chicago86

Nell'Egitto post-rivoluzione

Egypt-port-workers14 Aprile 2011

Mentre il rimpasto dei leader politici continua, i lavoratori egiziani stanno ancora cercando di portare avanti la loro agenda.

Lavoratori tessili

Il 7 aprile scorso i lavoratori di Shebin El-Kom Compagnia Tessile in Menoufiya, a nord del Cairo, hanno ripreso lo sciopero dopo averlo sospeso per due giorni in seguito agli accordi tra lavoratori e direzione aziendale.

"Abbiamo la prova che l'accordo non verrà rispettato" afferma Alì Mohamed, uno degli operai della fabbrica. "Una delle nostre principali richieste era che i lavoratori licenziati riprendessero il loro lavoro, o almeno una posizione equivalente, e questo non è accaduto".

I lavoratori accusano l'azienda di provare a far pressione sui lavoratori licenziati, costringendoli a firmare lettere di dimissioni, dicendo che questo garantirà ai loro colleghi di ritornare al loro lavoro.

La dirigenza ha chiamato le forze armate non appena i lavoratori tentavano di riprendere il loro sit-in. "L'esercito è in fabbrica in questo momento, ma sono neutrali fino a questo momento", ha affermato Mohamed, confutando le notizie circolate sul web circa un attacco da parte dell'esercito, con spari di proiettili in aria e minacce di arresto per i lavoratori in sciopero.

I lavoratori della compagnia tessile Shebin El-Kom hanno portato avanti il sit-in per 35 giorni per protestare contro il tentativo della dirigenza indonesiana di eliminare la forza-lavoro e smantellare le fabbriche al fine di riutilizzare i 152 ettari di terra su cui sorge la fabbrica. I lavoratori dicono che il loro sit-in non finirà finchè le loro richieste non saranno soddisfatte.

Energia

Nel frattempo, lunedì 11 aprile, gli impiegati di 14 stazioni centrali hanno cominciato una serie di scioperi per promuovere la rimozione dei funzionari ministeriali coinvolti in casi di corruzione.

Il portavoce del ministero dell'energia Aktham Abul Ela ha negato che qualsiasi sciopero fosse in corso, sottolineando di aver comunicato con un certo numero di funzionari della società i quali  assicuravano che "le cose andavano bene".

In una dichiarazione ottenuta da Al-Masry Al Youm (quotidiano egiziano, ndt), gli impiegati dicono che la maggior parte dei ministeri sono stati testimoni di cambiamenti su vasta scala dopo la rivoluzione del 25 gennaio, mentre ciò non è accaduto nel loro ministero.

Gli operai hanno affermato di aver presentato un memorandum al consiglio supremo delle Forze Armate e al Governo chiedendo il licenziamento di alcune figure di alto livello nel settore energetico, che, secondo loro, hanno mantenuto il loro posto per lungo tempo, senza dare un contributo al settore.

La dichiarazione ha sottolineato che il settore dell'energia elettrica non è stato colpito durante la rivoluzione del 25 gennaio solo perchè i lavoratori di questo settore sono consapevoli del loro importante ruolo nazionale. La dichiariazione continua dicendo che una protesta simile verrebbe organizzata per il mercoledì successivo.

Lavoratori del Canale di Suez

Martedì 12 aprile, il Dr. Essam Sharaf, primo ministro egiziano, ha dato ordini al capo dell'Autorità del Canale di Suez, l'ammiraglio Ahmed Fadel, di mettere fine alla crisi e alle conseguenti proteste dei lavoratori di sette compagnie affiliate all'autorità del Canale.

"Siamo stati informati dell'ordine del primo ministro, in risposta alle migliaia di lavoratori", ha detto Nasser Othman, il segretario del Workers Union fund of the Suez Maritime Arsenal Company. Ha aggiunto che lui e i lavoratori hanno presentato un reclamo ufficiale contro il rifiuto espresso dal presidente del consiglio della Compagnia di accogliere le richieste dei lavoratori in lotta.

I lavoratori hanno iniziato la protesta il 3 aprile. Quando le loro richieste non sono state accolte, la protesta è velocemente sfociata in uno sciopero. La maggior parte dei lavoratori stanno scioperando all'interno delle rispettive sedi centrali.

Azioni di altri lavoratori

Alcuni dei 350 distributori di bombole di gas nel governatorato di Daqahlia hanno organizzato delle dimostrazioni davanti al Ministero della Solidarietà Sociale nella città di Talkha, in protesta contro la riduzione da parte del ministero del numero di bombole ricevute.

Al Cairo, anche 200 impiegati dell'ufficio delle entrate hanno inscenato una protesta, richiedendo salari e bonus in linea con la loro specializzazione.

Altre 45 persone hanno dimostrato di fronte all'ufficio del Ministero di Giustizia, richiedendo l'applicazione delle sentenze precedenti in cui si ordinava la loro assunzione al ministero.

Ad Alexandria, 30 insegnanti precari hanno protestato di fronte il Ministero dell'Istruzione. Hanno richiesto un contratto permanente.

A Gharbiya, 1200 lavoratori della Financial and Industrial Company, hanno protestato per salari migliori e incentivi, e 350 lavoratori della Chipsy Company a Monufiya hanno protestato per lo stesso motivo.

A Beheira, 100 studenti dell'istituto per infermieri hanno protestato per contro l'impedimento ad iscriversi al sindacato, che avrebbe effetti sulla possibilità di trovare un lavoro.

Ad Ismailia, abitanti del villaggio di Mahsama hanno protestato contro la decisione del consiglio locale di chiudere un panificio che serviva 1500 residenti del villaggio.

Alcuni lavoratori della Spinning and Waeving Factory ad Assiut hanno rifiutato di consegnare la fabbrica al nuovo acquirente, un conglomerato di banche private che ha ottneuto il permesso di fare l'acquisto dal Primo Ministro Ahmed Nazif.

[tratto da http://libcom.org]

Share |
e-max.it: your social media marketing partner
You are here: Lotte in corso Africa Egitto Nell'Egitto post-rivoluzione

News lotte in corso

News dal ventre della balena

News feedback