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Rivolte in Algeria contro la miseria

oran_1Le Matin, 5 gennaio 2011

Aumento dei prezzi:  violenti disordini a Oran
Scoppiate rivolte in diversi quartieri della città di Oran in segno di protesta contro l'alto costo della vita dopo gli aumenti dei prezzi registrati nei giorni scorsi sui prodotti alimentari.
La contestazione ha avuto inizio nel primo pomeriggio nel quartiere Victor Hugo, nel centro di Oran, prima di diffondersi in altre parti della città, tra cui il famoso quartiere El Hamri. Per evitare possibili danni, sia gli uffici amministrativi che i commercianti della zona hanno abbassato le saracinesche per timore di vandalismi.
La sede della CNEP situata nel quartiere Petit Lac è stata attaccata e saccheggiata dai manifestanti.
In diversi quartieri della città il traffico è stato bloccato dai manifestanti, che hanno bruciato copertoni e lanciato proiettili contro la polizia, dispiegata in massa. I manifestanti erano ancora riuniti in prima serata in un clima teso faccia a faccia con la polizia.

oran_2Spari ad Algeri, fiamme ad Oran
Secondo le nostre informazioni i disordini hanno conquistato la capitale, Algeri, il mercoledì sera.
Violenti scontri sono avvenuti nel quartiere popolare di Bab El Oued dove giovani manifestanti hanno attaccato la stazione di polizia del 5 ° arrondissement. Gli scontri si sono diffusi in centro dove alle 19.30 dei colpi di pistola sono sentiti dalla gente.
Oran, la seconda città del paese, è a ferro e fuoco, le rivolte si sono diffuse in tutti i quartieri della città. Tumulti sono scoppiati oggi in molte città dell’Algeria. Dopo Djelfa, Boumerdes, Annaba, Tipaza, Staoueli, Fuka, ora ad Oran.
Nella serata di mercoledì 5 gennaio 2011 sono scoppiate rivolte anche a Cheraga, nella periferia di Algeri, dove dei giovani hanno cercato di attaccare il quartier generale della gendarmeria. Secondo persistenti informazioni gli algerini manifesteranno questo giovedì per le strade di Algeri per protestare contro l’impennata dei prezzi!

 

scontri a OranLe Soir d'Algérie, 6 gennaio

La protesta arriva ad Oran

"Caro vita, abitazioni fatiscenti, disoccupazione, droga ed emarginazione", queste erano le grida di rabbia di diverse decine di persone in molti quartieri della città di Oran, scese ieri in piazza in maniera spontanea per gridare il loro sgomento di fronte all’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari di largo consumo.

Questi aumenti improvvisi e ingiustificati dei prezzi dei prodotti alimentari di base hanno creato un grande squilibrio nei bilanci delle famiglie algerine. Pensando all'inizio che si trattasse di un picco temporaneo, la gente ha rapidamente compreso che poteva durare a lungo. La mattina del 5 gennaio la tensione era palpabile in tutta Oran. L'aumento dei prezzi si è aggiunto alla crisi che colpisce molti settori. Nel quartiere Victor Hugo, comunemente chiamato Tirigou, numerose persone si sono riunite per manifestare la loro rabbia, bruciando copertoni e lanciando pietre sotto gli occhi di polizia e squadre antisommossa.

Sul posto è stato impossibile avvicinarsi alla rotonda da cui la polizia pattugliava la zona per evitare la fuoriuscita dalle periferie, soprattutto quando gli studenti delle scuole superiori si sono uniti al movimento di protesta. Avvicinati, i giovani ci dicono: "Sì, anche noi siamo coinvolti. Non si tratta solo dell’alto prezzo dei prodotti alimentari, la nostra vita non cambia. Non esiste alcun intrattenimento per i giovani, ad eccezione dei cybercaffè e di qualche parcogiochi che noi stessi improvvisiamo, come potete pretendere che non ci droghiamo?”. Un padre  di famiglia ci chiama: “Ho sentito dire che un tizio del Ministero delle Finanze ha previsto un rincaro per l'intero anno [...] queste persone che ci governano pensano a noi cittadini comuni? Come faremo con un salario che non cresce?». Molte manifestazioni di rabbia e di insofferenza, avvenute in diversi altri quartieri, a El-Hamri, Les Planteurs, Ras El Ain, dove la rivolta era già scoppiata lunedì, prima di essere rapidamente placata dalle forze di polizia, o ancora a nel quartiere Taureau, Choupôt e molti altri, dove si sente parlare di una vita difficile a cui si aggiunge il rialzo dei prezzi dei prodotti di prima necessità.

