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Egitto: i sindacati di operai e impiegati si uniscono alla sommossa popolare

scioperi_Egitto10 Febbraio 2011

In Egitto si sta assistendo ad agitazioni senza precedenti di impiegati e operai in concomitanza con la rivolta popolare che ha travolto il paese dal 25 gennaio.

Si dice che queste proteste siano collegate alla più ampia rivolta contro il regime di Hosni Mubarak, che si è concentrata a piazza Tahrir al Cairo.

Le proteste si sono allargate a tutto il paese quando i sostenitori della rivolta hanno evidenziato l'importanza di diffonderla oltre i limiti territoriali della piazza.

Un'altra faccia delle proteste si è vista martedì con la protesta dei media nazionali. Ad un chilometro  da piazza Tahrir, circa 500 impiegati hanno protestato davanti alla sede del "Rose al Youssef" (quotidiani e riviste) di proprietà dello stato.  I manifestanti hanno denunciato le politiche operative ed editoriali del capo-redattore Abdallah Kamal e del direttore amministrativo Karam Gaber, entrambi a favore del regime e contro la diffusione di informazioni sulle sommosse .

Un'altra protesta, che ha coinvolto circa 200 giornalisti, si è svolta all'esterno dell'Unione dei giornalisti nel centro del Cairo, dove i manifestanti hanno chiesto il ritiro del presidente Makram Mohamed Ahmed, membro del Partito Nazionale Democratico e fervente sostenitore di Mubarak.

Contemporaneamente presso la sede del giornale statale "Al-Ahram",  il quotidiano più diffuso in Egitto, circa 500 dipendenti delle tipografie hanno manifestato chiedendo contratti a tempo indeterminato, indennità e premi. Hanno continuato la loro protesta anche mercoledì.

Le proteste dei lavoratori si sono diffuse anche nel resto del paese. Si stima che circa 5000 dipendenti del gigante statale delle telecomunicazioni Telecom Egypt abbiano protestato in tre diverse zone della città – Smart Village, piazza Ramses e piazza dell'Opera. Shady Malek, un ingegnere della compagnia, ha detto: "Oggi protestiamo per l'istituzione di salari minimi e massimi adeguati per gli amministratori e gli impiegati della nostra azienda".

Dopo aver concluso la sua protesta a piazza Ramses, Malek si è diretto a piazza Tahrir per unirsi al raduno di massa. "La corruzione è parte integrante della gestione della nostra azienda" ha aggiunto. "Non abbiamo sollevato alcuna rivendicazione politica nel nostro posto di lavoro, ma la sollevazione popolare ha aiutato molti lavoratori a superare le paure".

"Inoltre i dipendenti della Telecom Egypt hanno deciso di protestare in seguito all'annuncio [del nuovo primo ministro] di incrementare del 15 per cento i salari perché, allo stesso tempo, la nostra amministrazione ha disposto che premi ed incentivi venissero tagliati. Questo è ciò che ci ha fatto arrabbiare di più", ha aggiunto.

Nel frattempo, martedì oltre 6000 manifestanti, dipendenti della SCA (Autorità del canale di Suez), hanno organizzato un sit-in nelle città di Port Said, Ismalia e Suez, chiedendo adeguamenti salariali. Le entrate provenienti dal Canale di Suez sono considerate una delle principali fonti di reddito del paese.

Oltre agli impiegati, anche gli operai hanno  partecipato alle proteste di oggi. Oltre 100 lavoratori dell'azienda pubblica Kafr al-Dawwar Silk Company e oltre 500 della società statale Kafr al-Dawwar Textile hanno manifestato, prima e dopo i loro turni di lavoro, chiedendo i premi arretrati ed i pagamenti dei buoni alimentari.

Ad Helwan – sede di diverse industrie egiziane - oltre 4000 lavoratori della società Coke Coal and Basic Chemicals (carbone e prodotti chimici) oggi hanno annunciato uno sciopero, a quanto dicono fonti sindacali ed associazioni.

I manifestanti chiedono salari più alti, contratti a tempo indeterminato per i lavoratori temporanei, il pagamento dei premi di esportazione e la fine della corruzione. Hanno anche espresso la loro solidarietà a coloro che protestano nel centro del Cairo.

Circa 2000 lavoratori della fabbrica di seta di Helwan hanno protestato presso la sede della società per richiedere la rimozione del consiglio di amministrazione.

Nella mattinata di martedì a Mahalla, città nel delta del Nilo, circa 1500 lavoratori del settore privato della società Abul Sebae Textile hanno protestato, richiedendo gli stipendi e i premi arretrati. Gli stessi lavoratori hanno detto di aver bloccato un'autostrada. Mentre nella città di Quesna, nei pressi del delta del Nilo, circa 2000 operai ed impiegati della compagnia farmaceutica Sigma hanno scioperato martedì mattina, continuando mercoledì. I lavoratori del settore farmaceutico chiedono adeguamenti salariali, promozioni, ed il ritiro di un certo numero di amministratori della loro azienda.

Ancha a Mahalla, Gharbija, centinaia di lavoratori di un’azienda di filatura hanno organizzato un sit-in illimitato di fronte agli uffici dell'amministrazione per chiedere le promozioni arretrate.

I lavoratori hanno detto che tutti i dipendenti dell'azienda si sono uniti alla protesta al termine dei loro turni per chiedere la revoca del consiglio di amministrazione, poiché da quando è entrato in carica la società ha subito pesanti perdite nonostante lo Stato ne abbia saldato i debiti.

Più di 1500 lavoratori presso l'ospedale Kafr al Zayyat, sempre a Gharbiya, hanno organizzato un sit-in all'interno del loro ospedale per richiedere il pagamento dei premi arretrati. Il personale infermieristico ha cominciato il sit-in a cui si sono aggiunti i medici ed il resto dei lavoratori dell'ospedale.

Nella giornata di martedì circa 350 lavoratori della società Egyptian Cement – il cui stabilimento è situato lungo l'autostrada Qattamiya-Ain al Sokhna – hanno protestato fuori dalla fabbrica e dalla sede della propria azienda a Qattamiya.

Secondo Ibrahim Abdel Latif, chiedevano la creazione di un comitato sindacale di fabbrica, un diritto che l'amministrazione della società ha negato. "Sono stato licenziato dalla società un anno fa mentre prestavo servizio in qualità di presidente del comitato amministrativo dei lavoratori. Tutti 1200 lavoratori nella fabbrica hanno chiesto l'istituzione di un comitato sindacale e la mia reintegrazione. Non tutti i lavoratori si sono potuti unire alle proteste a causa dei turni di lavoro diurni".

A Suez più di 400 lavoratori della società Misr National hanno iniziato uno sciopero per chiedere l'aumento dei salari, aggiungendo che non hanno ricevuto nessun premio per anni e che il salario medio nella fabbrica non supera le 600 lire egiziane.

[tratto da http://libcom.org]

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