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Asia

Bangladesh: lavoratrici del tessile in rivolta

Giovedì 10 gennaio 2018. A Dhaka, capitale del Bangladesh, si è tenuto il quinto giorno consecutivo di proteste dei lavoratori nel settore tessile, a maggioranza femminile. Negli scontri con le forze dell'ordine una persona ha perso la vita.

Le esportazioni provenienti da questo settore valgono 30 miliardi di dollari l'anno, facendo sì che il Bangladesh sia il secondo Paese produttore di tessuti e prodotti di abbigliamento al mondo dopo la Cina. In questo ambito è impiegata inoltre la maggioranza della forza lavoro – quattro milioni di persone – ma a causa dei bassi salari, a fronte di contratti poco validi o spesso assenti, milioni di famiglie vivono ai margini della povertà.

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#WorkersStrikeBack: sciopero generale in India l'8 e il 9 gennaio

Sciopero generale IndiaProclamato da 10 organizzazioni sindacali, lo sciopero nazionale dell'8 e 9 gennaio in India ha visto scendere nelle strade i salariati del paese per protestare contro le politiche del lavoro del primo ministro Narendra Modi. I sindacati chiedono al governo l'aumento del salario minimo e delle pensioni, e misure urgenti contro la disoccupazione. Si stima che lo sciopero abbia coinvolto quasi 200 milioni di lavoratori.

Amarjeet Kaur, segretario generale dell'AITUC, ha detto che non c'è categoria che non abbia aderito alla mobilitazione. Hanno partecipato attivamente alla protesta i sindacati del settore bancario, assicurativo, minerario, petrolifero, postale, metallurgico, energetico, delle telecomunicazioni, dell'ingegneria, della sanità, dell'istruzione, dei trasporti, del pubblico impiego e dell'agricoltura.

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Giordania in rivolta

In Giordania oggi è sciopero generale (#JordanProtests, #JordanStrikes). La mobilitazione è stata indetta da varie sigle sindacali che intendono rappresentare il malessere dei lavoratori e dei senza riserve per l'aumento vertiginoso dei prezzi e per la nuova legge fiscale richiesta dal Fondo monetario internazionale in cambio di un programma di finanziamento. Dall'inizio dell'anno i giordani hanno dovuto far fronte a ripetuti rialzi dei prezzi, compreso quello del pane, e delle tasse sui beni di prima necessità (secondo stime ufficiali il 18,5% della popolazione è disoccupata, mentre il 20% è sull'orlo della povertà). Al Jazeera riporta la dichiarazione del capo della Federazione dei sindacati del paese, Ali Obus, che ha chiesto che lo stato "mantenga la sua indipendenza e non si pieghi alle richieste del FMI".

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Scontri, manifestazioni e annuncio di sciopero generale in Iran

Ormai da oltre 6 giorni manifestazioni e scontri scuotono l'Iran. Previsto per oggi, martedì 2 gennaio, lo sciopero generale.

Il numero ufficiale delle vittime è già salito a 23, mentre gli arrestati, soprattutto giovani, sono quattrocentocinquanta. Fino ad ora, per il timore di un'ulteriore escalation della violenza, il regime iraniano ha evitato l'aperta repressione del movimento, nato, secondo alcuni analisti occidentali, nella città santa degli sciiti, Mashhad.

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Food delivery: lavoratori cinesi in sciopero contro il peggioramento delle condizioni di lavoro

In Cina sono circa tre milioni i lavoratori impiegati nella consegna di pasti a domicilio che ogni giorno scorrazzano per le strade del paese, cercando di rispettare le tempistiche imposte da aziende come Meituan, Ele.me, Waimai, le tre più grandi del settore. Ma il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro scatena proteste e mobilitazioni.

Il 4 settembre scorso un gruppo di driver di Ele.me, l'azienda che col motto "Make Everything (in) 30min" si è diffusa nel giro di 8 anni in 2000 città cinesi, ha manifestato per le strade di Pechino per la mancata corresponsione del salario.

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