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Dal ventre della balena

Cgil, parla l'opposizione: "Davvero credete al Landini movimentista?"

Eliana Como: "in Riconquistiamo tutto siamo per una Cgil più radicale, Colla moderato e Landini continuità con Camusso

E' l'unica opposizione ufficiale interna alla Cgil, raggruppa circa il 2% dei consensi del sindacato e ha presentato un documento congressuale alternativo a quello della maggioranza dal titolo "Riconquistiamo tutto". Numeri piccoli, dunque, se paragonati al muro granitico del 98% con cui è stato approvato il documento di maggioranza, "Il lavoro è", firmato dal leader uscente Susanna Camusso, che però non ha impedito che il sindacato si spaccasse e che, al momento, fossero formalizzate ad un congresso Cgil due candidature alternative, quella di Maurizio Landini e quella di Vincenzo Colla.

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Cgil, il derby Landini-Colla spiegato (forse) bene

Congresso Cgil, ancora aperta la gara per il posto di segretario generale. Nella sinistra sindacale c'è chi sta con Landini, chi sceglie Colla e chi resta alternativo

Congresso Cgil, a poco più di due settimane dalla diciottesima assise nazionale del più grande sindacato italiano (Bari 22-25 gennaio) restano due le candidature, all'interno della stessa maggioranza (98% dei voti congressuali) per la corsa al posto di segretario generale: Landini e Colla. Landini, a lungo leader della Fiom, è stato proposto da Susanna Camusso, segretaria generale uscente, e dalla maggioranza della segreteria nazionale. Vincenzo Colla, ha esplicitato la sua solo nel corso dell'ultimo direttivo nazionale denunciando l'irritualità della mossa di Camusso a favore di Landini. Una rottura drammatica della maggioranza che si spaccò su un ordine del giorno al punto da sospendere la riunione del direttivo per 15 giorni. Era il mese di ottobre, in un autunno drammatico per le mosse del governo grilloleghista che di caldo ha avuto solo il confronto nelle stanze della Cgil, grande assente nelle piazze se non per la buona volontà dei militanti di base e dell'opposizione interna. I bene informati danno a Landini l'appoggio di 7 categorie attive – le più grandi in termini di iscritti – su 11 (Filcams, Fiom, Funzione Pubblica, Fisac, Flc, Flai, Nidil). Con Landini anche 17 regioni su venti, quasi tutte le camere del lavoro. Ma Colla, che ha ricordato le sue ragioni in una conferenza stampa prima di natale, ha dalla sua Fillea, Slc, Filt, Filctem, tre regioni e, soprattutto, lo Spi, il potente sindacato pensionati, più o meno la metà degli iscritti Cgil, che andrà al suo congresso nazionale (1200 tra delegati e invitati compresi tutti i volti più noti di Corso Italia), a Torino dal 9 all'11 gennaio.

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Landini segretario? Solo un'illusione populista

Intervista su Blastingnews a Eliana Como

Qui sotto il testo e qui il link all'intervista

Eliana Como, leader della minoranza CGIL, in esclusiva a BN, parla della candidatura di Maurizio Landini a segretario generale del sindacato.

In questi giorni sta entrando nel vivo la parte più "calda" del Congresso della CGIL, il quale dopo la discussione nelle assemblee locali sta avvicinandosi alla fase conclusiva, a inizio 2019, quando a Bari verrà eletto il nuovo segretario generale, che prenderà il posto di Susanna Camusso dopo 8 anni di mandato. Come noto da qualche giorno, l'ex segretario della FIOM Maurizio Landini ha accettato la candidatura a segretario della più grande confederazione sindacale italiana. Un nome che finora è l'unico ufficialmente in corsa. Anche se questa candidatura, come riportato da varie testate nelle scorse settimane, sarebbe "contrastata" dalle componenti più "moderate" del sindacato di Corso d'Italia: la parte che schematicamente potremmo definire come più "legata" al PD, infatti potrebbe avanzare la candidatura di Vincenzo Colla, il quale sarebbe appoggiato in particolare dai pensionati dello SPI.

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Il direttivo della Cgil. Dal documento unitario alla guerra dei pupi

Un breve resoconto, e commento, del Direttivo nazionale CGIL del 27 ottobre 2018.

Il direttivo nazionale della Cgil è stato surreale. Per tutta la mattina si è discusso della iniziativa unitaria con Cisl e Uil, trascinando stancamente gli interventi, con una disattenzione imbarazzante della sala.

Non ci voleva molto a capire che discutere della situazione politica e delle iniziative sindacali in campo era considerato da quel direttivo quasi un perdere tempo rispetto all'unico punto all'ordine del giorno che interessava la platea: il resoconto dell'ascolto fatto in questi mesi dalla segretaria generale e la scelta del candidato alla sua successione.

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Camusso spiega la sua scelta: "Landini è il meglio per la Cgil"

Scontro tra apparati burocratici in CGIL. Tema del contendere: chi meglio riuscirà a evitare la lotta di classe nel paese. Vincenzo Colla o Maurizio Landini?
Ch86

Camusso spiega la sua scelta: "Landini è il meglio per la Cgil"

Il Congresso. Video agli iscritti della segretaria, ma l'area riformista continua a puntare su Colla.

Il giorno dopo la nottata che dovrebbe riportare un ex segretario generale della Fiom a capo della Cgil (non succede dai tempi di Trentin nel 1988), la confederazione sindacale più grande del paese si ritrova divisa. Si tratta di un paradosso, visto che mai durante gli ultimi congressi si era presentata così unita con un consenso bulgaro sulla mozione principale in votazione nelle assemblee che porteranno all'assise di Bari dal 22 gennaio

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Un referendum deciderà lo sciopero UPS-USA

Un referendum fra i lavoratori UPS-USA (la società più sindacalizzata fra le imprese private) deciderà sulla ripresa del conflitto di classe negli Stati Uniti, già in atto... In tanti in questi mesi hanno cercato di bagnare le polveri: i media nel dare poche informazioni in merito a questa importante vertenza in un settore strategico, quello della logistica e del trasporto merci dove UPS controlla oltre la metà del mercato nazionale USA (giro d'affari pari al 6% del Pil nazionale), la multinazionale con le sue comunicazioni rassicuranti di "tenere" alle politiche sociali per i suoi 260.000 dipendenti, al potente sindacato dei Teamsters la cui guida (da tempo di "destra" legata al figlio di Hoffa) che sta cercando in tutti i modi di smorzare i toni e far digerire un accordo scandaloso per i nostri parametri: Mantenimento della paga oraria differenziata fra part time e full time, aumento degli appalti, aumento dell'orario di lavoro fino a 70 ore alla settimana, possibilità di essere licenziati con grande facilità, difficoltà di fare vertenze sindacali ... insomma un arretramento che i lavoratori chiamati al referendum dovranno decidere se accettare oppure no. Noi stiamo con quelli che in questi mesi hanno fatto una campagna ininterrotta per i diritti dei lavoratori, vincendo il primo referendum del 5 giugno, ed oggi si stanno impegnando per il NO alla consultazione ... Vogliamo dare il nostro contributo perchè se una loro vittoria potrà essere di stimolo per noi UPS Mondo e lavoratori in generale, una loro sconfitta sarà certamente anche una nostra, nell'immediato futuro...

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