

Strascico dello sciopero di Lawrence fu il grande processo a carico di Ettor, Giovannitti e Caruso, accusati dell'omicidio d'una giovane scioperante uc­cisa dalla polizia. Il processo fu accanitamente con­teso da parte dei padroni che cercavano di troncare sulla forca l'esistenza di questi coraggiosi protago­nisti della libertà operaia.

In questo caso, però, i padroni subirono la disfatta. Il  processo terminò con la trionfante vittoria dei nostri compagni.

Siccome i padroni delle segherie di Merryville, La., licenziavano gli operai che testimoniarono a favore di A. L. Emerson, la locale dei Lavoratori del Le­gname dichiarò lo sciopero per costringere i padroni a riprendere questi operai. Lo sciopero fu accompa­gnato dalle solite violenze da parte degli sgherri degli schiavisti del Sud.

I lavoratori furono sfrattati dalle loro case da orde di teppisti assoldati dalle compagnie, il loro commis­sariato fu razziato e l'unione fu completamente distrutta, dopo una lotta accanita.

I lavoratori dell'industria della gomma di Akron, Ohio, proclamarono lo sciopero in numero di 22.000, onde forzare le compagnie a concedere migliori con­dizioni per bilanciare l'effetto del nuovo macchinario ed i nuovi sistemi tecnici di efficienza che si ap­plicavano allora in quella industria. Dopo una lotta di sette settimane gli scioperanti rimasero completa­mente sconfitti.

In seguito al grande sciopero di Lawrence, i lavoratori delle seterie di Patorson, Summit, e Philadelphia, in numero di oltre cinquantamila dichiara­rono lo sciopero sotto la bandiera dell'I.W.W.

Lo sciopero fu caratterizzato dall'intensa brutalità della polizia, specialmente nella città di Paterson. Ogni supposto diritto dei lavoratori fu calpestato; si negarono le sale agli scioperanti; i picchetti fu­rono assaliti e gli arrestati si contarono a centinaia. La fame finalmente costrinse gli operai ad accettare un compromesso che gli concedeva la giornata di nove ore ed  un piccolo aumento di salario.

In quella lotta, come nell'altra di Lawrence, l'u­nione dei tessitori aderente, all'A.F. of L., attra­verso il suo presidente John Golden, si mise al servizio dei padroni delle seterie.

A Detroit, Mich., ottomila operai delle fabbriche di automobili dichiararono lo sciopero senza orga­nizzazione chiedendo aumenti di paga e migliori con­dizioni di lavoro. Alla fine dì una settimana di sciopero, gli operai tornarono alle fabbriche senza avere ottenuto nulla.

Gli scaricatori dei porti di Duluth e Superior, tentarono organizzarsi, ed i padroni provocarono uno sciopero licenziando tutti gli organizzati. Lo sciopero fu perso e l'unione distrutta.

Mille lavoratori delle officine meccaniche di Toledo, Ohio, ottennero le loro richieste dopo un breve sciopero.

Gli operai della Avery Agricultural Implement Company di Peoria, Ill., scesero in sciopero in numero di 500 per aumentare i loro salari. Dopo una setti­mana i picchetti furono arrestati e la sala dell'unione chiusa per ordine dei capitalisti della città. Lo sciopero fu perso.

La Utah Construction Compainy, una ditta di co­struzioni ferroviarie, finanziata dai Mormoni, tentò di spremere ancora più profitti dagli schiavi nei lavori di Tusker, Utah. I lavoratori si appellarono al locale di Salt Lake City, ed impegnarono una breve ma accanita lotta; gli operai ottennero qualche mi­glioramento, senza che si riuscisse a stabilire una organizzazione.

Il grande centro industriale di Pittsburg, Penn. fu la scena di molti scioperi in varie industrie. I sigarai, siderurgici, lavoratori dell'alluminio, e gli impiegati dei negozi scioperarono in varie occasioni. Questi scioperi non riuscirono a costituire un'organizzazione né a portare dei miglioramenti agli operai.

Gli scaricatori del porto di Philadelphia, disgustati dai tradimenti della Internazionale dell'A.F. of L., si distaccarono da essa per aderire all'I.W.W. Dopo un breve sciopero, gli "stevedores" furono costretti a concedere le richieste degli operai, che sin d'allora hanno mantenuto il controllo unionistico in quel porto.

Mille operai delle raffinerie di zucchero sciopera­rono a Philadelphia, ma senza riuscire a mantenere l'organizzazione.

