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Africa

Polveriera Tunisia: esplode la rivolta del Kasserine, morto un poliziotto

Le proteste nate nella regione del Kasserine per rivendicare lavoro e dignità dei giovani laureati e diplomati si sta espandendo anche in altre aree del Paese.

Libertà, dignità, lavoro: sono queste le parole urlate dai manifestanti della regione tunisina del Kasserine, una delle più povere del paese. Sono però parole che si stanno diffondendo in tutta la Tunisia, in una protesta che si allarga a macchia d'olio.

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Egitto, anniversario con scioperi

Di Gianni Del Panta e Francesco De Lellis

Egitto. A due anni dal golpe militare il sindacalismo indipendente si impegna su lotte locali dopo il divieto di sciopero imposto dal governo. L'esercito va all'attacco dei cementifici di el-Arish, mentre il governo punta su una politica liberista e a favore degli strati più ricchi, come dimostra l'eliminazione della tassa sui redditi milionari. Si tratta di una chiara predilezione del regime per i potenti gruppi di affari, a scapito delle fasce più deboli della popolazione.

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Egitto, gli operai si fanno sentire

di Moustafa Bassiouni 22.8.2014

La repressione non ferma il movimento dei lavoratori. Ma chi protesta deve fare i conti anche con i freni posti dalle rispettive centrali sindacali. Per questo le conquiste sono insufficienti, come il salario minimo

L'ondata di scioperi del febbraio 2014 che ha costretto alle dimissioni il governo di Hazem al Beblaui, avrebbe dovuto rappresentare un'affermazione importante per il movimento operaio egiziano. Per la prima volta dal 3 luglio 2013, giorno della destituzione del presidente Mohamed Morsi (dei Fratelli musulmani), nei servizi pubblici e nel settore industriale dello Stato si sono verificati scioperi di grande portata: i lavoratori del settore tessile e manifatturiero, dei trasporti e dei servizi di pulizia si sono uniti a quelli delle poste, della sanità e del settore giustizia.

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Il nuovo sciopero in Sudafrica ferma la produzione di General Motors

04/07/2014 - General Motors ha annunciato venerdì di aver fermato la produzione nel principale impianto in Sudafrica a Port Elizabeth a causa dello sciopero che ha bloccato i suoi fornitori di componentistica. Dopo lo sciopero nel platino durato cinque mesi (costato complessivamente 2,3 miliardi di euro e che ha portato al declino dello 0,6% dell'economia del Paese nel primo trimestre), un nuovo contenzioso sui salari sta fermando l'industria sudafricana. La National Union of Metalworkers of South Africa, che rappresenta 200.000 lavoratori, ha respinto martedì le offerte di aumento retributivo della Steel and Engineering Industries Federation of Southern Africa.

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Viaggio nelle miniere del Sud Africa, dove gli scioperi sono senza fine

Il più lungo sciopero del paese coinvolge il comparto minerario di Rustenburg. La richiesta dei minatori è uno stipendio di 800 euro al mese. Decine di morti finora. Il difficile rapporto con i sindacati

MARIKANA – L'aria è calda nonostante sia inverno. Le strade, perfettamente asfaltate, sono vuote. La miniera di platino della Lonmin di Marikana nel Sudafrica nord-occidentale offre uno scenario desolante. L'attività è ferma: da quattro mesi i lavoratori sono in sciopero. Scomparse le file di autoarticolati e di convogli di treni con dieci, quindici vagoni, che partivano una volta al giorno – in tempi normali le miniere di Marikana hanno un giro d'affari di due miliardi l'anno secondo le stime ufficiali.

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