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Logistica. Il nostro NO al ccnl

Vedi il video su TG3 Veneto (minuto 5.40)

Si è svolta a Vicenza il 20 gennaio l'assemblea nazionale autoconvocata dei delegati e dei lavoratori del trasporto merci e logistica contro l'ipotesi di rinnovo del Contratto Nazionale. Sala strapiena, oltre un centinaio di partecipanti e grande determinazione. Delegazioni oltre che dal Veneto, da Lombardia, Toscana e Lazio. Molti lavoratori iscritti alla Cgil, alcuni anche alla Uil.

Una delegata del call center di Ups di Milano che ha denuncianto l'ipocrisia di quei dirigenti che passano il tempo a rivendicare la necessità dell'uguaglianza tra uomo e donna, sfilano in piazza l'8 marzo e poi firmano accordi dove la totale flessibilità oraria concessa ai padroni si scarica in primo luogo proprio sulle donne che già devono farsi carico anche dei figli e degli anziani. Sull'altare della flessibilità compaiono le 8 ore giornaliere e i 5 giorni di lavoro alla settimana per gli impiegati. Le imprese potranno far lavorare anche 6 giorni alla settimana e chiedere 26 domeniche lavorative obbligatorie, comandare pause di 3 ore (2 volte alla settimana) per un nastro lavorativo di 12 ore.

Molto arrabbiati gli autisti, Bartolini, Dhl, Gls, Ups, Sda che si vedono, oltre l'aumento dell'orario di lavoro anche i livelli professionali ingessati per sempre. Grande rabbia per l'inasprimento in ambito disciplinare dei risarcimenti verso le imprese in caso di "danno" accidentale risolto con il ricatto del risarcimento "cash" -massimo 750 euro- se non si vuole anche la contestazione …. Sappiamo tutti in che condizioni lavorano gli autisti ed in particolare i camionisti, spesso costretti, pena il licenziamento, a stare al volante molte più ore di quelle consentite per legge. Questo contratto nazionale risponde al "moderno" modello di lavoro e produttivo "Amazon" del sistema e-commerce dove il "moderno" in verità è una vernice fresca di un antico modello di Iper sfruttamento intensivo con estensione dell' orario di lavoro, per la massima produttività e flessibilità.

La crisi economica è una scusa! Il settore da anni registra una crescita che non ha eguali, ma nonostante ciò anche sul fronte economico per i lavoratori solo spiccioli.

L'aumento, 108 euro, è identico a quello del precedente contratto ma copre un periodo più lungo di 12 mesi, dal 2016 al 2019, con pure è una beffa che l'ultima trance di 33 euro sarà data solo se il settore continuerà a macinare profitti.

L'intervento si è concluso con un appello a non abbandonare la lotta per l'internalizzazione degli appalti. Lotta che il sindacato dice di voler fare ma non fa, e intanto l'associazione delle cooperative il contratto non l'ha firmato continuando, in accordo con le multinazionali del settore, a far quel che vogliono.

Quello che è mancato in questa vertenza non è stata certo la determinazione dei lavoratori che hanno scioperato numerosi il 30 e 31 ottobre ed erano pronti a continuare anche a dicembre. L'epilogo di questo contratto è responsabilità esclusiva del gruppo dirigente sindacale confederale che non ha mai coinvolto i lavoratori nella vertenza. Ma la lotta non è stata vana, ha dato un assaggio di quello che i lavoratori possono fare quando si muovono. Si tratta ora di permettere che il meglio che questa lotta ha saputo mostrare si organizzi, cresca in autorità e sappia nei prossimi mesi rappresentare un'alternativa nel sindacato a questo gruppo dirigente.

Per maggiori approfondimenti www.trasportiinlotta.it
e il nostro volantino in PDF

[tratto da https://sindacatounaltracosa.org]

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