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LOTTE IN CORSO

Questa sezione nasce per pubblicizzare al massimo le lotte operaie in corso. Lotte vere e significative non lamentele o semplici proteste, per queste ci sono già parecchi siti. Tutti possono partecipare allo sviluppo di questa sezione, avvisiamo però che il criterio di pubblicazione sarà selettivo e fedele al nostro "chi siamo e cosa vogliamo".

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Mercoledì 06 Marzo 2019
    Emilia-Romagna

    Già domenica 10 febbraio i rider di Deliveroo avevano scioperato a Bologna, incontrandosi fuori dal McDonald's di via Indipendenza e bloccando il servizio della piattaforma di food delivery. Tra le richieste dei precari in lotta, un salario su base oraria in riferimento al 5° livello della logistica integrato da un compenso di 5 euro a consegna, contributi pensionistici e assicurazione Inps e Inail contro infortuni e malattie a carico dell'azienda, l'abolizione del sistema di ranking a favore di un monte orario garantito, il chiarimento e la trasparenza sull’utilizzo dei dati ricavati dall’algoritmo.

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  • Venerdì 01 Febbraio 2019
    Messico

    La città di Matamoros al confine tra Messico e Stati Uniti conta ormai quasi mezzo milione di abitanti. Negli ultimi anni è stata oggetto di un'immigrazione di massa in seguito all'aumento del numero di maquiladoras, cioè officine di montaggio di imprese multinazionali americane (ma anche giapponesi e tedesche) impiantate per utilizzare manodopera disposta ad accettare salari ben più bassi rispetto a quelli americani.

    A Matamoros lo stipendio mensile medio nelle maquiladoras oscilla dai 190 ai 337,60 dollari al mese a seconda della mansione dell'operaio nell'azienda. In media il salario nella città è del 30% più basso rispetto alla media nazionale. E quest anno le imprese si sarebbero rifiutate di pagare il bono anual, un'integrazione variabile al salario che viene contrattata annualmente, perché secondo le loro stime sarebbe stato coperto dall'aumento del salario minimo (9 dollari al giorno) deciso dal nuovo Presidente della Repubblica Andrés Manuel López Obrador.

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  • Domenica 20 Gennaio 2019
    Tunisia

    Trasporti, scuole e amministrazioni sono stati paralizzati giovedì 17 gennaio in Tunisia a causa di un massiccio sciopero generale del settore del servizio pubblico (ministeri, enti centrali e locali, sanità, imprese di trasporto pubblico, ferrovie, tv, radio statali, scuole, università).

    Nonostante il governo abbia emesso in extremis (mercoledì) un decreto per garantire i servizi minimi essenziali, in tutto il paese le scuole e le università sono rimaste chiuse, i trasporti pubblici bloccati e l'aeroporto di Tunisi inattivo.

    I lavoratori hanno scioperato per chiedere l'aumento dei salari. Dalle piazze si sono alzati slogan contro il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e il governo, ritenuti responsabili della miseria e della disoccupazione dilaganti, ma anche contro il leader del partito islamico Ennahda, Rashid Ghannushi.

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  • Sabato 19 Gennaio 2019
    Stati Uniti d'America

    Da circa una settimana gli insegnanti di Los Angeles sono in agitazione. Lo sciopero è giunto dopo un braccio di ferro durato un mese con il sistema scolastico e quasi due anni di negoziati con il Los Angeles Unified School District. Le parti non hanno raggiunto un accordo e gli insegnanti hanno deciso di scendere in piazza, invitando genitori e studenti ad unirsi a loro.

    Dopo la rottura delle trattative lo United Teachers Los Angeles (UTLA), il sindacato che rappresenta circa 30 mila insegnati, ha intrapreso la strada della lotta. I lavoratori chiedono classi più piccole, più personale di supporto e salari più alti; il Los Angeles Unified School District si è reso disponibile a soddisfare alcune delle richieste, ma il presidente dell'UTLA Alex Caputo-Pearl ha definito le offerte del distretto "terribilmente inadeguate", e così lunedì 14 gennaio lo sciopero è cominciato.

