chicago86

Dal ventre della balena

Mercato del lavoro... cambia tutto.. cambiamo anche il sindacato

L'interesse di capitale ha infine portato a casa quello che voleva. La sostanziale eliminazione di quanto ancora resisteva in materia di tutela del lavoro. Quel che è stato deciso in materia di manutenzione dell'art.18 è di fatto la sua cancellazione.

E' un pò la quadra del cerchio di una offensiva che in pochi mesi è riuscita a rendere derogabili dai contratti e dalle leggi i trattamenti salariali e normativi dei lavoratori, ed a rendere più ricattabili e sottomessi i lavoratori grazie alla perdita di tutele in materia di reintegro per giusta causa.

Una condizione questa che libera l'interesse di capitale a condurre fino in fondo l'attacco alla contrattazione sindacale riducendola a poco o nulla in nome di uno sviluppo declamato come interesse generale ma che in realtà è solo la ricerca del massimo profitto privato.

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Lettera aperta al segretario della camera del lavoro CGIL della provincia di Treviso Paolino Barbiero

Caro segretario quello che vede a destra in queste foto è un compagno che era iscritto al nostro sindacato, qui ritratto ad una nostra manifestazione a treviso. Scrivo era, perche lunedi (05/03/2012) mattina è stato fermato dalla questura di Conegliano e poichè sprovvisto di permesso di soggiorno, martedì, dopo una breve udienza, è stato espulso. In serata era già a Roma e poco più tardi in volo per il Ghana. Questo ex lavoratore APE aveva provato a regolarizzarsi. ma la sua domanda era stata respinta da poco. La sua domanda rientrava nei flussi a cui tu tanto insistentemente ti sei opposto, una posizione che hai anche recentemente rivendicato con enfasi, affermando di esserne stato il precursore.
Già da tempo molti di noi isritti/e avevano messo in guardia te e quanti, soprattutto a destra, vogliono il blocco dei Decreti flussi, che questo provoca il permanere di tanti compagni di lavoro nella clandestinità con il rischio che essi vengano rimpatriati. Non pochi tra questi lavoratori hanno lottato insieme a noi.
Come sanno anche i sassi la maggior parte dei migranti che entrano in Italia attraverso i cosiddetti decreti flussi, sono già in Italia. La sospensione del Decreto flussi lascia nella paura migliaia di lavoratori migranti entrati irregolarmente o semplicemente impediti a rinnovare il loro permesso di soggiorno perché disoccupati. Ma la sospensione del decreto flussi garantisce anche ai padroni la possibilità di poter accedere per altri anni al lavoro irregolare, facendo scivolare verso il basso anche le condizioni di lavoro di chi è regolare, migrante o italiano.

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Testimonianza

alla segreteria filctem
al direttivo filctem
agli iscritti/e cgil a partire dalle rsu
alle compagne e compagni che fanno attività politica, sindacale o ai semplici interessati/e

sono ezio rubert e vi chiedo di dedicare 10 minuti a questa mia. mi sono deciso scrivere a tutte e tutti voi in seguito ad un atteggiamento di astio persecutorio al quale sono sottoposto e continuo ad esserlo da tempo dal segretario della mia categoria di lavoro filctem cgil treviso.

La riflessione di partenza che non è personale ma sociale e politico/sindacale è questa; il direttivo provinciale dovrebbe essere il simbolo democratico, la prima camera di rappresentanza "di chi sta in fabbrica". Qui noi dovremmo avere il diritto/dovere di confrontarci e di esprimerci su quale linea politico/sindacale adottare ed in che modo esigerla.

se invece il segretario attacca i e le rappresentanti, tenta di non farli parlare, li minaccia, ne assume il suo contrario è fascismo, stalinismo.

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Sindacati alla ricerca disperata di un accordo

La trattativa sul mercato del lavoro manifesta ogni giorno che passa una sua particolare assurdità.

Non c'è dubbio che il Governo si è attrezzato al confronto con una sua precisa piattaforma che sostiene una modifica delle normative attuali (ammortizzatori, forme contrattuali e articolo 18) indirizzata ad una maggiore e più pesante subordinazione del lavoro all'interesse di impresa.

Il sindacato è andato al confronto senza una reale coscienza della portata della partita in gioco (a parte l'imbarazzante e debole resistenza sull'art.18). Infatti non ha una piattaforma, non ha avvertito la necessità di un ampio coinvolgimento dei lavoratori attraverso la convocazione di assemblee.

A guidare i comportamenti sindacali sembra essere solo la preoccupazione di non mettere in discussione il governo e di non far saltare la fragile e solo apparente unità della burocrazia sindacale.

A leggere le note (anche di parte sindacale) sull'andamento del confronto, sembra che non vi siano difficoltà ad un accordo salvo tentare di mediare le pretese governative e padronali sull'articolo 18, cercando una soluzione che salvi la faccia.

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La sinistra sindacale di fronte ad un bivio....

Il Governo del capitale presenta il suo piano... ma manca la risposta sindacale.
La sinistra sindacale di fronte ad un bivio.... serve chiarezza.

Ora non esistono più alibi. Con l'incontro odierno tra governo e parti sociali si è fatto esplicito e compiuto il progetto di liquidazione delle residue tutele del lavoro, sul piano degli ammortizzatori sociali e della contrattazione ben al di la di quanto potesse sperare lo stesso Marchionne.

Riduzione di fatto degli ammortizzatori sociali: Secondo il governo questa tutela va garantita solo nei casi di fermata momentanea degli impianti con la cassa integrazione ordinaria. Per quei lavoratori considerati invece "esuberi" e per questo espulsi dal lavoro si vedrà.

Di fatto la proposta dal governo è quella di considerarli da subito licenziati, senza accompagnamento di alcun tipo (senza più Cig straordinaria o in deroga, mobilità, accompagnamento alla pensione) e quindi destinati a percepire solo una sorta di salario garantito la qui entità e la cui copertura oggi il governo dice di non essere in grado di definire e che quindi andrebbe affrontata più avanti, comunque dopo aver tagliato gli attuali ammortizzatori sociali.

Della serie... "ce ne può fregar di meno.... ". Come esempio di "fase due", tutta improntata alla crescita ed alla solidarietà non c'è male.

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Su Governo e Fiat la Fiom si allinea alla Cgil

di Paolo Brini (Cc Fiom)

Il comitato centrale del 10 gennaio ha formalizzato un dato politico inequivocabile di cui è necessario prendere atto. Allo stato attuale, su due questioni centrali come Fiat e Governo, la Fiom si è allineata alle posizioni della Cgil. Per questo la riunione si è conclusa con il voto di due documenti contrapposti: 91 voti al documento Landini, 18 a quello presentato da noi (Primo firmatario Bellavita), 35 gli astenuti.

Riconoscere il referendum significa rinunciare alla linea di Pomigliano

Sulla vicenda Fiat, la Fiom sceglie di farsi promotrice di un Referendum per abrogare il contratto separato firmato dagli altri sindacati, in base alle regole sulla rappresentanza previsti dagli accordi del 1993. Una tale posizione significa rinunciare alla linea adottata da Pomigliano in avanti. Allora, e in seguito a Mirafiori e Grugliasco, affermammo categoricamente che non avremmo mai firmato quell'accordo a prescindere dall'esito della consultazione. Tale decisione fu adottata non solo perchè si trattava di un voto sotto ricatto occupazionale, ma innanzitutto e soprattutto perchè si mettevano in discussione diritti costituzionali ed indisponibili.

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