chicago86

Dal ventre della balena

La sinistra sindacale di fronte ad un bivio....

Il Governo del capitale presenta il suo piano... ma manca la risposta sindacale.
La sinistra sindacale di fronte ad un bivio.... serve chiarezza.

Ora non esistono più alibi. Con l'incontro odierno tra governo e parti sociali si è fatto esplicito e compiuto il progetto di liquidazione delle residue tutele del lavoro, sul piano degli ammortizzatori sociali e della contrattazione ben al di la di quanto potesse sperare lo stesso Marchionne.

Riduzione di fatto degli ammortizzatori sociali: Secondo il governo questa tutela va garantita solo nei casi di fermata momentanea degli impianti con la cassa integrazione ordinaria. Per quei lavoratori considerati invece "esuberi" e per questo espulsi dal lavoro si vedrà.

Di fatto la proposta dal governo è quella di considerarli da subito licenziati, senza accompagnamento di alcun tipo (senza più Cig straordinaria o in deroga, mobilità, accompagnamento alla pensione) e quindi destinati a percepire solo una sorta di salario garantito la qui entità e la cui copertura oggi il governo dice di non essere in grado di definire e che quindi andrebbe affrontata più avanti, comunque dopo aver tagliato gli attuali ammortizzatori sociali.

Della serie... "ce ne può fregar di meno.... ". Come esempio di "fase due", tutta improntata alla crescita ed alla solidarietà non c'è male.

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Su Governo e Fiat la Fiom si allinea alla Cgil

di Paolo Brini (Cc Fiom)

Il comitato centrale del 10 gennaio ha formalizzato un dato politico inequivocabile di cui è necessario prendere atto. Allo stato attuale, su due questioni centrali come Fiat e Governo, la Fiom si è allineata alle posizioni della Cgil. Per questo la riunione si è conclusa con il voto di due documenti contrapposti: 91 voti al documento Landini, 18 a quello presentato da noi (Primo firmatario Bellavita), 35 gli astenuti.

Riconoscere il referendum significa rinunciare alla linea di Pomigliano

Sulla vicenda Fiat, la Fiom sceglie di farsi promotrice di un Referendum per abrogare il contratto separato firmato dagli altri sindacati, in base alle regole sulla rappresentanza previsti dagli accordi del 1993. Una tale posizione significa rinunciare alla linea adottata da Pomigliano in avanti. Allora, e in seguito a Mirafiori e Grugliasco, affermammo categoricamente che non avremmo mai firmato quell'accordo a prescindere dall'esito della consultazione. Tale decisione fu adottata non solo perchè si trattava di un voto sotto ricatto occupazionale, ma innanzitutto e soprattutto perchè si mettevano in discussione diritti costituzionali ed indisponibili.

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Scioperi inutili? Dipende...

La mobilitazione contro la manovra finanziaria del Governo Monti, parte oggi con due pericolosissime ore di sciopero proclamate da Fim & Uilm. A che servono, mi dicono gli operai? A niente si rispondono da soli mentre io annuisco dandogli piena ragione. Bisognava andare a Roma, bloccare le piazze con lo sciopero generale, continuano i miei operai. E qui non ci troviamo più molto d’accordo. In effetti, scioperi col contagocce che si ferma a due o a otto ore, non possono salvare neanche una goccia del nostro sangue dalle manovre succhia sangue dei governi dei banchieri e dei padroni. A Roma per ora non ci andremo, però la Fiom, anticipando quello del 16 Dicembre, ha proclamato per lunedì otto ore di sciopero in contemporanea con le quattro striminzite della Cgil, costretta a chiamarle per non fare la figura del fessacchiotto, in quanto la “compagna” Camusso si aspettava di essere contattata da Cisl & Uil, le quali ne hanno invece proclamate autonomamente due sempre per lo stesso giorno, fregandosene bellamente della nostra segretaria, dimostrando ancora una volta che ad andargli dietro come un cagnolino si ottiene solo di diventare ancora più ridicoli di loro.

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Piaggio. Sale la tensione tra Fiom e Rsu

piaggioAl centro il referendum sulla piattaforma del sindacato dei metalmeccanici della Cgil per il rinnovo del contratto nazionale

Sale nuovamente la tensione tra le segreterie nazionali, regionali e provinciali della Fiom e la RSU Fiom della Piaggio di Pontedera. Oggetto dello scontro il referendum sulla piattaforma del sindacato dei metalmeccanici della Cgil per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Ricordiamo infatti che il referendum in Piaggio ha bocciato la piattaforma, con un margine di voti alto ma non netto: i No infatti sono stati 378 a fronte di 234 Sì. I seggi in cui si è registrato il maggior numero di voti contrari sono quelli delle Meccaniche, mentre alle 2R la spaccatura fra le due posizioni interne alla Fiom è stata piuttosto consistente; nei due seggi delle 2R infatti ci sono stati in un caso 30 Sì e 65 No, nell'altro invece 74 Sì e 66 No. Non è la prima volta che in Piaggio i risultati delle consultazioni vanno in una direzione diversa da quella sperata dalle segreterie della Fiom. In questo caso all'interno della stessa Rsu della Piaggio c'è stata una diversità di posizioni, con una minoranza che invitava a votare per il Sì alla piattaforma, nonostante le numerose perplessità espresse dagli stessi lavoratori.

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Perché non ci piace la piattaforma FIOM

Lavoratori, in un momento in cui vengono messi in discussione diritti e conquiste fondamentali, è della massima importanza ragionare e possibilmente intervenire sugli obiettivi e i contenuti delle piattaforme che verranno presentate per il Contratto Nazionale e che necessariamente toccano questioni critiche, che avranno conseguenze importanti e durature. La FIOM sottopone in questi giorni alla valutazione dei lavoratori la sua piattaforma, che va a nostro avviso esaminata sia per quello che prevede sia per quello che non dice.

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Dove vuole andare la Fiom?

L'Assemblea Nazionale dei 500 delegati Fiom, tenutasi a Cervia il 22 e 23 settembre, rischia di rappresentare qualcosa di più di una semplice battuta d'arresto. Purtroppo, come spesso accade in questi casi, nel materiale prodotto in questa due giorni di assise non si troveranno che tracce molto labili di questi pericolosi segnali.

Non è tanto quello che è stato detto e scritto nei documenti e negli interventi (su cui torneremo tra breve), ma quello che NON è stato scritto e detto che ci induce a suonare con forza il campanello d'allarme sul futuro della Fiom.

Nella relazione e nelle conclusioni del compagno Landini non vi è stata praticamente traccia, se non una breve quanto larvata allusione, della gravissima decisione assunta dalla segreteria CGIL, proprio il giorno prima, di apporre la firma definitiva sull'accordo del 28 Giugno scorso. Questa è stata la ragione di fondo per cui Susanna Camusso ha partecipato all'assemblea e dato il suo pieno avvallo alla piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale presentato dalla Fiom.

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