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Polveriera Tunisia: esplode la rivolta del Kasserine, morto un poliziotto

Le proteste nate nella regione del Kasserine per rivendicare lavoro e dignità dei giovani laureati e diplomati si sta espandendo anche in altre aree del Paese.

Libertà, dignità, lavoro: sono queste le parole urlate dai manifestanti della regione tunisina del Kasserine, una delle più povere del paese. Sono però parole che si stanno diffondendo in tutta la Tunisia, in una protesta che si allarga a macchia d'olio.

Da Tunisi a Sidi Bouzid, passando per Siliana, Zaghouan, Sousse, Kairouan, Kef ed El Fahs, migliaia di tunisini sono scesi in strada per rivendicare il diritto dei giovani laureati e diplomati ad avere un'occupazione e ricordare Ridha Yahyaoui, il disoccupato morto sabato durante un sit-in dopo essere salito su un palo della luce minacciando di suicidarsi, perché il suo nome era stato eliminato dalla lista di nuovi reclutati per un posto nel settore pubblico.

La protesta esplosa successivamente ha infiammato la regione del Kasserine con manifestanti armati di bottiglie incendiarie e sassi da una parte e poliziotti dall'altra. Un agente delle forze dell'ordine è morto ieri sera negli scontri con i manifestanti a Feriana. L'uomo è stato aggredito dai manifestanti mentre cercava di scendere dall'auto che si era rovesciata in mezzo alla folla dei manifestanti.

Dal momento che la situazione rischia di precipitare il governo nazionale tunisino si è riunito d'urgenza: dopo aver rimosso un alto dirigente politico della regione ha annunciato una serie di misure volte a favorire sviluppo e occupazione nel Kesserine. Tra queste, l'assunzione di 5mila disoccupati, prevalentemente giovani diplomati; lo stanziamento di 6 milioni di dinari per finanziare 500 piccoli progetti imprenditoriali; l'investimento di 55 milioni di dinari per aiutare i progetti agricoli e costruire mille abitazioni; la creazione di una commissione d'inchiesta sui presunti casi di corruzione nella pubblica amministrazione del governatorato di Kasserine e la concessione di terreni demaniali privati entro il 31 marzo 2016.

Le misure adottate dal governo centrale non sembrano però al momento soddisfare pienamente i manifestanti che ieri sera hanno animato gli scontri con le forze dell'ordine anche dopo l'inizio del coprifuoco. Una fonte della sicurezza ha reso noto alla radio Mosaique FM che alcuni manifestanti hanno incendiato una stazione della guardia doganale a Hidra, nel governatorato di Kasserine. Le proteste però proseguono anche nel governatorato di Sidi Bouzid, dove è stata bloccata la linea ferroviaria, mentre da Sfax è giunta la notizia del suicidio di un giovane che si è dato fuoco dopo il sequestro del carburante di contrabbando che rivendeva. La situazione sembra essere sul punto di esplodere però in molte altre regioni della Tunisia.

Davide Falcioni

[tratto da www.fanpage.it]

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