chicago86

Africa

Algeria, scontri a fuoco tra disoccupati e polizia

Ourgala8 Giugno 2011

Sono scoppiati dopo che gli agenti hanno disperso un sit-in di protesta contro la disoccupazione

Per tutta la notte e le prime ore della mattina, Ourgala è stata teatro di violentissimi scontri tra alcune centinaia di giovani, molti dei quali disoccupati, e unità anti-sommossa della polizia. Gli incidenti, riferisce il sito del quotidiano el Watan, sono cominciati verso la mezzanotte, provocati dall'azione degli agenti che hanno disperso un presidio di una ventina di giovani che, da giorni, protestavano davanti alla sede della locale municipalità chiedendo un posto di lavoro. A scendere in piazza, accanto ai disoccupati, sono stati altri giovani, tutti provenienti da un vicino quartiere, che hanno prima bloccato la strada, dando fuoco a pneumatici, poi hanno cominciato una sassaiola contro gli agenti. Gli scontri si sono protratti sino al mattino. I giovani hanno anche attaccato un posto di polizia, danneggiandolo gravemente. Al momento non si ha notizia di eventuali feriti.

[tratto da http://it.peacereporter.net]

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Nell'Egitto post-rivoluzione

Egypt-port-workers14 Aprile 2011

Mentre il rimpasto dei leader politici continua, i lavoratori egiziani stanno ancora cercando di portare avanti la loro agenda.

Lavoratori tessili

Il 7 aprile scorso i lavoratori di Shebin El-Kom Compagnia Tessile in Menoufiya, a nord del Cairo, hanno ripreso lo sciopero dopo averlo sospeso per due giorni in seguito agli accordi tra lavoratori e direzione aziendale.

"Abbiamo la prova che l'accordo non verrà rispettato" afferma Alì Mohamed, uno degli operai della fabbrica. "Una delle nostre principali richieste era che i lavoratori licenziati riprendessero il loro lavoro, o almeno una posizione equivalente, e questo non è accaduto".

I lavoratori accusano l'azienda di provare a far pressione sui lavoratori licenziati, costringendoli a firmare lettere di dimissioni, dicendo che questo garantirà ai loro colleghi di ritornare al loro lavoro.

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Tunisia. Aumentano gli scioperi

aumentano gli scioperi in Tunisia1 Aprile 2011

Sta cambiando decisamente l'aria in Tunisia. Dopo la rivolta i lavoratori chiedono maggiori diritti e maggiori salari. Scioperi e agitazioni in moltissime aziende. I padroni tunisini ed europei cominciano seriamente a preoccuparsi per la "fine della festa".

In Tunisia, l'onda lunga della rivolta che ha cacciato via Ben Alì, sta dando il via ad una stagione di proteste sociali e rivendicazioni sindacali, soprattutto sul piano salariale, ma non solo. Riferisce l'Ansa, che le cronache quotidiane tunisine si stanno quasi trasformando in un bollettino di scioperi. Alcune aziende - come la Poulina, colosso dell'agroalimentare tunisino - hanno scelto una soluzione mediata, accogliendo in parte le richieste salariali e d'orario dei lavoratori, ma opponendosi con decisione al tentativo delle frange più avanzate del sindacato che chiedevano anche le teste di qualche dirigente.

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Egitto: continuano gli scioperi nonostante le minacce dei militari

sciopero_mahalla21 Febbraio 2011

Nonostante le minacce da parte del nuovo governo militare egiziano di non tollerare ulteriormente l'ondata di scioperi che ha travolto il paese, 15.000 lavoratori della Misr Spinning and Weaving (filatura e tessitura) a Al-Mahalla al-Kubra stanno continuando lo sciopero e i sit-in.

Lo sciopero, cominciato a sostegno delle proteste che hanno cacciato l'ex presidente Hosni Mubarak, era stato temporaneamente sospeso dopo  le sue dimissioni. Tuttavia, è ripreso tre giorni dopo con richieste di aumenti salariali e delle dimissioni di Fouad Abdel Alim, il capo azienda accusato di corruzione e cattiva gestione della società insieme a tre altri dirigenti. La fabbrica è la più grande d'Egitto.

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Egitto: i sindacati di operai e impiegati si uniscono alla sommossa popolare

scioperi_Egitto10 Febbraio 2011

In Egitto si sta assistendo ad agitazioni senza precedenti di impiegati e operai in concomitanza con la rivolta popolare che ha travolto il paese dal 25 gennaio.

Si dice che queste proteste siano collegate alla più ampia rivolta contro il regime di Hosni Mubarak, che si è concentrata a piazza Tahrir al Cairo.

Le proteste si sono allargate a tutto il paese quando i sostenitori della rivolta hanno evidenziato l'importanza di diffonderla oltre i limiti territoriali della piazza.

Un'altra faccia delle proteste si è vista martedì con la protesta dei media nazionali. Ad un chilometro  da piazza Tahrir, circa 500 impiegati hanno protestato davanti alla sede del "Rose al Youssef" (quotidiani e riviste) di proprietà dello stato.  I manifestanti hanno denunciato le politiche operative ed editoriali del capo-redattore Abdallah Kamal e del direttore amministrativo Karam Gaber, entrambi a favore del regime e contro la diffusione di informazioni sulle sommosse .

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