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  • Giovedì 10 Gennaio 2019
    Bangladesh

    Giovedì 10 gennaio 2018. A Dhaka, capitale del Bangladesh, si è tenuto il quinto giorno consecutivo di proteste dei lavoratori nel settore tessile, a maggioranza femminile. Negli scontri con le forze dell'ordine una persona ha perso la vita.

    Le esportazioni provenienti da questo settore valgono 30 miliardi di dollari l'anno, facendo sì che il Bangladesh sia il secondo Paese produttore di tessuti e prodotti di abbigliamento al mondo dopo la Cina. In questo ambito è impiegata inoltre la maggioranza della forza lavoro – quattro milioni di persone – ma a causa dei bassi salari, a fronte di contratti poco validi o spesso assenti, milioni di famiglie vivono ai margini della povertà.

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  • Giovedì 10 Gennaio 2019
    India

    Sciopero generale IndiaProclamato da 10 organizzazioni sindacali, lo sciopero nazionale dell'8 e 9 gennaio in India ha visto scendere nelle strade i salariati del paese per protestare contro le politiche del lavoro del primo ministro Narendra Modi. I sindacati chiedono al governo l'aumento del salario minimo e delle pensioni, e misure urgenti contro la disoccupazione. Si stima che lo sciopero abbia coinvolto quasi 200 milioni di lavoratori.

    Amarjeet Kaur, segretario generale dell'AITUC, ha detto che non c'è categoria che non abbia aderito alla mobilitazione. Hanno partecipato attivamente alla protesta i sindacati del settore bancario, assicurativo, minerario, petrolifero, postale, metallurgico, energetico, delle telecomunicazioni, dell'ingegneria, della sanità, dell'istruzione, dei trasporti, del pubblico impiego e dell'agricoltura.

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  • Martedì 18 Dicembre 2018
    Ungheria

    Ungheria. Non si fermano le proteste contro Viktor Orban a Budapest, arrivate al sesto giorno di mobilitazione popolare: migliaia di persone sono tornate in piazza nel pomeriggio di ieri, lunedì 17 dicembre, mentre otto deputati dell'opposizione di centrosinistra sono entrati negli studi televisivi per protesta, dopo la violenta aggressione di poche ore prima ai danni di altri due deputati. Hanno chiesto di parlare con i dirigenti della tv, ma anche stavolta le guardie gliel'hanno impedito.

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  • Martedì 27 Novembre 2018
    Internazionale

    Nella giornata del Black Friday (#BlackFriday2018), lo scorso 23 novembre, migliaia di lavoratori di diverse filiali europee di Amazon hanno scioperato contro le condizioni bestiali di sfruttamento applicate dal colosso mondiale dell'e-commerce.

    Non è la prima volta che i lavoratori di Amazon incrociano le braccia. Qualche mese fa ha fatto notizia l'importante sciopero al magazzino di San Fernando de Henares, vicino a Madrid, che ha visto la partecipazione dell'80% dei dipendenti e anche di lavoratori di altri centri europei. E sempre in occasione del Black Friday, lo scorso anno le proteste dei lavoratori di Germania, Spagna e Italia hanno causato il blocco di alcuni importanti hub logistici del colosso statunitense.

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  • Domenica 28 Ottobre 2018
    Stati Uniti d'America

    In otto città degli Stati Uniti circa 8.000 impiegati degli hotel Marriott stanno scioperando per ottenere l'aumento dei salari e migliori condizioni di lavoro. Le paghe non sono aggiornate rispetto ad inflazione e costo della vita, e i lavoratori lamentano di dover fare due o tre lavori per poter vivere: "We've said it before, we'll say it again - one job should be enough! We're fighting for our livelihoods and our families. Come join us!"

    Sebbene la mobilitazione coinvolga solo alcune migliaia di lavoratori, Unite Here (che rappresenta circa 20.000 dipendenti del gruppo Marriott e altri 250.000 impiegati in settori correlati) la definisce come il più grande sciopero del settore alberghiero nella storia degli Stati Uniti. Più di 20 gli hotel colpiti dalla protesta nelle città di Boston, San Francisco, Honolulu, Kauai, Detroit, San Diego, Oakland e San Jose.

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