chicago86

Dal ventre della balena

Lo sciopero continua!

sciopero1La minaccia della Piaggio, di riprendersi parte dei 1200 euro anticipati per il premio di produzione del 2012, è stata trattata dai lavoratori come una provocazione, a cui hanno risposto con l’adesione massiccia agli scioperi subito indetti dalle RSU FIOM.

Oggi, il ritiro delle pretese della Piaggio mette fine a una farsa che aveva lo scopo di:
- azzerare il conguaglio previsto per il premio 2012
- intimidire i lavoratori rispetto alle rivendicazioni per il prossimo contratto integrativo, presentate in una piattaforma che è finalmente concreta e concentrata sui problemi dei lavoratori.

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La Corte dei Conti boccia il decreto sulla detassazione

La storia:

  • - 21 novembre 2012: viene sottoscritto senza la firma della Cgil l'accordo sulla produttività
  • - 22 gennaio 2013: il Governo emana il decreto per la detassazione del salario di produttività che recepisce l'accordo separato e annulla i criteri per la detassazione dei salari previste dalle norme degli anni scorsi
  • - 20 marzo 2013: la Corte dei Conti boccia il decreto del 22 Gennaio 2013

La Cgil non aveva firmato quell'accordo poichè incrinava la centralità del contratto nazionale in favore di livelli contrattuali decentrati, ma nei fatti anche la Cgil ci sperava nell'intervento legislativo per ridurre la tassazione sul salario aziendale.

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Numero speciale de "Il Manifestino"Piaggio e "La Chiave a Stella" della Same

Un numero crescente dei lavoratori e dei militanti sindacali che nei luoghi di lavoro combattono per la difesa degli interessi della classe lavoratrice ha maturato la consapevolezza della mancanza di una strategia e di una prospettiva coerente a fronte dell'attacco padronale e governativo degli ultimi anni. I limiti e i cedimenti della CGIL su tutti i fronti, l'irresolutezza e l'incoerenza della FIOM, la sua evidente incapacità, dopo Pomigliano,Mirafiori e gli scioperi del Marzo 2012,di far seguire alla protesta un livello di scontro adeguato, hanno privato i militanti operai dei riferimenti e delle prospettive necessarie per sostenere lo scontro in modo efficace, sia sul piano nazionale che a livello di fabbrica. Alla SAME e alla PIAGGIO abbiamo portato avanti con continuità lotte di difesa intransigente degli interessi operai, sulle pensioni, l'art.18, il Contratto Nazionale e su tutti gli aspetti del lavoro in fabbrica, che hanno coinvolto la maggioranza dei lavoratori e hanno finito per avere una rilevanza nazionale, anche per i contrasti che abbiamo dovuto sostenere con le stesse strutture territoriali e nazionali della FIOM.

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All’officina 10 – ACN i lavoratori hanno scioperato contro l’aumento dei carichi di lavoro e per le condizioni di sicurezza

La Piaggio in alcuni reparti mette a casa i lavoratori con la solidarietà, mentre negli altri sguinzaglia i cronometristi per peggiorare i tempi di lavoro.

All’officina 10 – ACN i lavoratori hanno scioperato contro l’aumento dei carichi di lavoro e per le condizioni di sicurezza.

Un aumento di lavoro, tra l’altro, che l’azienda cerca di imporre in un reparto dove sono stati appena ridotti i turni e l’occupazione, con dei macchinari ormai vecchi, ed un investimento inadeguato in attrezzature spesso inutili al miglioramento dell’attività lavorativa.

Inoltre, è possibile dare la responsabilità di decidere quanto e come deve lavorare un operaio ad un cronometrista apprendista appena entrato? Infatti le tabelle dei tempi sono assurde e impossibili, numeri buttati giù a tavolino sotto la pressione dei capi della produzione.

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Lettera di Andrea Furlan

Sono stato sempre convinto che per determinare un vero cambiamento sostanziale nella linea politica della Cgil vi fosse bisogno di una lotta politica al suo interno basata su principi saldi di contrapposizione alla burocrazia sindacale e alla logica imperante degli apparati. Una lotta organizzata di compagni e compagne, lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati che, oltre a contestare la linea politica concertativa della Cgil - proponendo un'alternativa politica fondata sul conflitto sociale in difesa dei diritti e del salario - contestasse anche la struttura burocratica e centralistica dell'organizzazione.

Per questo ho sempre appoggiato le aree critiche al suo interno come: Essere Sindacato, Alternativa Sindacale, Lavoro e Società, La Rete 28 Aprile e La Cgil che Vogliamo, impegnandomi a costruirle a partire dalla mia categoria di appartenenza: la Filcams-Cgil, all'interno della quale ho svolto per anni e continuo a svolgere il ruolo di delegato sindacale.

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La Fiom nel trappolone...

La scelta di Landini ed Airaudo di estromettere la sinistra interna dalla segreteria (per come la spiegano loro) ha del paradossale.

Si dice infatti che la sinistra interna risulta incompatibile per via della critica da questa espressa in merito alla scelta di segreteria di offrire a Fim, Uilm e Federmeccanica una disponibilità Fiom a cercare un accordo ponte sul CCNL al fine di evitare l'ennesimo accordo separato.

L'estromissione della sinistra dalla segreteria appare quindi (per come la spiegano loro) una scelta necessaria in quanto l'opposizione in segreteria avrebbe ostacolato il tentativo della maggioranza della Fiom.

La cosa fa pensare ad una Fiom convinta di raggiungere lo scopo una volta eliminate le critiche interne che si basano in realtà sulla convinzione che questa strategia non salverà la Fiom ma che anzi la costringerà a negare quanto fino ad ora sostenuto (anche in sede congressuale).

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