chicago86

Noi non stiamo né con Mattarella né con Salvini/Di Maio.

Esprimiamo un netto dissenso rispetto alla dichiarazione della CGIL e della sua segretaria generale, di sostegno alle prerogative del Presidente della Repubblica e alle scelte politiche di Mattarella. Al di là delle discutibili contrapposizioni sulle interpretazioni costituzionali, quello cui assistiamo è uno scontro tra le rappresentanze di due settori del capitale. Uno, di cui è espressione lo stesso Mattarella, più legata alla grande finanza nazionale e internazionale; l'altro, di cui è espressione sia Salvini che Di Maio, più legato alla piccola e media borghesia. Entrambi, al di là delle promesse e della demagogia, esprimono gli interessi del padronato.

I lavoratori e le lavoratrici non sono difesi e rappresentati da nessuna di queste due parti. La CGIL deve finalmente costruire una linea realmente autonoma, in difesa esclusivamente dei diritti, dei bisogni e degli interessi del lavoro. La CGIL, cioè, se non vuole continuare a contribuire al disastro del movimento operaio, deve smettere di subordinarsi al PD o a LeU. Più che prendere parte verso l'uno o l'altra parte in questa degenerazione istituzionale, la CGIL deve porsi il problema di mobilitare e far scendere in campo lavoratori e lavoratrici, per rivendicare una politica economica finalmente dalla loro parte e non da quella del capitale. L'indipendenza e l'autonomia della CGIL, come la necessità della ripresa di una vera mobilitazione generale, sarà proprio il senso del documento alternativo "Riconquistiamo tutto!" che presenteremo al XVIII congresso CGIL.

Assemblea nazionale del Sindacatoltracosa-OpposizioneCgil del 28 maggio 2018

[tratto da https://sindacatounaltracosa.org]

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