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Stati Uniti d'America

23 maggio: March on McDonald's

Anche quest'anno centinaia e centinaia di lavoratori dei fast food e solidali hanno assediato la sede di McDonald's, a Chicago, in occasione della riunione annuale degli azionisti il 24 maggio. Già dal giorno prima un grosso corteo, sotto la pioggia, ha occupato le strade del centro della città protestando contro i bassi salari e le molestie sessuali subite sul luogo di lavoro dalle lavoratrici.

Alle due giornate di mobilitazione hanno partecipato anche i dipendenti di Dunkin' Donuts e Wendy che, insieme ai precari dell'assistenza sanitaria domiciliare e degli aeroporti, hanno marciato davanti alla sede del gigante del panino. Alcuni lavoratori sono stati arrestati per aver bloccato la circolazione con un sit-in.

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Lavoratori di AT&T in sciopero

Circa 40.000 dipendenti di AT&T sono scesi in sciopero lo scorso 19 maggio dopo che non si è raggiunto un accordo per il nuovo contratto. I lavoratori, molti dei quali membri del sindacato CWA (Communications Workers of America), hanno lanciato una tre giorni di picchetti e manifestazioni in tutto il paese che ha obbligato alla chiusura decine di store del colosso del settore telefonia e wireless.

Già lo scorso marzo, in California e Nevada, circa 17.000 operatori avevano incrociato le braccia contro il peggioramento delle condizioni di lavoro.

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A Chicago marcia di #FightFor15 contro McDonald's

Cambiano i presidenti, cambiano i governi, ma rimanendo in piedi il regime capitalista resta lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Mentre i grandi papaveri della multinazionale del panino spendono e spandono, i lavoratori fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e si chiedono: "If McDonald's can pay their CEO $15 million a year, why won't they pay us $15 an hour?" Per questo motivo e altri ancora, come le molestie sessuali sul luogo di lavoro denunciate da molte lavoratrici o il numero di feriti gravi (alcuni ustionati), la lotta continua.

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#Fightfor15: negli Usa migliaia di lavoratori in sciopero

Il 29 novembre grande giornata di lotta per il salario negli States

Per il quarto anno consecutivo migliaia di lavoratori hanno scioperato per ribadire le motivazioni della campagna Fight for 15, ovvero il salario minimo di 15 dollari l'ora e la possibilità di organizzarsi sindacalmente. Quest'anno, tra le parole d'ordine scandite, ci sono la fine delle violenze per mano della polizia, specialmente contro la popolazione di colore, e il no deciso alla deportazione dei lavoratori immigrati (soprattutto messicani). Lo sciopero è stato sostenuto dal sindacato Service Employees Union Internazionale (SEIU).

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WorkIt: il futuro dell'organizzazione sindacale è un'app

Il 14 novembre scorso OUR Walmart ha lanciato WorkIt, un'applicazione per Android che connette i lavoratori e fornisce informazioni sui loro "diritti" nel luogo di lavoro.

Alla Walmart consultare il manuale da 250 pagine sulla politica aziendale non è facile: bisogna accedere al terminale nell'ufficio del capo, entrare nell'intranet aziendale, e tenere sempre a mente che ogni ricerca sarà tracciata. Già da tempo i dipendenti della Walmart, tra i più attivi nella lotta per il living wage, si confrontano e si aiutano su forum e social network; le informazioni che si possono trovare in Rete sono moltissime, ma sparpagliate, caotiche e a volte imprecise. Per questo motivo, dicono i rappresentanti di Our Walmart, è nata WorkIt: per mettere a disposizione un hub centralizzato che possa rispondere velocemente ai quesiti posti e metta facilmente in comunicazione tra loro i lavoratori tramite chat di gruppo.

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