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Americhe

Scioperi alla frontiera Messico USA

La città di Matamoros al confine tra Messico e Stati Uniti conta ormai quasi mezzo milione di abitanti. Negli ultimi anni è stata oggetto di un'immigrazione di massa in seguito all'aumento del numero di maquiladoras, cioè officine di montaggio di imprese multinazionali americane (ma anche giapponesi e tedesche) impiantate per utilizzare manodopera disposta ad accettare salari ben più bassi rispetto a quelli americani.

A Matamoros lo stipendio mensile medio nelle maquiladoras oscilla dai 190 ai 337,60 dollari al mese a seconda della mansione dell'operaio nell'azienda. In media il salario nella città è del 30% più basso rispetto alla media nazionale. E quest anno le imprese si sarebbero rifiutate di pagare il bono anual, un'integrazione variabile al salario che viene contrattata annualmente, perché secondo le loro stime sarebbe stato coperto dall'aumento del salario minimo (9 dollari al giorno) deciso dal nuovo Presidente della Repubblica Andrés Manuel López Obrador.

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Sciopero degli insegnanti a Los Angeles

Da circa una settimana gli insegnanti di Los Angeles sono in agitazione. Lo sciopero è giunto dopo un braccio di ferro durato un mese con il sistema scolastico e quasi due anni di negoziati con il Los Angeles Unified School District. Le parti non hanno raggiunto un accordo e gli insegnanti hanno deciso di scendere in piazza, invitando genitori e studenti ad unirsi a loro.

Dopo la rottura delle trattative lo United Teachers Los Angeles (UTLA), il sindacato che rappresenta circa 30 mila insegnati, ha intrapreso la strada della lotta. I lavoratori chiedono classi più piccole, più personale di supporto e salari più alti; il Los Angeles Unified School District si è reso disponibile a soddisfare alcune delle richieste, ma il presidente dell'UTLA Alex Caputo-Pearl ha definito le offerte del distretto "terribilmente inadeguate", e così lunedì 14 gennaio lo sciopero è cominciato.

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"One job should be enough": un lavoro dovrebbe bastare

In otto città degli Stati Uniti circa 8.000 impiegati degli hotel Marriott stanno scioperando per ottenere l'aumento dei salari e migliori condizioni di lavoro. Le paghe non sono aggiornate rispetto ad inflazione e costo della vita, e i lavoratori lamentano di dover fare due o tre lavori per poter vivere: "We've said it before, we'll say it again - one job should be enough! We're fighting for our livelihoods and our families. Come join us!"

Sebbene la mobilitazione coinvolga solo alcune migliaia di lavoratori, Unite Here (che rappresenta circa 20.000 dipendenti del gruppo Marriott e altri 250.000 impiegati in settori correlati) la definisce come il più grande sciopero del settore alberghiero nella storia degli Stati Uniti. Più di 20 gli hotel colpiti dalla protesta nelle città di Boston, San Francisco, Honolulu, Kauai, Detroit, San Diego, Oakland e San Jose.

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Teamsters in sciopero nei porti di Los Angeles e Long Beach

Il primo ottobre scorso i camionisti impiegati nei porti di Los Angeles e Long Beach hanno incrociato le braccia e per tre giorni hanno manifestato e organizzato picchetti presso i terminali marittimi, i cantieri ferroviari, i centri di distribuzione e i magazzini di tutta la California meridionale. La protesta è culminata il 3 ottobre, quando i lavoratori hanno bloccato la circolazione delle auto su uno degli accessi alla Freeway 110. Le forze dell'ordine, avvisate preventivamente dagli organizzatori sindacali, sono intervenute arrestando circa 50 manifestanti.

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Negli Usa i lavoratori di UPS sono pronti allo sciopero

I Teamsters di UPS potrebbero dar vita nei prossimi mesi allo sciopero più grande mai avvenuto negli Stati Uniti negli ultimi decenni. Martedì 5 giugno il sindacato ha annunciato che il 90% dei suoi iscritti ha votato a favore dello sciopero se un accordo non dovesse essere raggiunto prima della scadenza dell'attuale contratto di lavoro, il 1° agosto.

Questo sciopero si inserisce nel bel mezzo di una ripresa della lotta di classe negli Stati Uniti, dove negli ultimi mesi gli scioperi degli insegnanti (#RedForEd) hanno raccolto sostegno e solidarietà in tutto il paese e anche a livello internazionale.

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