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Egitto: continuano gli scioperi nonostante le minacce dei militari

sciopero_mahalla21 Febbraio 2011

Nonostante le minacce da parte del nuovo governo militare egiziano di non tollerare ulteriormente l'ondata di scioperi che ha travolto il paese, 15.000 lavoratori della Misr Spinning and Weaving (filatura e tessitura) a Al-Mahalla al-Kubra stanno continuando lo sciopero e i sit-in.

Lo sciopero, cominciato a sostegno delle proteste che hanno cacciato l'ex presidente Hosni Mubarak, era stato temporaneamente sospeso dopo  le sue dimissioni. Tuttavia, è ripreso tre giorni dopo con richieste di aumenti salariali e delle dimissioni di Fouad Abdel Alim, il capo azienda accusato di corruzione e cattiva gestione della società insieme a tre altri dirigenti. La fabbrica è la più grande d'Egitto.

In Egitto il salario minimo è stato aumentato lo scorso anno per decisione del tribunale da 400 LE ($ 68) a 1200 LE ($ 204), ma non è mai stato implementato in tutto il paese. L'attuazione di questo salario minimo insieme all'aumento del bonus mensile fino al 300% è una richiesta centrale. I lavoratori chiedono anche la creazione di un sindacato indipendente, la reintegrazione di tutti i leader sindacali licenziati, il diritto all'assistenza e la possibilità di assunzione per i figli dei lavoratori.

Allo stesso modo, 6.000 lavoratori alla Damietta Spinning and Weaving sono scesi in sciopero chiedendo le dimissioni del Consiglio di amministrazione.

[tratto da http://libcom.org]

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