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Africa

I minatori incrociano le braccia

minatori sudafricaSciopero selvaggio alla Lonmin, terzo produttore mondiale di platino, a ridosso di Johannesburg.
Armati di bastoni, i lavoratori hanno marciato verso la collina nei pressi di Marikana.

Uno sciopero non autorizzato ma programmato quello di ieri nella regione nordoccidentale di Rustenburg, a ridosso di Johannesburg. Migliaia di minatori hanno incrociato le braccia rifiutandosi di scendere nelle miniere della britannica Lonmin, terzo produttore mondiale di platino. Dalle prime ore della mattina, al grido di "Abbasso il Num" e armati di bastoni hanno marciato verso la collina nei pressi di Marikana prima di riunirsi nello stadio vicino in attesa dei rappresentanti sindacali.

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Operai e lotta di classe in Egitto

operai in protesta in EgittoNella regione del Delta del Nilo le proteste hanno accompagnato la vita dei lavoratori da molto prima che si iniziasse a parlare di Primavera Araba

Due anni di "Primavera Araba" hanno dimostrato che le rivolte non sono tutte uguali. Le rivendicazioni scelte, le modalità messe in atto e il contesto in cui si inseriscono ne modificano lo sviluppo a tal punto che, anche in uno stesso Paese, le conseguenze delle mobilitazioni possono prendere forme assai diverse. In tal senso ci sono ribellioni che nascono e finiscono in una stagione mentre altre rimangono latenti per anni per poi riacquistare vigore in particolari contesti, dimostrando una continuità ed un radicamento difficilmente rintracciabili in altre esperienze.

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Egitto: rivoluzione e lotte sociali

Egittodi ASSIA BOUTALEB

Pubblichiamo questo articolo apparso su "Le Monde" lo scorso 11 febbraio perché ha il merito di leggere la rivoluzione egiziana attraverso lo sviluppo della lotta di classe. Dimostra che, lungi dall'essere un evento privo di radici e di futuro, l'insorgenza ha una profonda genealogia e vive dentro un processo che resta completamente aperto, contro il principale credo di cui sono portatori i Fratelli Musulmani, cioè quello neoliberale.

Se della rivoluzione egiziana del 2011 si ricorda la figura del giovane internauta connesso, se si scopre, nel 2013, quella più cupa, del giovane incappucciato, vestito di nero, ce n'è un'altra che la maggior parte dei media ignorano anche se il suo ruolo è incontestabile nel ciclo di mobilitazione che interessa l'Egitto da circa due anni, e fin dalla fine degli anni '90: quella del piccolo salariato, che sia un operaio, un funzionario oppure un impiegato.

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Egitto, strage di manifestanti

strage_egittoA due anni dalla rivoluzione, il popolo egiziano torna nelle piazze con le stesse richieste: uguaglianza sociale e democrazia. Bilancio drammatico: 10 morti e 400 feriti.

Roma, 26 gennaio 2013, Nena News - A due anni dalla rivoluzione che ha portato alla caduta del regime quarantennale di Hosni Mubarak, l'Egitto non si placa e torna nelle piazze. Piazze che in realtà il popolo egiziano non ha mai svuotato. E ieri il sangue è tornato a scorrere nel Paese.

Si celebrava il secondo anniversario da quel 25 gennaio 2011, quando Piazza Tahrir divenne famosa in tutto il mondo. Oggi il target è il presidente Morsi, il primo democraticamente eletto nel Paese, ma accusato dalle opposizioni di ritenersi un nuovo faraone.

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Nuovi scioperi in Sudafrica

braccianti_sudafricaCome nei mesi scorsi per la lunga battaglia dei minatori, nella giornata di ieri il Sudafrica è tornato ad essere teatro di proteste e scontri nati dalla richiesta di migliori condizioni di lavoro.
Ad entrare in sciopero, questa volta, sono stati gli agricoltori impegnati nella raccolta della frutta, in particolare gli addetti ai vigneti della zona del Western Cape, che chiedono un raddoppio del pagamento giornaliero (quello attuale equivale a circa 6 euro).
A migliaia hanno deciso ieri di incrociare le braccia e bloccare la produzione nelle campagne; gli scontri più violenti sono avvenuti nella città di De Doorns, dove i manifestanti hanno cercato di rimuovere le barriere poste dalla polizia per ostacolare l’ingresso nel centro abitato.

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