chicago86

Dal ventre della balena

CGIL. E.Como. Modello contrattuale: irricevibile, prima e dopo!

Intervento di Eliana Como al direttivo nazionale CGIL, 9 marzo 2018.

Ho ascoltato la relazione introduttiva come se si stesse parlando di un altro accordo. Un accordo che fa crescere i salari, difende il ruolo del ccnl, esclude il welfare contrattuale da possibili contropartite salariali e dà attuazione alla misurazione della rappresentanza come definita dal TU del 10 gennaio.

Più che ringraziare chi ha fatto la trattativa, se fosse così, bisognerebbe fargli un monumento, passatemi la battuta. Lungi da me, peraltro, di personalizzare le responsabilità, nel bene e nel male. Non personalizzo perché non penso che si sia arrivati a questo accordo per responsabilità solo di chi ha portato avanti la trattativa, ma come esito di una stagione di rinnovi contrattuali che hanno portato fin qui. A cominciare da quello della mia categoria, i metalmeccanici. Come non sfugge ai giornalisti, spero non sfugga qui dentro che il modello definito da questo accordo è quello dei metalmeccanici. Le responsabilità quindi sono più complessive. E certamente non meno gravi.

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Il nostro NO al Contratto Sanità

Salario inadeguato, pochi diritti, ruolo della contrattazione debole.

Dopo quello di Funzioni Centrali, Scuola/Università/Ricerca, Enti Locali, il 23 Febbraio è stata sottoscritta la pre-intesa del Ccnl del comparto Sanità.

La miseria di un aumento

Nei posti di lavoro e sui social si sta riscontrando, giustamente e inevitabilmente, una forte reazione negativa da parte dei lavoratori del comparto. 85 euro medi lordi e arretrati con cifre assolutamente insufficienti dopo 9 anni di blocco. Anni in cui tutti i lavoratori hanno mediamente perso almeno 250-300 euro al mese nelle loro buste paga (dati della Cgil). Buste paga ancor più inadeguate, in quanto parliamo di lavoratori professionalmente preparati di un servizio pubblico fondamentale che garantisce il diritto alla salute, in Italia, percepiscono una tra le retribuzioni più basse d'Europa nonostante le straordinarie competenze e le responsabilità.

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Un accordo quadro 'a trazione metalmeccanica' per tutta l'industria

Gli altri padroni ottengono quello che Federmeccanica ha già conquistato.

Questa notte Cgil Cisl Uil e Confindustria hanno raggiunto un'ipotesi di accordo sugli indirizzi nella contrattazione dei settori industriali (qui per scaricare il testo in .pdf). Era da tempo che sindacati e padroni discutevano di questo. Nel 2014 Cgil Cisl Uil presentarono una loro piattaforma. Non ci fu nessun riscontro da parte di Confindustria fino a tutto il 2016. Tempo che Federmeccanica portasse a casa il peggior contratto nazionale dei metalmeccanici di sempre (il migliore, dal loro punto di vista) e la trattativa è stata ripresa, con l'obiettivo esplicito dei padroni di ottenere quello che Federmeccanica aveva già portato a casa. Così è partita la trattativa, su un testo vergognoso, presentato dai padroni. Un testo che fin dall'inizio è stato chiaro che rappresentasse in pieno i loro interessi. Un testo considerato inaccettabile e irricevibile, non solo da noi ma anche dai segretari delle principali categorie dell'industria. Persino la Fiom non era d'accordo che diventasse regola per tutti quell'impianto di regolazione salariale e di welfare che aveva firmato poco più di un anno fa, vendendolo ai lavoratori come un Ccnl 'sperimentale' (ed un contratto unitario riconquistato dopo tanto penare). Un testo su cui via via si è continuato a contrattare nonostante tutti in Cgil sapessero a cosa avrebbe portato.

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CC Fiom. Sevel: il popolo non è d'accordo. Cambiamo il popolo

Intervento di Eliana Como - Comitato centrale Fiom 25 gennaio 2018

Prossima settimana a Milano, la Cgil terrà la Conferenza di Programma, dedicata al tema dell'innovazione tecnologica, il lavoro che cambia, la contrattazione nell'industria 4.0. Si intitola Buon lavoro. Accidenti, che tempismo. E che drammatica coincidenza. Si parla di innovazione a Milano, capitale della finanza e della comunicazione, quella che avrebbe dovuto diventare sede europea dell'agenzia del farmaco. La stessa città dove in meno di 10 giorni sono morte sette persone nel modo più vecchio possibile. Quattro operai morti soffocati dal gas in un pozzo. Tre donne morte stamattina in un treno di pendolari perché hanno ceduto le rotaie di un treno regionale da paese del terzo mondo (credetemi io quella linea, mio malgrado, la faccio spessissimo).

Il mondo del lavoro cambia, certo, ma rischiamo di inseguire i cambiamenti così come vengono imposti dal pensiero dominante, che è quello del capitale e del neoliberismo. E non sono mica sicura che i problemi che abbiamo di fronte oggi siano poi tanto nuovi e soprattutto che le risposte di cui abbiamo bisogno non siano invece proprio quelle vecchie.

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Logistica. Il nostro NO al ccnl

Vedi il video su TG3 Veneto (minuto 5.40)

Si è svolta a Vicenza il 20 gennaio l'assemblea nazionale autoconvocata dei delegati e dei lavoratori del trasporto merci e logistica contro l'ipotesi di rinnovo del Contratto Nazionale. Sala strapiena, oltre un centinaio di partecipanti e grande determinazione. Delegazioni oltre che dal Veneto, da Lombardia, Toscana e Lazio. Molti lavoratori iscritti alla Cgil, alcuni anche alla Uil.

Una delegata del call center di Ups di Milano che ha denuncianto l'ipocrisia di quei dirigenti che passano il tempo a rivendicare la necessità dell'uguaglianza tra uomo e donna, sfilano in piazza l'8 marzo e poi firmano accordi dove la totale flessibilità oraria concessa ai padroni si scarica in primo luogo proprio sulle donne che già devono farsi carico anche dei figli e degli anziani. Sull'altare della flessibilità compaiono le 8 ore giornaliere e i 5 giorni di lavoro alla settimana per gli impiegati. Le imprese potranno far lavorare anche 6 giorni alla settimana e chiedere 26 domeniche lavorative obbligatorie, comandare pause di 3 ore (2 volte alla settimana) per un nastro lavorativo di 12 ore.

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Tenendo stretti i pugni per l'indignazione e la rabbia

Lavoratori,

la morte dei quattro operai nella fabbrica di Milano ha acceso per un momento i riflettori sui nostri compagni che muoiono sul lavoro. Lacrime di coccodrillo da ogni parte.

Ma è una strage quotidiana, silenziosa della classe operaia. Più di mille morti all'anno solo per incidenti sul lavoro, senza contare i morti per malattie professionali e le decine e decine di migliaia di infortuni.

Sono i nostri morti.

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