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Dal ventre della balena

Intervento di Michela Ruffa al Comitato Direttivo FIOM Pisa del 7 febbraio 2017

Riceviamo e pubblichiamo:

Credo che in questa sala ci sia anzitutto un problema di rispetto delle opinioni altrui. Ad ogni intervento di un membro dell'area Sindacatoaltracosa infatti il Segretario Generale Marco Comparini sghignazza e fa le risatine e la platea lo segue con risate, battute e musiche coi cellulari.

Credo che si reagisca così anche quando si ha paura di far emergere punti di vista diversi dal proprio ed è evidentemente un'espressione di insicurezza cercare di sminuire, ridicolizzare e limitare chi la pensa in modo diverso. La realtà però è questa: all'interno della CGIL esiste un'area congressuale con un punto di vista diverso dal vostro e, volenti o nolenti, lo dovete accettare, farci i conti e lasciare che i suoi membri esprimano la propria opinione, perché questo vuole la democrazia.

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Rivendicare gli interessi dei lavoratori

Riceviamo e pubblichiamo:

Il tempo passa e la situazione dei lavoratori in Continental continua a peggiorare:
- i carichi di lavoro sono aumentati in tutti i reparti e le condizioni di sicurezza sono ormai al limite;
- l'eliminazione delle figure di riferimento lascia soli i lavoratori di fronte a ogni problema;
- i lavoratori interinali entrano ed escono continuamente. Non sono stati assunti stabilmente nemmeno quelli che lavorano dal 2007;
- ferie e PAR sono a totale discrezione dell'azienda;
- il premio di risultato è ancora quello del 2005.

Negli ultimi mesi la maggioranza della RSU non ha fatto NIENTE su NESSUNO di questi problemi e non risponde a nessuno. Di fronte alle tante critiche e richieste che sono venute nelle assemblee dei lavoratori, e che si sono anche espresse molto chiaramente con il massiccio NO al Contratto Nazionale, la RSU non fa che nascondersi.

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Abbiamo 69mila buone ragioni!

L'assemblea dei delegati e delle delegate del 24 gennaio 2017 a Firenze.

Abbiamo 69mila buone ragioni!
Rilanciamo una campagna per la difesa delle condizioni di lavoro e il diritto al dissenso.

Nella assemblea del 6 dicembre a Firenze abbiamo lanciato la campagna per il NO al ccnl dei metalmeccanici firmato da FIM FIOM e UILM, sapendo che ci sarebbe stata negata qualsiasi agibilità e che sarebbe quindi stato difficile far arrivare ai lavoratori e alla lavoratrici la nostra posizione. I 69mila voti contrari all’accordo ci restituiscono altrettante buone ragioni per dare continuità a quell’appuntamento.Per questo ci siamo rivisti il 24 gennaio sempre a Firenze, invitando tutti quelli che hanno sostenuto la campagna per il NO a questo accordo a proseguire il confronto e dare una prospettiva alle nostre posizioni. Hanno partecipato oltre 80 delegati e delegate di tanti territori e fabbriche importanti, in particolare di GKN, Same, Fincantieri di Palermo e di Marghera, Fincantieri di Palermo e di Marghera, Piaggio, Continental, Motovario, Bonfiglioli, Ducati, IBM, Electrolux, Magneti Marelli di Napoli e Corbetta, Motori Minarelli, Brembo, Danieli, Piombino, INNSE e tanti altri di realtà più piccole tra Pisa, Lucca, Firenze, Venezia, Padova, Modena, Bologna, Parma, Bergamo, Brescia.

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Un contributo alla discussione per l'assemblea del 24 a Firenze

Contributo in preparazione alla riunione del 24 gennaio dell'area metalmeccanica de "il Sindacato è un'altra cosa"

La conclusione e i contenuti del CCNL hanno posto con chiarezza e reso ineludibili i problemi, accumulati negli ultimi anni, di fronte a cui si trovano i delegati attivi nelle fabbriche. Come praticare un'azione sindacale coerente è la questione aperta e all'ordine del giorno: le sue possibilità e le sue prospettive devono essere al centro della nostra discussione.

Il Referendum sul CCNL ha già dimostrato che una gran parte degli operai delle grandi e medie fabbriche ha coscienza della condizione in cui sono stati messi e del fatto che i dirigenti sindacali hanno abbandonato la difesa di loro interessi fondamentali.

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Landini ammonisce. Il ccnl va rispettato. Guai a chi contratta condizioni diverse!

Nelle conclusioni del Comitato Centrale dell'11 gennaio, il segretario generale della FIOM ha richiamato al rispetto del contratto nazionale approvato dalla consultazione di fine dicembre. Con molta chiarezza ha dichiarato che il contratto nazionale, una volta votato, è valido e va rispettato in ogni sua parte, da tutti. Ogni ipotesi di contrasto mancherebbe di rispetto al voto della maggioranza dei metalmeccanici e delle metalmeccaniche.

L'esempio che lui stesso ha portato non lascia dubbi: il contratto prescrive che d'ora in avanti tutti i premi di risultato siano variabili. Questo significa che così deve essere e che quindi anche la FIOM si impegna a non chiedere da nessuna parte premi fissi. Tutto ciò con buona pace di tutti quelli che nelle assemblee ci hanno attaccato dicendo che non era vero che d'ora in poi i premi sarebbero stati tutti variabili, perchè comunque nella contrattazione li avremmo riconquistati fissi. Quello dei premi variabili è soltanto un esempio. Landini stesso ha detto che è così per tutto il resto. Evidentemente quindi anche sulla flessibilità, sullo straordinario, sull'assorbibilità dei minimi. Landini ha anche sottolineato che chiunque si candiderà nelle liste della FIOM deve sapere che queste sono le regole, ammonendo senza mezzi termini chiunque pensi di seguire altre strade.

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Metalmeccanic@: 69mila ragioni per resistere e lottare. Il 24 a Firenze

Firenze, presso la sala del dopolavoro ferroriario.

Vedi la locandina. Martedì 24 gennaio, ore 10-16, seconda assemblea nazionale dei delegati e delle delegate metalmeccaniche per il NO!

276.000 operai metalmeccanici hanno votato a favore del contratto nazionale sottoscritto da Fiom, Fim e Uilm. Una vittoria della democrazia e un voto cosciente, ci dicono i nostri dirigenti. Non abbiamo dubbi: i nostri colleghi hanno votato "sì" con coscienza. Il punto è che questa coscienza può essere cambiata.

Non solo perché le ragioni del "no" non sono arrivate in molte assemblee. Non solo perché ben presto saranno chiare le conseguenze negative del contratto. Ma anche perché da tempo veniva preparato nelle aziende il terreno perché un simile contratto potesse essere accettato.

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