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Continental: fermare la trattativa di scambio

L'occupazione si mantiene difendendo le pause e riducendo i ritmi di lavoro.

Nelle ultime assemblee i lavoratori hanno capito bene che nella trattativa in corso i volumi produttivi e i piani industriali sono solo la facciata. La sostanza è che stanno cercando il modo di far digerire ai lavoratori il ridimensionamento delle pause e l'aumento dei ritmi di lavoro.

Per questo, nelle assemblee, molti hanno espresso chiaramente la loro contrarietà a una trattativa che è rivolta in definitiva a scambiare il cedimento sulle pause con qualche "risultato" sull'occupazione. Uno scambio che la maggioranza della RSU si è però guardata bene dal mettere esplicitamente in discussione e in votazione, fingendo di aver già avuto dai lavoratori un "mandato" che invece non esiste, e che le assemblee non hanno comunque certo confermato.

Questo scambio è un controsenso e una vera presa in giro.

Non perché non sia importante che sia assunto stabilmente chi fa il nostro stesso lavoro, ma al contrario perché la logica dello scambio porta al risultato opposto. Infatti, contrariamente a quello che azienda e maggioranza della RSU vogliono farci credere, la riduzione delle pause e l'aumento dei ritmi di lavoro portano automaticamente alla RIDUZIONE dell'occupazione.

Il conto é presto fatto: 20 minuti in meno al giorno di pausa per 600 operai significa 200 ore in più di produzione al giorno, ottenuta con le solite persone, pari a più di 7 ore di lavoro (8 meno le pause) di 28 operai, con il risultato, non appena il nuovo modo di lavorare sarà stabilito, di 28 "esuberi"! Allo stesso modo, il 5 per cento di aumento dei ritmi di lavoro di 600 operai significherebbe fare la stessa produzione con 30 lavoratori in meno!

Allora, se non si difendono le pause e I ritmi di lavoro come si fa a dire che non ci saranno licenziamenti e che verranno assunti 20 interinali?

Ricordiamoci che questa RSU ha accompagnato per anni la politica di riduzione del personale messa in atto dall'azienda con l'aumento dei carichi di lavoro, lo scivolo per l'uscita volontaria e i prepensionamenti: personale mai sostituito a reintegrare le linee.
Di questo passo, a fine anno verranno a proporre un altro "scivolino", altre uscite "volontarie", per poi aumentare ancora i carichi di lavoro per quelli che rimarranno!

Se ne può uscire in un solo modo, sostenendo con azioni di lotta appropriate:

- la difesa rigida delle pause e il rifiuto di ogni aumento dei carichi di lavoro
- l'assunzione dei lavoratori interinali, possibile e necessaria anche per l'azienda una volta che non ottenga gli aumenti di produzione con lo stesso numero di lavoratori.

Per questo, a nostro avviso, la RSU deve immediatamente interrompere la trattativa e tornare in assemblea a definire con I lavoratori una piattaforma chiara su questi punti.

29 marzo 2017
RSU Giada Garzella e Silvia Cini

[tratto da http://ilfoglio-bianco.blogspot.it]

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