Certi muratori e manovali di Philadelphia riusci­rono a vincere in un breve sciopero come membri dell'I.W.W., senza mantenere l'organizzazione. Così accadde anche per i lavoratori  dei ristoranti.

I lavoratori del vestiario di Baltimore, Md., furono sconfitti in uno sciopero di quattordici settimane per il fatto che l'unione dell'A.F. of L. fornì dei cru­miri ai padroni.

Gli operai della ditta Draper, a Hopedale e Milford, Mass., si ribellarono contro i bassi salari ed il lungo orario, ma furono abbattuti nel loro sciopero.

I tessitori di Ipswich, Mass., dichiararono sciopero per un aumento di salario e la restituzione delle somme trattenute dalle compagnie perché essi avevano scioperato senza dare due settimane di avviso ai padroni. Lo sciopero ebbe per risultato l'aumento dei salari dal 5 al 15 percento ed il ritorno agli operai della somma di $ 60,000.00.

Diecimila barbieri a New York proclamarono lo sciopero e vinsero dopo una breve lotta. L'organizza­zione, però, si disintegrò gradualmente e sparì dopo poco tempo.

Gli scaricatori del porto di New Orleans combat­terono una lotta accanita come membri della Unione Industriale dei Trasporti Marittimi, ma furono co­stretti a cedere senza ottenere nulla.

I boscaiuoli di Marshfield, Ore., Missoula, Mont., ed il distretto di Puget Sound, impegnarono varie lotte che risultarono in sconfitte o compromessi per la mancanza di un'organizzazione efficiente e coordinatrice, che avrebbe potuto estendere il movimento per l'intera industria.

Duemila trecento raccoglitori del luppolo della Durst Ranch, a Wheatland, Cal., scioperarono contro le condizioni inumane che lì prevalevano. Successe un conflitto in cui certi agenti della legge (deputy sheriffs) spararono contro una folla di scioperanti, uomini, donne e ragazzi. Parecchi scioperanti e "sheriffs" rimasero uccisi. Ne seguì il famigerato processo a carico dei due operai: Ford e Suhr, che furono condannati al  carcere perpetuo.

I boscaiuoli del distretto di Grays Harbor sciope­rarono in numero di 5000 per ottenere la giornata di otto ore e condizioni sanitarie nei campi. Lo scio­pero non riuscì a stabilire queste condizioni dap­pertutto, ma certi campi migliorarono il loro an­damento in seguito allo sciopero.

SCIOPERI DEL 1916

I minatori del ferro del Mesaba, che sostennero uno sciopero con entusiasmo ed eroismo furono bat­tuti e vari operai e "sheriffs" rimasero uccisi e fe­riti.

Come sempre accade, gli operai in sciopero furono le vittime degli sgherri padronali e gli organizzatori e scioperanti attivi vennero accusati dei delitti.

I lavoratori delle raffinerie di zucchero di Philadelphia fecero e persero di nuovo uno sciopero in cui un operaio fu ucciso e parecchi feriti dagli assal­ti della polizia alle linee dei picchetti.

A Everett scoppiò lo sciopero dei lavoratori delle segherie organizzati nell'A.F. of L. Gli scioperanti chiesero oratori all'I.W.W. per aiutarli nella lotta. Quando l'I.W.W. acconsentì alla richiesta, le au­torità tentarono di deportare tutti i suoi membri da quelle contrade.

Le tattiche usuali dei "Vigilantes" del West furono impiegate. I membri venivano arrestati per nessun delitto ed incarcerati. Di notte, i gruppi di "sheriffs" armati, li consegnavano alle folle di borghesi che li maltrattavano ed anche uccidevano.

Per porre termine a questo stato di cose attraverso un lavoro di pubblicità in quelle regioni, l'I.W.W. decise di tenere un comizio sulle pubbliche vie di Everett. Fu noleggiato un battello nella città di Seattle, Wash., e carico di volontari si recò a Everett. Al suo arrivo, uno "sheriff" ubriaco seguito da una turba di "gun men" presero a fucilate i lavoratori che volevano sbarcare. Vi furono sette morti e molti feriti.

Settantaquattro membri dell'I.W.W. furono arre­stati e accusati del crimine commesso dai "sheriffs". Il verdetto nel processo del primo accusato, il compagno George Tracy, fu "Not Guilty" e gli altri 73 sotto accusa, furono rilasciati in libertà. Nessuno dei "sheriffs" fu mai chiamato a rispondere delle sue gesta micidiali.