Mentre cercavamo di raggiungere il centro, siamo stati sorpresi da un'ondata di panico [...]: le persone correvano in ogni direzione, i commercianti si affrettavano a chiudere i loro negozi e le automobili marciavano in retromarcia. Il motivo: si parlava dell’inizio di una rivolta diretta al centro della città di Oran. Tentando di aprirci un varco passando per il lungomare, abbiamo rapidamente fatto marcia indietro per sfuggire ai lanci di pietre, scagliati da alcuni giovani che hanno preso di mira la sede della Daira [...].

Una volta in centro, si sono diffuse le notizie sulle ragioni di questa rivolta giustificata e approvata da molti cittadini. "Le droghe stanno invadendo il nostro quartiere, si parla addirittura della cocaina! Gli sgomberi di cittadini dalle loro case cadenti senza rialloggiamento, la disoccupazione, le raccomandazioni, la corruzione ... Come non manifestare, quando oltre a tutto questo salgono i prezzi dei beni essenziali? ". Oltre ad un clima pesante, nessun segno di disordini è stato notato nel centro della città, ma alle 16, una discreta presenza della polizia si è dislocata in presidi strategici.

 

scontri a Oran, AlgeriaL'Expression, 6 gennaio

Oran: molti quartieri in preda alla protesta
L'aumento dei prezzi, l’hogra [l'atteggiamento di disprezzo delle autorità nei confronti della popolazione], le barriere burocratiche, la disoccupazione e la carenza di alloggi sono stati molti dei problemi denunciati dai dimostranti.
Diversi quartieri della città di Oran hanno vissuto, ieri, un pomeriggio frenetico. Tutto è cominciato nel quartiere popolare di Ibn Sina (ex-Victor Hugo). Giovani e meno giovani, senza preavviso, sono usciti in strada. Nella loro azione, i giovani scatenati hanno costruito barricate nella strada che conduce al loro quartiere e bruciato su diverse strade numerosi copertoni. Supportati dagli studenti della scuola secondaria, giunti in rinforzo dopo l’uscita dalle scuole, la folla ha cominciato a gonfiarsi. Le squadre antisommossa sono intervenute e hanno cercato di disperdere i manifestanti, che hanno lanciato sassi contro la polizia accorsa in forze. L’hogra, le barriere burocratiche, i disordini sociali, il malessere sociale, la malavita, l'alto costo della vita, l’aumento dei prezzi, la disoccupazione e la mancanza di alloggi sono stati sono stati tutti i problemi denunciati dai manifestanti. La folla si gonfiava a vista d’occhio. La polizia ha disperso i manifestanti. Lo stesso scenario si è verificato nel quartiere di El Hamri e Dhaya (ex-Petit Lac). Al Taureau, vicino a Eckmühl e nel quartiere di Choupot, alcune decine di giovani si sono riunite intorno a un unico argomento di discussione: ciò che realmente accade in El Hamri e Ibn Sina.

Al momento di andare in stampa, la situazione resta tesa, mentre un forte panico ha attanagliato la regione di Oran, molti commercianti del centro hanno ceduto all’inquietudine abbassando le saracinesche, e gli autisti hanno abbandonato la città. Perché lo fanno? E' chiaro che i commercianti del centro, in particolare quelli di via Larbi-Ben M'hidi e quelli di via Khemisti, ricordano bene le conseguenze del furore giovanile che ha accompagnato la retrocessione del MCO nel 2008. Allora decine di negozi furono saccheggiati e vandalizzati. [...]
Una bomba ad orologeria covava nei giorni scorsi nel distretto di Oran. Infatti, gli abitanti del grande quartiere di Ras el Ain sono usciti in strada il lunedi notte. Durante la manifestazione i dimostranti hanno costruito barricate sulla strada di collegamento tra Sidi El Houari e la rotatoria Habib-Bouakeul [...]. Come motivo i manifestanti di Ras El Ain hanno denunciato la demolizione, giudicata arbitraria, di quasi una ventina di bidonville. In precedenza, decine di capi di famiglie, giovani e meno giovani, si erano riuniti davanti all'ingresso principale della daira di Bethioua denunciando l'elenco dei 110 beneficiari di alloggi sociali.
Sempre nella stessa giornata, gli autisti e i bigliettai dell’azienda pubblica dei trasporti di Oran hanno scioperato per rivendicare l’aumento dei salari e il pagamento dei premi di rendimento.

