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Americhe

WorkIt: il futuro dell'organizzazione sindacale è un'app

Il 14 novembre scorso OUR Walmart ha lanciato WorkIt, un'applicazione per Android che connette i lavoratori e fornisce informazioni sui loro "diritti" nel luogo di lavoro.

Alla Walmart consultare il manuale da 250 pagine sulla politica aziendale non è facile: bisogna accedere al terminale nell'ufficio del capo, entrare nell'intranet aziendale, e tenere sempre a mente che ogni ricerca sarà tracciata. Già da tempo i dipendenti della Walmart, tra i più attivi nella lotta per il living wage, si confrontano e si aiutano su forum e social network; le informazioni che si possono trovare in Rete sono moltissime, ma sparpagliate, caotiche e a volte imprecise. Per questo motivo, dicono i rappresentanti di Our Walmart, è nata WorkIt: per mettere a disposizione un hub centralizzato che possa rispondere velocemente ai quesiti posti e metta facilmente in comunicazione tra loro i lavoratori tramite chat di gruppo.

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#PrisonStrike: i senza riserve d'America incrociano le braccia

L'America imprigiona più persone di qualsiasi altro paese sia in termini assoluti che relativi.

Gli Stati Uniti ospitano nei loro penitenziari due milioni e mezzo di detenuti: circa 0,8 ogni 100 abitanti, 1 ogni 100 adulti, 1 ogni 31 adulti se calcoliamo tutti coloro che hanno un conto aperto con il sistema correctional (per il 60% neri o immigrati). I prigionieri sono tenuti in condizioni disumane che includono lunghi periodi di isolamento, in violazione ai protocolli internazionali contro la tortura, e il loro lavoro viene pagato una miseria.

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Un weekend di lotta e rivolta negli States

Lo scorso fine settimana a Richmond, in Virginia, lavoratori provenienti da tutti gli Stati Uniti si sono riuniti per dimostrare ai loro capi, le più grandi multinazionali del mondo, che continueranno a lottare per un salario più alto e per il diritto di organizzazione sul posto di lavoro.

La convention di #FightFor15 dello scorso 12-13 agosto ha visto la partecipazione di diverse migliaia di lavoratori che insieme hanno discusso del mondo in cui vogliono vivere e hanno pianificato le future iniziative del movimento. Per il prossimo 12 settembre è stata fissata una giornata nazionale di lotta ed è stato deciso di presenziare ai dibattiti presidenziali per imporre nell’agenda politica il tema dell'aumento dei salari.

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Proteste e scontri in Brasile a poche ore dall'inizio delle Olimpiadi

L'arrivo della torcia a Rio de Janeiro è stata l'occasione per una contestazione contro il ritardo nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti pubblici e più in generale contro lo spreco di risorse pubbliche per i Giochi olimpici. La polizia ha disperso con gas lacrimogeni e proiettili di gomma i dimostranti che ostacolavano il passaggio del tedoforo nella periferia nord della città. Questi hanno detto che "fino ad ora sono stati spesi 40 miliardi di real brasiliani per i Giochi, soldi portati via agli ospedali, dove la gente muore nei corridoi. I professori sono senza stipendio, solo 4 mesi fa hanno scioperato per questo [...] Il sistema dei trasporti è immobile. Ci vogliono tre ore per muoversi dentro Rio, molte linee di bus sono state tagliate. Le persone delle periferie non possono andare nella zona sud, dove ci sono tutte le attrazioni culturali e le spiagge."

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Messico: attacco della polizia alla Cnte in Oaxaca 7 morti e 100 feriti

Centinaia di agenti polizia hanno attaccato un gruppo di maestre, maestri e solidali della CNTE che bloccava le strade. Siamo nello stato di Oaxaca. Asuncion de Nochixtlan. Ad un ora circa della capitale dello stato

Oltre a gas lacrimogeni e urticanti la polizia ha sparato sulla folla. Diverse foto e video testimoniano l'uso delle armi. Sono 7 i morti accertati. Centinaia i feriti. Decine gli arrestati e i desaparecidos.

Il commissario della polizia federale, Galindo Cevallos, non ha esitato a confermare i fatti: "effettivamente - ha detto - è successo alla fine delle operazioni di sgombero. Le nostre fonti ci hanno parlato di civili armati e siamo intervenuti per sconfiggere la violenza".

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