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Dal ventre della balena

Sui fatti di Piacenza. I comunicati di Maserati, Ferrari e Motovario

Maserati

Tutta la RSA FIOM Maserati condanna fortemente quanto è avvenuto a Piacenza con l'assassinio di un operaio che manifestava per i propri diritti. Tipici omicidi che rientrano nella logica del super sfruttamento, della logica capitalista e dell'aggressione della classe padronale.

RSA fiom Maserati Modena

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Schiavismo in una importante fabbrica dell'indotto Piaggio

Nella fabbrica SOLE s.p.a., a due passi dalla Piaggio, i lavoratori della ditta di pulizie ISCOT s.r.l. sono costretti a vivere da mesi una situazione schiavistica, inaccettabile in una società civile:

-sono assunti come interinali con un contratto di 30 giorni e rinnovato di volta in volta, sempre che venga dimostrata la totale disponibilità ad ogni richiesta lavorativa
- l'orario di lavoro contrattuale è di 8 ore settimanali ma lavorano regolarmente per 6 giorni alla settimana e qualche volta la domenica, con giornate lavorative che spesso superano le 12 ore
- lavorano di fatto a chiamata e devono garantire piena disponibilità 24 ore su 24
- non hanno la mensa, e manca ogni rispetto delle norme sulla sicurezza, come ad esempio le 11 ore di stacco tra un turno e l'altro
- subiscono continui soprusi e ricatti da parte del capo con la minaccia costante della scadenza del contratto.

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Solidarietà con gli insegnanti e gli studenti messicani

Comunicato sindacatoaltracosa FLC

Domenica 19 giugno si è consumata in Messico a Oaxaca l'ennesima strage di governo.

5 insegnanti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco dall'esercito messicano durante l'imponente manifestazione di protesta contro la "riforma" dell'educazione imposta dal governo di Peña Nieto,organizzata tra gli altri dal principale sindacato degli insegnanti messicano Cnte.

In questi lunghi mesi di mobilitazione oltre 4mila insegnanti sono stati licenziati, centinaia arrestati, inclusi molti attivisti del sindacato Cnte.

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Cgil: la solidarietà allo sciopero in Francia non basta!

ODG presentato al Coordinamento nazionale del 14 giugno a Bologna

In Francia la lotta dura e lunga delle lavoratrici e dei lavoratori contro la loi du travail sta provocando sudori freddi nella classe dominante e nel governo. Lo sciopero generale di oggi, 14 giugno, sta confermando la forza della classe lavoratrice.

La pressione della lotta, che ha coinvolto da subito vastissimi settori giovanili, ha trascinato i Sindacati francesi, in primo luogo la Cgt, a sostenere posizioni avanzate come la rivendicazione del ritiro puro e semplice della legge senza incancrenirsi in posizioni emendative e minimaliste come in più occasioni è stato fatto in Italia.

I grandi mezzi di comunicazione si cimentano a qualunque falsità per screditare la lotta accusandola di essere violenta, di prendere in ostaggio il paese con la chiusura dei distributori di carburante attraverso il blocco totale delle raffinerie.

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Solidarietà con le lotte in Francia. Gréve GENERALE!

Scarica il volantino. La loi du travail è un regalo alle imprese e un colpo alle lavoratrici e ai lavoratori, con l'allungamento degli orari e il taglio dei salari, la destrutturazione dei contratti collettivi e la libertà di licenziamento.

In particolare:

– si porta con deroghe la giornata lavorativa fino a 12 ore e la settimana sino a 60 ore in caso di "circostanze eccezionali";
– si deroga agli aumenti salariali per il lavoro straordinario stabiliti dai contratti;
– si può licenziare non solo in caso di cessazione dell'attività o di ristrutturazione, ma anche soltanto dopo due mesi di perdite d'esercizio;

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Contrastare davvero i padroni e il governo

Chi non ha voluto difendere lo Statuto dei Lavoratori, chi ha in definitiva accettato l'abolizione dell'art.18, i "licenziamenti per ragioni economiche" e l'abolizione del diritto al reintegro per i licenziamenti illegittimi, si presenta oggi a chiedere la firma per una legge "sui Diritti del lavoro".

Ma quali diritti?
In 97 articoli, 29 pagine fitte, di "Carta dei diritti universali del lavoro", sui diritti ci sono solo parole vaghe e NESSUNA CERTEZZA. Il resto ricopia e riorganizza la LEGISLAZIONE DEL LAVORO DEGLI ULTIMI ANNI, compreso il lavoro a termine, interinale e occasionale e inclusi i contenuti dell'accordo del 10 gennaio 2014 su rappresentanza e divieto di sciopero contro accordi firmati. Tra l'altro, verrebbero regolati minuziosamente per legge rapporti finora regolati dai contratti nazionali, mentre per esempio per l'orario di lavoro è previsto il limite medio e derogabile di 48 ore settimanali nell'arco di 4 mesi che è perfettamente compatibile con lavorare 96 ore una settimana si e una no!

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