 

El Watan, 6 gennaio.

Panico e protesta nel centro di Oran
Un ondata di panico si è impadronica ieri pomeriggio del centro di Oranin seguito alla diffusione della notizia che una folla rivoltosa proveniente dalla periferia stava per invadere questa parte della città in cui si concentra la maggior parte del traffico.
Gli incidenti sono stati segnalati in El Hamri (pneumatici bruciati) e Petit Lac (con una strada bloccata da rami e pneumatici in fiamme), ma sono stati le voci ad amplificare il fenomeno, creando una grande paura tra gli automobilisti che hanno, di conseguenza, aumentato traffico già intenso nella normalità. Nel giro di pochi minuti, le auto erano quasi sparite dal centro. I commercianti, per la maggiorparte, avevano chiuso le serrande. Altri hanno continuato a lavorare a porte chiuse o a metà, in attesa del minimo rumore. Gli studenti sono usciti prima del previsto e alcuni si sono uniti ai residenti locali che si erano raccolti sui marciapiedi e nei luoghi pubblici. Una grande tensione ha regnato nel quartiere di Saint Pierre, nel cuore della città, che durante i moti legati alla retrocessione della squadra di calcio del MCO ha registrato scontri significativi con la polizia. Alle 18 i curiosi erano meno numerosi, ma la tensione persisteva. 


Giovani in piazza contro il carovita
Ieri, intorno le 15.30, alcuni giovani di El Hamri sono usciti in strada. Hanno imboccato il Boulevard des Martyrs, noto anche come Boulevard "de la faïence". Il fumo dei copertoni in fiamme in mezzo alla strada visibile da centinaia di metri ogni ha scoraggiato gli automobilisti a proseguire.
I giovani gridavano la loro insofferenza verso una vita ritenuta intollerabile e che va di male in peggio. "Ci sono disoccupati, mal alloggiati e ora si aggiunge pure il carovita", denunciavano i protestanti. Altri gridavano "fermare l'alto costo della vita." Un cittadino ci ha detto: "I prezzi dei prodotti alimentari di base si impennano e si parla di una carenza di farina. Fra qualche giorno non troveremo nennemo il pane”.
Secondo le nostre fonti, la prima scintilla della protesta era partita il giorno prima dal quartiere di Planteurs. Infatti, nella serata di martedì gli abitanti del quartiere sono scesi in piazza per protestare contro il carovita e le loro condizioni di alloggio. Per quanto riguarda gli eventi di ieri, essi sono cominciati, dicono, nel quartiere di Bastille dove la polizia, secondo alcune fonti, è intervenuta per disperdere i manifestanti. In altre parti della città, la polizia ha isolato il perimetro occupato dai manifestanti e non ha risposto alle provocazione. Secondo i servizi di sicurezza "la situazione è stata messa sotto controllo, la calma è tornata nel tardo pomeriggio in tutte le zone della città e nessun arresto è stato registrato". 

 

