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Africa

Nigeria in rivolta

nigeriadi Michele Paris

Da lunedì scorso la Nigeria è bloccata da uno sciopero generale indefinito, proclamato per protestare contro l’improvvisa cancellazione dei sussidi governativi al prezzo dei carburanti. In seguito alla decisione presa a inizio anno dal presidente Goodluck Jonathan, il costo della benzina per i nigeriani è più che raddoppiato da un giorno all’altro, scatenando manifestazioni e scontri in tutto il paese che hanno già causato alcuni decessi e centinaia di feriti, vittime della durissima reazione delle forze di sicurezza.

Lo sciopero in corso è stato indetto dalle due principali organizzazioni sindacali del paese africano, anche se il movimento di protesta contro il taglio dei sussidi era in realtà esploso spontaneamente, autodefinendosi "Occupy Nigeria" per sottolineare, qui come in Occidente, le sempre più difficili condizioni economiche della maggior parte della popolazione e le enormi disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza.

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Egitto: lotta operaia al canale di Suez

operai in sciopero a SuezSuez, 7 Luglio 2011
L’Autorità del Canale di Suez è una delle maggiori fonti di valuta pregiata del paese ma anche di gravi violazioni dei diritti dei lavoratori. Da tre settimane vanno avanti scioperi e sit-in per aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro.

Piazza Tahrir al Cairo è il luogo-simbolo delle lotte per i diritti e della costruzione di un nuovo Egitto. Il Canale di Suez invece diventa sempre di più il centro delle lotte operaie per la dignità del lavoro e gli aumenti salariali. Da tre settimane migliaia di dipendenti dell’Autorità del Canale di Suez (Acs) si battono per ottenere significativi aumenti dei salari e la loro battaglia potrebbe aprire una nuova stagione di scioperi simile a quella del 2010 che ha modo anticipato la rivolta di Piazza Tahrir contro l’ex raìs Hosni Mubarak e il suo regime.

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Algeria, scontri a fuoco tra disoccupati e polizia

Ourgala8 Giugno 2011

Sono scoppiati dopo che gli agenti hanno disperso un sit-in di protesta contro la disoccupazione

Per tutta la notte e le prime ore della mattina, Ourgala è stata teatro di violentissimi scontri tra alcune centinaia di giovani, molti dei quali disoccupati, e unità anti-sommossa della polizia. Gli incidenti, riferisce il sito del quotidiano el Watan, sono cominciati verso la mezzanotte, provocati dall'azione degli agenti che hanno disperso un presidio di una ventina di giovani che, da giorni, protestavano davanti alla sede della locale municipalità chiedendo un posto di lavoro. A scendere in piazza, accanto ai disoccupati, sono stati altri giovani, tutti provenienti da un vicino quartiere, che hanno prima bloccato la strada, dando fuoco a pneumatici, poi hanno cominciato una sassaiola contro gli agenti. Gli scontri si sono protratti sino al mattino. I giovani hanno anche attaccato un posto di polizia, danneggiandolo gravemente. Al momento non si ha notizia di eventuali feriti.

[tratto da http://it.peacereporter.net]

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Nell'Egitto post-rivoluzione

Egypt-port-workers14 Aprile 2011

Mentre il rimpasto dei leader politici continua, i lavoratori egiziani stanno ancora cercando di portare avanti la loro agenda.

Lavoratori tessili

Il 7 aprile scorso i lavoratori di Shebin El-Kom Compagnia Tessile in Menoufiya, a nord del Cairo, hanno ripreso lo sciopero dopo averlo sospeso per due giorni in seguito agli accordi tra lavoratori e direzione aziendale.

"Abbiamo la prova che l'accordo non verrà rispettato" afferma Alì Mohamed, uno degli operai della fabbrica. "Una delle nostre principali richieste era che i lavoratori licenziati riprendessero il loro lavoro, o almeno una posizione equivalente, e questo non è accaduto".

I lavoratori accusano l'azienda di provare a far pressione sui lavoratori licenziati, costringendoli a firmare lettere di dimissioni, dicendo che questo garantirà ai loro colleghi di ritornare al loro lavoro.

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Tunisia. Aumentano gli scioperi

aumentano gli scioperi in Tunisia1 Aprile 2011

Sta cambiando decisamente l'aria in Tunisia. Dopo la rivolta i lavoratori chiedono maggiori diritti e maggiori salari. Scioperi e agitazioni in moltissime aziende. I padroni tunisini ed europei cominciano seriamente a preoccuparsi per la "fine della festa".

In Tunisia, l'onda lunga della rivolta che ha cacciato via Ben Alì, sta dando il via ad una stagione di proteste sociali e rivendicazioni sindacali, soprattutto sul piano salariale, ma non solo. Riferisce l'Ansa, che le cronache quotidiane tunisine si stanno quasi trasformando in un bollettino di scioperi. Alcune aziende - come la Poulina, colosso dell'agroalimentare tunisino - hanno scelto una soluzione mediata, accogliendo in parte le richieste salariali e d'orario dei lavoratori, ma opponendosi con decisione al tentativo delle frange più avanzate del sindacato che chiedevano anche le teste di qualche dirigente.

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