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Dal ventre della balena

Iscot. Non rientrano tutti i lavoratori. Riparte il presidio

Alla Iscot, ditta in appalto della Sole di Pontedera, di nuovo in presidio e in sciopero a oltranza, insieme ai nostri compagni e compagne della Piaggio.

Dopo la conclusione della vertenza di pochi giorni fa, quando tutti e sette i lavoratori in somministrazione erano stati assunti a tempo indeterminato dopo giorni e giorni di picchetto e blocco delle merci, l'azienda ha deciso di tenere fuori due di questi sette lavoratori, proprio tra i più combattivi e protagonisti delle lotte.

Per queste ragioni il presidio va avanti. Piena solidarietà ai lavoratori della Iscot e appoggio a questa lotta, che sembrava chiusa ma che invece si scontra ancora con l'arroganza e l'inaffidabilità dimostrata dalla controparte.

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Sui fatti di Piacenza. Si diffondono gli scioperi: continuiamo la mobilitazione!

Riprendiamo e diffondiamo ogni iniziativa di lotta e solidarietà!

In queste ore si stanno diffondendo in tutta Italia, nelle fabbriche e nelle aziende, comunicati ed iniziative di sciopero per la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf. Un'iniziativa che si sta allargando a macchia d'olio, spesso a partire dall'autonoma e spontanea reazione di delegati e delegate, al di là di ogni appartenenza sindacale (non solo dei sindacati di base o della CGIL, ma anche della CISL e di altre organizzazioni. Pubblichiamo ad esempio, in fondo a questa pagina, il comunicato della FIM-CISL di Milano, che sostiene tutte le iniziative di protesta indette dalle RSU nel comprensorio. Come, in ultimo, l'indizione di un ora di sciopero a fine turno per lunedì prossimo da parte di FIOM FIM e UILM di Venezia, che abbiamo appena ricevuto).

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Sui fatti di Piacenza. Un comunicato di delegati FILT CGIL

Gls Piacenza – I padroni forzano il picchetto, operaio muore investito. Avanti con la lotta!

La notte scorsa a Montale in provincia di Piacenza un tir, con l'intento di forzare un picchetto, ha travolto e ucciso uno dei lavoratori in lotta, ferendone un altro. Il fatto è accaduto in seguito al rifiuto di una società della logistica in appalto della Gls di applicare un accordo già da loro stessi sottoscritto.

Ai lavoratori, in un'assemblea organizzata dal sindacato Usb, non è rimasta altra scelta se non quella di dichiarare lo sciopero immediato per far valere i loro diritti e le loro sacrosante rivendicazioni: l'assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari. Inizia un presidio del tutto pacifico di diverse decine di lavoratori, ma l'arroganza padronale non conosce limiti. Secondo le testimonianze riportate sulla stampa, il conducente del tir è stato incitato dai responsabili aziendali a forzare il picchetto. Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni, impiegato in azienda dal 2003 lascia 5 figli e l'incommensurabile rabbia dei suoi compagni di lotta e di lavoro e di tutti noi.

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Sui fatti di Piacenza. Scioperi anche nelle fabbriche!

Dopo i fatti accaduti stanotte a Piacenza, dove Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore iscritto a USB, è stato ucciso mentre scioperava, travolto da un camion che ha forzato i picchetti, USB ha dichiarato lo sciopero di tutto il settore della logistica a livello nazionale dalle 05 di oggi 15 settembre alle 05 del 16 settembre.

Nel frattempo, molte Rsu si stanno mobilitando dal basso con iniziative e comunicati di solidarietà. Oggi scioperano i nostri compagni della Same, domani quelli di Motovario, Ferrari e GKN. Invitiamo tutti quelli che possono a fare altrettanto. Quanto è accaduto è una ferita per tutte e tutti noi!

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Sui fatti di Piacenza. I comunicati di Maserati, Ferrari e Motovario

Maserati

Tutta la RSA FIOM Maserati condanna fortemente quanto è avvenuto a Piacenza con l'assassinio di un operaio che manifestava per i propri diritti. Tipici omicidi che rientrano nella logica del super sfruttamento, della logica capitalista e dell'aggressione della classe padronale.

RSA fiom Maserati Modena

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Schiavismo in una importante fabbrica dell'indotto Piaggio

Nella fabbrica SOLE s.p.a., a due passi dalla Piaggio, i lavoratori della ditta di pulizie ISCOT s.r.l. sono costretti a vivere da mesi una situazione schiavistica, inaccettabile in una società civile:

-sono assunti come interinali con un contratto di 30 giorni e rinnovato di volta in volta, sempre che venga dimostrata la totale disponibilità ad ogni richiesta lavorativa
- l'orario di lavoro contrattuale è di 8 ore settimanali ma lavorano regolarmente per 6 giorni alla settimana e qualche volta la domenica, con giornate lavorative che spesso superano le 12 ore
- lavorano di fatto a chiamata e devono garantire piena disponibilità 24 ore su 24
- non hanno la mensa, e manca ogni rispetto delle norme sulla sicurezza, come ad esempio le 11 ore di stacco tra un turno e l'altro
- subiscono continui soprusi e ricatti da parte del capo con la minaccia costante della scadenza del contratto.

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