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#BrasilEmGreve

Sciopero generale ieri in Brasile, il primo da vent'anni a questa parte. La mobilitazione, contro le misure di austerità volute dal governo, la riforma delle pensioni e la legge che cancellerebbe lo Statuto dei lavoratori varato nel 1943, è stata organizzata da un centinaio di sigle sindacali, a cui si sono aggiunte le organizzazioni dei senza terra e dei senza tetto, nonché gli indigeni che alcuni giorni fa hanno cercato di invadere il parlamento di Brasilia per contestare una proposta di legge che delimita i confini delle loro terre. E' scesa in campo anche l'Assemblea della Conferenza Episcopale, che per bocca di mons. Leonardo Steiner ha invitato i fedeli a partecipare allo sciopero generale "al fine di ottenere il meglio per il popolo brasiliano".

Il 28 aprile si sono fermati trasporti, scuole, università e ospedali, mentre gruppi di manifestanti hanno bloccato le principali arterie stradali del paese. Durante la giornata di lotta ci sono stati scontri tra dimostranti e polizia in diverse città; i più importanti a Rio de Janeiro dove le forze dell’ordine hanno usato pallottole di gomma e gas lacrimogeni per disperdere la folla.

In una nota, Cgil, Cisl e Uil, hanno detto di appoggiare "con convinzione lo sciopero generale organizzato oggi, 28 aprile, in Brasile", associandosi "alle posizioni e alla mobilitazione dei sindacati contro la riforma delle pensioni, la precarizzazione del lavoro, nonché contro ogni intervento del governo Temer che sta deteriorando i diritti dei lavoratori, in un clima economico e sociale che ha visto la caduta verticale dei livelli di conquiste ottenuti durante gli anni della presidenza Lula e della presidenza Roussef."

A questi sinistri, compresi quelli de il manifesto che non perdono occasione per sostenere Lula e Rousseff contro il presidente Michel Temer, non passa nemmeno lontanamente per la testa che il problema del peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori è globale e che il nemico contro cui scagliarsi è un ben preciso modo di produzione, il capitalismo, si presenti esso con la maschera di destra oppure con quella più rassicurante di sinistra. Ricordiamolo: i proletari non hanno nulla da perdere se non le loro catene.

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