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Africa

Altre miniere in sciopero, la rabbia si estende

sudafrica_2Gli operai restano sul piede di guerra. "Neri hanno ucciso dei neri, ci hanno dimenticato"

Altre miniere di platino in Sudafrica scendono in sciopero, dopo quella di Marikana, teatro di un conflitto culminato giovedì scorso nel massacro di 34 minatori, sparati dalla polizia. Ieri un comunicato della Royal Bafokeng Platinum annunciava che 500 minatori hanno interrotto il lavoro in uno dei pozzi della sua miniera di Rasimone. Mentre la Anglo American Platinum annuncia che i suoi dipendenti hanno presentato richieste di aumenti salariali. Anche a Marikana del resto lo sciopero continua. I minatori chiedono aumenti salariali, sostenuti dal sindacato Amcu (Association of mineworkers and Contruction Union), e la compagnia mineraria Lonmin ha finora risposto picche: ma dopo il massacro, e dopo che l'azienda ha rinunciato alla sua minaccia di licenziare tutti, è cominciata la difficile ricerca di una mediazione.

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Sudafrica: la mattanza dei minatori

sudafrica_minatoriSale il bilancio della mattanza che la polizia sudafricana ha compiuto ieri contro i minatori in sciopero a Marikana: secondo il sindacato dei minatori (Num) sarebbero almeno 36 le vittime tra i lavoratori. Ieri la polizia ha aperto il fuoco su migliaia di lavoratori che da quasi una settimana erano accampati nei pressi della miniera di platino di Lonmin a Marikana, 100 chilometri da Johannesburg. Le autorità di polizia avevano riferito che le vittime erano comunque più di trenta. Il ministro di Polizia ha condannato l'aggressione dei poliziotti.

La miniera Marikana della Lonmin, terzo produttore mondiale di platino, minaccia il licenziamento di 3.000 lavoratori se non viene interrotto uno sciopero a oltranza per un aumento salariale, che il sindacato radicale Amcu chiede sia triplo rispetto al salario attuale, che è pari a circa 400 euro al mese. La mobilitazione va avanti da una settimana e ci sono state già una decina di vittime.

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Nigeria in rivolta

nigeriadi Michele Paris

Da lunedì scorso la Nigeria è bloccata da uno sciopero generale indefinito, proclamato per protestare contro l’improvvisa cancellazione dei sussidi governativi al prezzo dei carburanti. In seguito alla decisione presa a inizio anno dal presidente Goodluck Jonathan, il costo della benzina per i nigeriani è più che raddoppiato da un giorno all’altro, scatenando manifestazioni e scontri in tutto il paese che hanno già causato alcuni decessi e centinaia di feriti, vittime della durissima reazione delle forze di sicurezza.

Lo sciopero in corso è stato indetto dalle due principali organizzazioni sindacali del paese africano, anche se il movimento di protesta contro il taglio dei sussidi era in realtà esploso spontaneamente, autodefinendosi "Occupy Nigeria" per sottolineare, qui come in Occidente, le sempre più difficili condizioni economiche della maggior parte della popolazione e le enormi disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza.

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Egitto: lotta operaia al canale di Suez

operai in sciopero a SuezSuez, 7 Luglio 2011
L’Autorità del Canale di Suez è una delle maggiori fonti di valuta pregiata del paese ma anche di gravi violazioni dei diritti dei lavoratori. Da tre settimane vanno avanti scioperi e sit-in per aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro.

Piazza Tahrir al Cairo è il luogo-simbolo delle lotte per i diritti e della costruzione di un nuovo Egitto. Il Canale di Suez invece diventa sempre di più il centro delle lotte operaie per la dignità del lavoro e gli aumenti salariali. Da tre settimane migliaia di dipendenti dell’Autorità del Canale di Suez (Acs) si battono per ottenere significativi aumenti dei salari e la loro battaglia potrebbe aprire una nuova stagione di scioperi simile a quella del 2010 che ha modo anticipato la rivolta di Piazza Tahrir contro l’ex raìs Hosni Mubarak e il suo regime.

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Algeria, scontri a fuoco tra disoccupati e polizia

Ourgala8 Giugno 2011

Sono scoppiati dopo che gli agenti hanno disperso un sit-in di protesta contro la disoccupazione

Per tutta la notte e le prime ore della mattina, Ourgala è stata teatro di violentissimi scontri tra alcune centinaia di giovani, molti dei quali disoccupati, e unità anti-sommossa della polizia. Gli incidenti, riferisce il sito del quotidiano el Watan, sono cominciati verso la mezzanotte, provocati dall'azione degli agenti che hanno disperso un presidio di una ventina di giovani che, da giorni, protestavano davanti alla sede della locale municipalità chiedendo un posto di lavoro. A scendere in piazza, accanto ai disoccupati, sono stati altri giovani, tutti provenienti da un vicino quartiere, che hanno prima bloccato la strada, dando fuoco a pneumatici, poi hanno cominciato una sassaiola contro gli agenti. Gli scontri si sono protratti sino al mattino. I giovani hanno anche attaccato un posto di polizia, danneggiandolo gravemente. Al momento non si ha notizia di eventuali feriti.

[tratto da http://it.peacereporter.net]

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