SCIOPERI  DEL 1917

L'anno 1917 segnò l'entrata degli Stati Uniti in guerra, e per conseguenza inevitabile, la borghesia commerciale cadde in una orgia di speculazione e di profitti. I prezzi delle materie di prima necessità per il popolo aumentavano spaventosamente, nuovi milionari si creavano da un giorno all'altro, ma le sorti dei lavoratori disorganizzati delle industrie basiche peggioravano continuamente.

Per  conseguenza di questa situazione disastrosa, i lavoratori delle miniere di rame e dell'industria del legname del Nortwest e del Southwest incomincia­rono ad organizzarsi e chiedere una parte della gran­de ricchezza creata dalle loro braccia.

Ne seguirono gli scioperi grandiosi dei minatori del rame di Bisbee, Jerome, Globe e Miami, Arizona, e Butte, Montana, e lo sciopero generale dei lavo­ratori del legname degli stati Washington, Oregon, Idaho e Montana.

I lavoratori di queste industrie scesero in lotta a migliaia onde ottenere un ricompenso per il loro duro lavoro commensurabile con gli sforzi straordinari che si esigevano da loro onde far fronte alle necessità industriali dello stato di guerra.

Ma i pescicani dell'industria non tardarono a sfrut­tare le condizioni eccezionali create dalla guerra, allo scopo di proteggere i loro profitti e tenere sog­giogati i lavoratori.

Ad ogni tentativo da parte degli operai di organiz­zarsi per chiedere aumenti di talari e migliori condizioni veniva lanciata l'accusa che si complottava in favore della Germania e ad ostacolare la condotta della guerra da parte del governo.

A Jerome, Arizona, gli organizzatori e membri dell'I.W.W. furono deportati dagli sgherri delle com­pagnie mascherate di patriottismo.

Uno "sheriff" al servizio delle compagnie di Bisbee, alla testa di 2500 mercenari e "gun men" importati deportò dalle loro case 1200 scioperanti e loro simpa­tizzanti, dopo di avere ucciso un uomo che tentava difendere il suo domicilio contro la violazione ille­gale dei suoi più elementari diritti.

Butte, Montana, ha visto l'atto culminante delle in­famie: l'assassinio codardo di Frank Little, membro della Commisione Esecutiva dell'I.W.W., compiuto da sfruttatori infami mascherati di patriottismo. Little fu rapito, mentre era invalido ed inabile a di­fendersi, e nell'oscurità della notte fu trascinato per una lunga distanza dietro un'automobile e poi impic­cato ad un ponte ferroviario.

Malgrado questo regno del terrore, che non ha paragone nella storia di questa nazione, i boscaiuoli riuscirono a stabilire la giornata di otto ore, aumenti dei salari e migliori condizioni sanitarie nei campi del Nordwest.

I minatori del rame malgrado il fatto che la loro organizzazione fu scossa e resa quasi ineffettiva, costrinsero i padroni ad aumentare le paghe e mi­gliorare le condizioni nelle bolgie infernali dove si estrae quel minerale.

Siccome i metodi terroristici non servirono a di­struggere l'I.W.W. i padroni si rivolsero al governo asservito ai loro voleri con un nuovo piano mirante alla soppressione dell'organizzazione. Gli uffici delle Unioni Industriali, dei "Branches" locali, e dell'organizzazione generale furono invasi e saccheggiati ripetutamente. I documenti, registri, suppellettili e la letteratura dell'organizzazione furono illegalmente sequestrati ed in certi casi distrutti dagli agenti go­vernativi.

Una giuria della città di Chicago, Ill., formulò un atto d'accusa contro 166 ufficiali dell'organizzazione, incriminandoli di sedizione e cospirazione contro il governo.

Nel processo burletta che seguì di fronte ad un giudice venduto anima e corpo alle compagnie ed inverniciato di patriottismo, una giuria scelta ed am­maestrata per l'occasione trovò colpevoli 98 degli accusati, e 93 di essi furono sentenziati al carcere, da uno a venti anni.

Ma malgrado tutte le persecuzioni l'I.W.W. vive ancora e va lentamente costruendo l'organizzazione che spezzerà le catene della schiavitù che subisce la classe lavoratrice, e renderà questo mondo degno do­micilio per gli uomini liberi del futuro.



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