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Dal ventre della balena

Scioperi inutili? Dipende...

La mobilitazione contro la manovra finanziaria del Governo Monti, parte oggi con due pericolosissime ore di sciopero proclamate da Fim & Uilm. A che servono, mi dicono gli operai? A niente si rispondono da soli mentre io annuisco dandogli piena ragione. Bisognava andare a Roma, bloccare le piazze con lo sciopero generale, continuano i miei operai. E qui non ci troviamo più molto d’accordo. In effetti, scioperi col contagocce che si ferma a due o a otto ore, non possono salvare neanche una goccia del nostro sangue dalle manovre succhia sangue dei governi dei banchieri e dei padroni. A Roma per ora non ci andremo, però la Fiom, anticipando quello del 16 Dicembre, ha proclamato per lunedì otto ore di sciopero in contemporanea con le quattro striminzite della Cgil, costretta a chiamarle per non fare la figura del fessacchiotto, in quanto la “compagna” Camusso si aspettava di essere contattata da Cisl & Uil, le quali ne hanno invece proclamate autonomamente due sempre per lo stesso giorno, fregandosene bellamente della nostra segretaria, dimostrando ancora una volta che ad andargli dietro come un cagnolino si ottiene solo di diventare ancora più ridicoli di loro.

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Piaggio. Sale la tensione tra Fiom e Rsu

piaggioAl centro il referendum sulla piattaforma del sindacato dei metalmeccanici della Cgil per il rinnovo del contratto nazionale

Sale nuovamente la tensione tra le segreterie nazionali, regionali e provinciali della Fiom e la RSU Fiom della Piaggio di Pontedera. Oggetto dello scontro il referendum sulla piattaforma del sindacato dei metalmeccanici della Cgil per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Ricordiamo infatti che il referendum in Piaggio ha bocciato la piattaforma, con un margine di voti alto ma non netto: i No infatti sono stati 378 a fronte di 234 Sì. I seggi in cui si è registrato il maggior numero di voti contrari sono quelli delle Meccaniche, mentre alle 2R la spaccatura fra le due posizioni interne alla Fiom è stata piuttosto consistente; nei due seggi delle 2R infatti ci sono stati in un caso 30 Sì e 65 No, nell'altro invece 74 Sì e 66 No. Non è la prima volta che in Piaggio i risultati delle consultazioni vanno in una direzione diversa da quella sperata dalle segreterie della Fiom. In questo caso all'interno della stessa Rsu della Piaggio c'è stata una diversità di posizioni, con una minoranza che invitava a votare per il Sì alla piattaforma, nonostante le numerose perplessità espresse dagli stessi lavoratori.

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Perché non ci piace la piattaforma FIOM

Lavoratori, in un momento in cui vengono messi in discussione diritti e conquiste fondamentali, è della massima importanza ragionare e possibilmente intervenire sugli obiettivi e i contenuti delle piattaforme che verranno presentate per il Contratto Nazionale e che necessariamente toccano questioni critiche, che avranno conseguenze importanti e durature. La FIOM sottopone in questi giorni alla valutazione dei lavoratori la sua piattaforma, che va a nostro avviso esaminata sia per quello che prevede sia per quello che non dice.

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Dove vuole andare la Fiom?

L'Assemblea Nazionale dei 500 delegati Fiom, tenutasi a Cervia il 22 e 23 settembre, rischia di rappresentare qualcosa di più di una semplice battuta d'arresto. Purtroppo, come spesso accade in questi casi, nel materiale prodotto in questa due giorni di assise non si troveranno che tracce molto labili di questi pericolosi segnali.

Non è tanto quello che è stato detto e scritto nei documenti e negli interventi (su cui torneremo tra breve), ma quello che NON è stato scritto e detto che ci induce a suonare con forza il campanello d'allarme sul futuro della Fiom.

Nella relazione e nelle conclusioni del compagno Landini non vi è stata praticamente traccia, se non una breve quanto larvata allusione, della gravissima decisione assunta dalla segreteria CGIL, proprio il giorno prima, di apporre la firma definitiva sull'accordo del 28 Giugno scorso. Questa è stata la ragione di fondo per cui Susanna Camusso ha partecipato all'assemblea e dato il suo pieno avvallo alla piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale presentato dalla Fiom.

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Definitivamente sdoganato l'accordo confederale del 28 giugno

La Camusso aveva subordinato la firma definitiva della Cgil ad una consultazione con voto vincolante tra i lavoratori iscritti. In realtà nessuno ha mai creduto a questa consultazione, nessuno l'ha mai organizzata e iniziata seriamente, tanto che nei luoghi di lavoro non è stato neppure distribuito il testo dell'accordo su cui i lavoratori avrebbero dovuto esprimersi.
Trasgredendo quindi anche ai suoi impegni formali la Camusso, assieme a Cisl-Uil e Confindustria, ha oggi messo la sua firma all'accordo in via definitiva.
La Cgil motiva ora la firma dell'accordo come risposta unitaria di sindacati e padroni al riconoscimento di validità dell'articolo 8 della manovra governativa, quella cioè che inserisce tra le tante deroghe possibili al diritto ed alla contrattazione nazionale, anche la materia del licenziamento.
Una firma che quindi viene presentata come risposta politica al Governo ma che in realtà non risolve nulla se non confermare il via libera allo smantellamento dei CCNL.
Infatti se si leggono le quattro righe del documento firmato oggi si capisce che la sua validità per quanto riguarda l'esclusione della libertà di licenziamento dalle materie derogabili è una pura dichiarazione di intenti che serve solo a far credere che con questa dichiarazione l'articolo 8 della manovra governativa non ha più alcuna possibilità di essere praticato.

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La manina di Bonanni ed il minuetto della Camusso

Di fronte alla valanga di critiche arrivate dai lavoratori ed in qualche modo consapevole dei gravissimi danni inferti dall'art..8 che Sacconi ha lungamente discusso e concordato con lui ma anche con "esperti" del PD, Bonanni cerca di nascondere la manina e propone a Cgil e Uil un patto di desistenza , di non applicazione dell'art.8 della legge. La parola magica è "sterilizzazione!" Il discorso è semplice e chiaro: basta che le confederazioni decidano di non applicare l'articolo 8 per renderlo sterile. Sentita questa proposta la segretaria della CGIL si è affrettata ad accoglierla facendone addirittura l'inizio di una nuova fase di accordi intersindacali. Come se aspettasse un segnale prestabilito, la Camusso ha subito iniziato un minuetto attorno a Bonanni.

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