Le Temps d’Algérie, 5 gennaio

Oran: i giovani del quartiere Victor Hugo e La Bastille scendono in strada
Le proteste sono iniziate la sera prima nel quartiere di Ras el Ain, e il movimento che si credeva un semplice gazzarra di bambini si è diffusa rapidamente in altre parti della città di Oran, che ricorda ancora le rivolte del 2008 seguite alla retrocessione della MCO in seconda divisione.
Ieri, un centinaio di giovani ha investito nel primo pomeriggio le strade del quartiere popolare Tirigo (Victor Hugo) per protestare contro il recento rialzo dei prezzi di alcuni prodotti di largo consumo. La contestazione si è diffusa nel quartiere situato sulle colline sopra la città e una forte tensione era palpabile, soprattutto tra i commercianti che hanno, sin dai primi movimenti della folla, abbassato le saracinesche .
I giovani che abbiamo intervistato sul posto ci hanno detto che il movimento di protesta, motivato dai recenti aumenti dei prezzi di alcuni prodotti di largo consumo (olio, zucchero, caffè e latte), si sarebbe allargato ad altre parti della città. Blocchi di pietre e copertoni bruciati sono stati accatastati lungo il viale che conduce al parco dei divertimenti.
[...] Verso le 17, i negozi del centro hanno cominciato a loro volta ad abbassare le saracinesche. La voce di una rivolta generalizzata stava prendendo piede, facendo temere il peggio per i genitori che si prodigavano per invitare i loro figli a rientrare a casa.
Inoltre, alcune scuole del centro hanno fatto uscire i bambini prima delle 17 per permettere loro di tornare a casa. Al Victor Hugo, un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa è stato impiegato per sgombrare la strada e consentire agli automobilisti di circolare liberamente.. Le zone intorno ai quartieri di La Bastille e Victor Hugo sono state chiuse dalle forze dell’ordine, che hanno deviato il traffico. [...]
Il giorno prima, gli abitanti di Douar Menatsia, non lontano da El Hassi, avevano protestato per le loro condizioni di vita ritenute degradanti. L’agitazione, che si è conclusa pacificamente, è stata seguita da una rivolta a Ras El Ain, in segno di protesta contro l’alto costo della vita. Ieri tutta la città di Oran ha vissuto al ritmo delle notizie che si rincorrevano, con i commercianti che abbassavano le saracinesche di tutta fretta e i passanti che affrettavano il passo per raggiungere le loro case.
La tensione in alcuni quartieri è stata molto forte e tutto lasciava presagire che la situazione poteva aggravarsi fino a coinvolgere l’intera città. I giovani che abbiamo incontrato a Tirigo non potevano darci alcuna indicazione sui gruppi che stanno dietro questo movimento. "[...] Le persone sono stanche di pagare ogni volta di più per i prodotti di prima necessità"raccontano, sottolineando che la diffusione delle notizie è avvenuta attraverso SMS e Facebook. Ieri, una fonte della sicurezza di distretto ci ha detto che alle 18.00 i loro servizi non avevano effettuato alcun arresto.
La città, che aveva vissuto pesantemente la retrocessione del Mouloudia in seconda divisione, nel 2008, credeva, ricordandone le “ferite”, di aver voltato pagina sulle manifestazioni di piazza. Ma si è svegliata ieri con la paura di rivedere, un'altra volta, il proprio cielo pieno di fumo e di gas lacrimogeno. [...]

 

Le Soir d'Algérie, 6 gennaio

I portuali arrabbiati: il porto di Algeri paralizzato per il secondo giorno
Per la seconda giornata consecutiva, le attività del porto di Algeri sono state blolccate. L’intervento dei rappresentanti dei lavoratori non ha portato a nulla di nuovo, dal momento che i lavoratori portuali hanno deciso di ingaggiare un braccio di ferro con il datore di lavoro senza far riferimento alla loro rappresentanza sindacale, che sembra non riesca più a controllare la situazione.
Il numero dei lavoratori in sciopero nel porto di Algeri è aumentato, secondo alcuni lavoratori intervistati ieri nelle vicinanze della società portuale di Algeria. Il primo giorno, martedì scorso, erano un centinaio i portuali in sciopero ad oltranza. In questa seconda giornata, il sindacato di categoria sembra non controllare più la situazione.. Infatti, gli scioperanti hanno rifiutato di dar seguito all’appello lanciato dalla loro rappresentanza sindacale per sospendere lo sciopero.
Alla radice di questo braccio di ferro sostenuto dai lavoratori del porto di Algeri, ci sono le nuove misure di compensazione per le ore straordinarie e l’organizzazione dei turni, decisi dal datore di lavoro. Il testo prevede che "la maggiorazione delle ore di straordinario notturne venga calcolata senza accumulo col riposo compensativo" e che coloro che lavorano due notti di seguito "beneficino del pagamento in ore straordinarie maggiorate al 100% per il primo turno con l’aggiunta di un riposo compensativo per la seconda notte di turno". Le ore di lavoro straordinario effettuate il venerdì e nei giorni festivi saranno ancora pagate al 100% e compensate con un giorno di riposo, in conformità alla legge sui rapporti di lavoro individuali, come ha sostenuto, da parte sua, la direzione generale dell’azienda portuale di Algeri (Epal). Per quest’ ultima, "è inconcepibile che i lavoratori portuali siano scesi in sciopero, chiedendo di essere pagati ed esigendo un recupero su tutte le ore di straordinarie, anche quelle effettuate il venerdì o nei giorni festivi". Questo, sostiene, è contro la legge.
Inoltre, i portuali in sciopero contestato la composizione delle squadre di movimentazione bloccate congiuntamente col sindacato locale per tutte le categorie di merci. L'accordo firmato nel luglio 2010 prevede anche la riduzione del numero di squadre di movimentazione al fine di conformarsi alle norme di lavoro e di rendimento. E ' stato dopo questo, inoltre, che il sindacato di impresa del porto di Algeri ha mostrato la sua opposizione all"azione unilaterale" intrapresa dai lavoratori. Per i funzionari sindacali del Porto di Algeria, "si tratta di uno sciopero isolato e inspiegabile”.
Per ricapitolare, il porto di Algeri, attraverso la parte gestita da questa società, impiega quasi 1.100 lavoratori, di cui 500 a contratto indeterminato, 160 a termine e 336 giornalieri. Qualche anno fa, impiegava circa 3.000 lavoratori e gestiva quasi il 40% del traffico marittimo nazionale.

