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Tunisia

Lotte e scioperi in Tunisia

Da mesi in Tunisia, soprattutto nel sud del Paese, si susseguono grandi manifestazioni.

Nei giorni scorsi i disoccupati sono scesi in strada, bloccando le principali vie di comunicazione verso i siti petroliferi e le sedi delle compagnie straniere (tra cui l'italiana Eni), mentre gli operai hanno scioperato fermando la produzione. Di qui la reazione "dura" del governo che ha inviato alcuni reparti dell'esercito per sedare la protesta.

Nella città di Tataouine i manifestanti, allontanati con l'uso di lacrimogeni dalle zone degli impianti, hanno organizzato blocchi stradali e barricate di copertoni in fiamme; e in seguito all'uccisione del ventenne Mustapha Sekrafi, avvenuta a El Kamour il 22 maggio durante pesanti scontri con le forze di sicurezza che hanno causato diversi feriti, è stato incendiato il distretto della Guardia nazionale e una stazione di polizia.

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Polveriera Tunisia: esplode la rivolta del Kasserine, morto un poliziotto

Le proteste nate nella regione del Kasserine per rivendicare lavoro e dignità dei giovani laureati e diplomati si sta espandendo anche in altre aree del Paese.

Libertà, dignità, lavoro: sono queste le parole urlate dai manifestanti della regione tunisina del Kasserine, una delle più povere del paese. Sono però parole che si stanno diffondendo in tutta la Tunisia, in una protesta che si allarga a macchia d'olio.

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La rivolta dei minatori scuote la Tunisia

Il commissariato in fiamme, il tribunale e la sede del maggiore partito presi d’assalto, la polizia non riesce ad arginare la protesta a Metlaoui.

Il commissariato in fiamme, il tribunale e la sede del maggiore partito presi d’assalto e la polizia incapace di arginare i manifestanti: a Metlaoui, nella Tunisia centrale, i minatori in rivolta stanno mettendo a dura prova la capacità del governo di mantenere l’ordine.

Gafsa è una regione a circa 350 km a Sud di Tunisi dove sono le miniere di fosfato a garantire le entrate di maggior parte dei residenti e quando il governo ha adottato delle decisioni che indeboliscono questo settore si è innescato un domino di insoddisfazione e proteste che ha portato alla violenza di strada.

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Tunisia. Aumentano gli scioperi

aumentano gli scioperi in Tunisia1 Aprile 2011

Sta cambiando decisamente l'aria in Tunisia. Dopo la rivolta i lavoratori chiedono maggiori diritti e maggiori salari. Scioperi e agitazioni in moltissime aziende. I padroni tunisini ed europei cominciano seriamente a preoccuparsi per la "fine della festa".

In Tunisia, l'onda lunga della rivolta che ha cacciato via Ben Alì, sta dando il via ad una stagione di proteste sociali e rivendicazioni sindacali, soprattutto sul piano salariale, ma non solo. Riferisce l'Ansa, che le cronache quotidiane tunisine si stanno quasi trasformando in un bollettino di scioperi. Alcune aziende - come la Poulina, colosso dell'agroalimentare tunisino - hanno scelto una soluzione mediata, accogliendo in parte le richieste salariali e d'orario dei lavoratori, ma opponendosi con decisione al tentativo delle frange più avanzate del sindacato che chiedevano anche le teste di qualche dirigente.

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Non si ferma la strage in Tunisia

10 gennaio 2011

Tunisia: dittatore Ben Ali non ferma la strage

Radio Kalima parla di 50 uccisi dalla polizia, le autorità ammettono «solo» 14 morti. Quello che è certo che il leader tunisino amico dell’Italia e dell’Occidente vuole spegnere ad ogni costo la rivolta del pane e lavoro.

E’ un bagno di sangue in Tunisia. Le notizie drammatiche giunte ieri di decine di morti nelle regioni centrali del Paese trovano oggi altre conferme. Durante gli scontri nelle strade avvenuti tra sabato e domenica sarebbero morti 50 manifestanti, stando al sito online della radio tunisina "Kalima". Il regime ne ammette solo 14 mentre il giornalista d’opposizione e blogger, Zied el-Heni, scrive che solo nelle ultime 24 ore  i morti sono stati almeno 28: 17 a Kasserine, 3 a Rgeb e 8 a Thala, due dei quali domenica mentre partecipavano ai funerali di alcune vittime. Fra i morti di Rgeb, aggiunge, anche una bambina.

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