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Dal ventre della balena

Solidarietà con le lotte in Francia. Gréve GENERALE!

Scarica il volantino. La loi du travail è un regalo alle imprese e un colpo alle lavoratrici e ai lavoratori, con l'allungamento degli orari e il taglio dei salari, la destrutturazione dei contratti collettivi e la libertà di licenziamento.

In particolare:

– si porta con deroghe la giornata lavorativa fino a 12 ore e la settimana sino a 60 ore in caso di "circostanze eccezionali";
– si deroga agli aumenti salariali per il lavoro straordinario stabiliti dai contratti;
– si può licenziare non solo in caso di cessazione dell'attività o di ristrutturazione, ma anche soltanto dopo due mesi di perdite d'esercizio;

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Contrastare davvero i padroni e il governo

Chi non ha voluto difendere lo Statuto dei Lavoratori, chi ha in definitiva accettato l'abolizione dell'art.18, i "licenziamenti per ragioni economiche" e l'abolizione del diritto al reintegro per i licenziamenti illegittimi, si presenta oggi a chiedere la firma per una legge "sui Diritti del lavoro".

Ma quali diritti?
In 97 articoli, 29 pagine fitte, di "Carta dei diritti universali del lavoro", sui diritti ci sono solo parole vaghe e NESSUNA CERTEZZA. Il resto ricopia e riorganizza la LEGISLAZIONE DEL LAVORO DEGLI ULTIMI ANNI, compreso il lavoro a termine, interinale e occasionale e inclusi i contenuti dell'accordo del 10 gennaio 2014 su rappresentanza e divieto di sciopero contro accordi firmati. Tra l'altro, verrebbero regolati minuziosamente per legge rapporti finora regolati dai contratti nazionali, mentre per esempio per l'orario di lavoro è previsto il limite medio e derogabile di 48 ore settimanali nell'arco di 4 mesi che è perfettamente compatibile con lavorare 96 ore una settimana si e una no!

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9-10 giugno, metalmeccanici. Si faccia come in Francia o sarà a un contratto a perdere sindacatoaltracosa in FIOM

PRETENDIAMO CHIAREZZA INTRANSIGENZA E CONTINUITA'. Scarica il volantino. Nei prossimi giorni i metalmeccanici e le metalmeccaniche scioperano. La Fiom, insieme a Fim e Uilm, ha infatti indetto il blocco degli straordinari (già da sabato 28 maggio e poi sabato 11 giugno), 4 ore di sciopero articolato in fabbrica e 8 ore di sciopero generale con manifestazioni regionali per giovedì 9 e venerdì 10 giugno.

Vi parteciperemo e saremo in prima linea, come sempre, per respingere l'attacco di Federmeccanica al contratto nazionale, ai nostri diritti e al nostro salario. Non nascondiamo però i limiti di questa vertenza e più in generale della mancanza di una mobilitazione della Cgil, resa tanto più evidente dalla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici francesi, che a pochi chilometri da noi, bloccano il paese da settimane con picchetti e scioperi a oltranza.

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Distribuzione cooperativa. Diritti in vendita?

Comitato promotore di Class Unions (operai Gkn e Cso Firenze) - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Si apprende dal comunicato della Filcams del 20 maggio scorso, e dal Verbale d'intesa firmato da organizzazioni sindacali e Cooperative, che la trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale delle coop riprende con un'intesa inqualificabile: in cambio di un anticipo salariale di 200 euro la possibilità di un negoziato che affronti "tutti i temi posti dalle parti senza pregiudiziale alcuna".

Continua a leggere sul volantino

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28 maggio. Sciopero della grande distribuzione. Serve lo sciopero generale!

Facciamo come in Francia! Per il ccnl e il lavoro, serve lo sciopero generale.

Scarica il volantino.

Diciamo un forte NO ai padroni di federdistribuzione e alle loro richieste improponibili.
– No ai miseri 85 euro lordi di aumento!
– No al biennio di vacanza contrattuale a costo zero!
– No alla possibilità unilaterale aziendale di bloccare gli aumenti dopo due bilanci in rosso!
– No a nuovi enti bilaterali per sanità e pensioni!
– No a possibili demansionamenti in base ai voleri padronali!

Sono questi i motivi principali per cui dire NO a Federdistribuzione. Un settore che complesssivamente fa utili, ma vuole guadagnare ancora di più sulle nostre spalle. NO a stipendi da fame ed alla perdita di ulteriori diritti. NO ad ulteriore flessibilità, che significa maggior precarietà.

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Piaggio. L'autoritarismo che licenzia per facebook

La Piaggio licenzia due operaie per uno sfogo (innocuo) contro la gerarchia aziendale, postato su facebook, con la motivazione ipocrita che è venuto in questo modo meno il rapporto di fiducia tra azienda e lavoratore.

L'attacco alle garanzie e ai limiti previsti fino a ieri dallo statuto dei lavoratori (divieto di telecamere sul posto di lavoro, divieto di controllo sull'utilizzo anche dei computer aziendali) si è spinto fino a autorizzare lo spionaggio di opinioni espresse anche in ambiti ristretti, fino a colpire i lavoratori anche per uno sfogo contro le pressioni, l'oppressione e la mancanza di riguardi che le gerarchie aziendali dimostrano in fabbrica nei loro confronti.

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