 

ragazzini a barakiEl-Watan, 5 gennaio

Ragazzini di 12 anni protestano in strada e bloccano la strada per Baraki!
In Algeria, la protesta non ha età! A Baraki, nella banlieue di Algeri, ragazzini di appena 12 anni hanno abbandonato i banchi di scuola per scendere in strada e urlare la loro rabbia davanti a poliziotti sbalorditi.
E' stata una scena che ha stupefatto tutta la popolazione di Baraki, un comune diseredato situato nella periferia a est della capitale. Martedì mattina, più di duecento scolari della scuola primaria si sono allineati come a formare un battaglione per sbarrare la strada che porta a Larbaa, una città situata a 25 km a sud di Algeri. Dalle loro voci angeliche emergono parole ribelli attraverso le quali questi bambini hanno espresso chiaro e forte l'intollerabilità della loro vita precaria.
Protestando contro le condizioni indicibili in cui frequentano le scuole ogni giorno, questi ragazzini non sono stati minimamente impressionati per l'arrivo della polizia e della gendarmeria nazionale. Al contrario, non si sono mossi di un millimetro dalla strada e la loro determinazione a proseguire la protesta è ulteriormente aumentata.
Storditi dal coraggio e dalla determinazione di questi ragazzi, la polizia e la gendarmeria si sono limitate ad osservare questo mini assembramento popolare fino all'arrivo dei genitori degli studenti contestatori. Senza riscaldamento, con i muri cadenti, le classi sporche e sinistre, gli scolari, fra cui alcuni di 10 anni, volevano boicottare le lezioni fino a quando le loro condizioni di istruzione non fossero migliorate nel loro edificio.
Questo, per inciso, porta il nome tanto eloquente di “13 hectares”! Non avendo i requisiti minimi per essere qualificato come una scuola, l'edificio “13 hectares” non ha ne' acqua potabile, ne' una mensa scolastica e tantomeno dei servizi igienici. Parcheggiati in questo vivaio, i ragazzini non vogliono più essere trattati come delle bestie.
“Questa scuola è una baraccopoli. Rischiamo di ammalarci ogni mattina che ci andiamo. E quando piove, tutta la scuola è allagata. Non vogliamo più studiare in mezzo al fango”, hanno urlato i bambini la cui rabbia è paragonabile a quella dei loro genitori.
Dal loro canto, le autorità pubbliche si sono, ancora una volta, distinte per la loro assenza, per non dire per il loro menefreghismo. Ma poco importa, i ragazzini di Baraki sono riusciti a dimostrare che l'indignazione è la prima forza dei cittadini.

 


scontri a Bab El OuedTout sur l’Algérie, 5 gennaio

Violente rivolte a Bab El Oued
La polizia risponde con tiri di “balles a blanc”

Le rivolte sono scoppiate mercoledì 5 gennaio in prima serata nel quartiere di Bab El Oued ad Algeri, ci hanno dichiarato alcuni testimoni sul luogo. I manifestanti del quartiere Trois Horloges e altri dei dintorni, armati di sbarre di ferro, hanno bruciato copertoni per protestare contro il carovita […].
I negozi sono stati saccheggiati e le automobili incendiate. Diversi gruppi hanno tentato di dirigersi alla volta del Commissariato della 5ta, situato non lontano dal Trois Horologes, ma la polizia ha risposto con tiri di “balles à blanc”, ha dichiarato una fonte della sicurezza. Nessun bilancio era disponibile alle 20, ma molti manifestanti e poliziotti sono stati feriti, sempre secondo la stessa fonte.
Al momento di andare in stampa, la polizia attende rinforzi per contenere la rabbia dei manifestanti. Il quartiere è stato bloccato dalle forze dell'ordine. All'inizio della mattinata sono circolate voci in tutto il quartiere di Bab El Oued sull'imminenza di una protesta contro i commercianti. Gli abitanti hanno anche diffuso notizie sullo stato delle rivolte a Tipaza e Kolea per le stesse ragioni.

[tratto da http://juralibertaire.over-blog.com]

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