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Dal ventre della balena

Rifare la Cgil da un'altra parte

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La riunione del Direttivo della CGIL dei giorni scorsi che apre la strada ad un forte ridimensionamento dei contratti collettivi ha chiuso ogni speranza di recupero della grande organizzazione che fu di Di Vittorio ad una linea di coerente difesa dei lavoratori. Inoltre sanziona lo smottamento a destra della sua collocazione internazionale. La CGIL è per i bombardamenti in Libia, condivide le "missioni militari" italiane all'estero, ha ribaltato le alleanze dai palestinesi ad Israele, non mette in discussione Mastricth e Lisbona e cioè l'assetto liberistico dell'Europa. E' uscita dal movimento pacifista. Non intende assumere una posizione contraria alla Legge Biagi e si limita a chiedere qualche elemosina di ammortizzatore sociale non arrivando neppure a proporre la flexisecurity. Ha accettato la demolizione del sistema pensionistico e la sua riduzione a prestazioni scadenti che faranno fare la fame ed innalzato anche in modo fraudolento (se n'è vantato Tremonti a Bruxelles). Ha cinto di assedio la Fiom appoggiando apertamente l'opposizione interna e suggerendo l'adesione alle proposte di Marchionne. Ha spinto la sua iniziativa contro la Fiom fino al sostegno della ribellione di esponenti delle RSU alla linea nazionale. La CGIL aderisce alla linea lavoro senza diritti ed avrebbe firmato gli accordi di Pomigliano, Mirafiori e ex Bertone.

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Dopo Mirafiori, quale è la linea della FIOM?

Le posizioni assunte dalla FIOM nazionale sull’ultimo accordo alla Piaggio pongono seri interrogativi sugli obiettivi e le strategie della FIOM e sulla loro capacità di orientare i lavoratori e rispondere adeguatamente a un’offensiva padronale brutale ma anche articolata.

Alla richiesta della Piaggio di messa in mobilità volontaria fino alla pensione di 400 lavoratori, la maggioranza della RSU FIOM aveva immediatamente risposto con scioperi e assemblee. Denunciando le conseguenze sull’occupazione, l’aumento dei ritmi di lavoro, il ricorso ai contratti a termine, il trasferimento in Asia di parte della produzione, il carattere strumentale della dichiarazione di crisi e l’abuso dei fondi INPS, e la truffa della stabilizzazione di circa 250 lavoratori, già prevista dall’integrativo del 2009 e rimandata di un anno con questo accordo.

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Piaggio, ancora scontri fra Rsu Fiom e sindacati

piaggio 

Alla Piaggio di Pontedera nelle scorse settimane si è consumata una vertenza che ha visto contrapposti da un lato non solo gli apparati di Fim e Uilm, ma purtroppo anche quello della Fiom, e dall'altro la maggioranza della Rsu Fiom. Lo diciamo subito e senza mezzi termini: siamo stati e siamo al fianco dei delegati Rsu Fiom Piaggio contrari all'accordo perchè crediamo che abbiano ragione da vendere!

I termini della vertenza sono semplici quanto chiari. L'azienda, come spesso avviene in questi casi, ha chiesto l'apertura di una procedura di mobilità volontaria per permettere a 400 lavoratori (100 impiegati e 300 operai) di andare in pensione e potersi così liberare di manodopera qualificata e dunque costosa. Lo scontro tra apparati e Rsu Fiom non ha avuto questa come motivazione. Il problema non era quello di voler impedire a 400 lavoratori vicini alla pensioni di andarci anticipatamente. Le obiezioni riguardavano le conseguenze di questa scelta e il come affrontarle. Infatti secondo quando previsto da un accordo aziendale del 2009, quest'anno 230 part-time avrebbero dovuto essere convertiti in Full-Time.

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Gli scioperi puramente dimostrativi della Cgil "che non vogliamo"

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di Andrea Furlan (Direttivo Filcams Cgil - Roma Centro "La Cgil che vogliamo")

La maggioranza della Cgil e l’accordo separato di Cisl e Uil

Dopo l'accordo agli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Mirafiori, che hanno sancito per quei lavoratori la fine del Ccnl (Contratto collettivo nazionale) e dello Statuto dei lavoratori, la strategia politica della Confindustria e del Governo procede senza soste nell'estensione dei contenuti dell'accordo a tutto il resto del mondo del lavoro. Infatti, la stessa sorte – subire, cioè, un accordo capestro stile Fiat - è toccata ai lavoratori del Pubblico impiego e in questi giorni ai lavoratori del Commercio. Appare evidente che dopo il terzo accordo sindacale separato, dove Cisl e Uil dimostrano sempre di più essere complici del progetto politico messo in campo dalla Confindustria, la strategia politica decisa al congresso nazionale della Cgil di riconquistare l'unità sindacale con Cisl e Uil su basi e regole diverse da quelle definite da Cisl, Uil, Governo e Confindustria, è definitivamente tramontata.

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Per un sindacato di classe

sind_classeAll'interno della Cgil non è più possibile costruire una alternativa al sindacato della concertazione

Il 16° congresso Cgil

Mentre continua la crisi economica mondiale e i suoi costi vengono pagati dai lavoratori e dalle lavoratrici in termini di perdita di posti di lavoro, di riduzioni del salario e di attacco ai diritti, la Cgil va al suo 16° congresso sulla base di due documenti alternativi.

Il primo documento è titolato "I diritti ed il lavoro oltre la crisi", ha come primo firmatario Guglielmo Epifani ed è sottoscritto da 9 segretari nazionali, dalla grande parte dei componenti della Commissione politica e dall’area programmatica Lavoro e Società.

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