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Asia

Giordania in rivolta

In Giordania oggi è sciopero generale (#JordanProtests, #JordanStrikes). La mobilitazione è stata indetta da varie sigle sindacali che intendono rappresentare il malessere dei lavoratori e dei senza riserve per l'aumento vertiginoso dei prezzi e per la nuova legge fiscale richiesta dal Fondo monetario internazionale in cambio di un programma di finanziamento. Dall'inizio dell'anno i giordani hanno dovuto far fronte a ripetuti rialzi dei prezzi, compreso quello del pane, e delle tasse sui beni di prima necessità (secondo stime ufficiali il 18,5% della popolazione è disoccupata, mentre il 20% è sull'orlo della povertà). Al Jazeera riporta la dichiarazione del capo della Federazione dei sindacati del paese, Ali Obus, che ha chiesto che lo stato "mantenga la sua indipendenza e non si pieghi alle richieste del FMI".

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Scontri, manifestazioni e annuncio di sciopero generale in Iran

Ormai da oltre 6 giorni manifestazioni e scontri scuotono l'Iran. Previsto per oggi, martedì 2 gennaio, lo sciopero generale.

Il numero ufficiale delle vittime è già salito a 23, mentre gli arrestati, soprattutto giovani, sono quattrocentocinquanta. Fino ad ora, per il timore di un'ulteriore escalation della violenza, il regime iraniano ha evitato l'aperta repressione del movimento, nato, secondo alcuni analisti occidentali, nella città santa degli sciiti, Mashhad.

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Food delivery: lavoratori cinesi in sciopero contro il peggioramento delle condizioni di lavoro

In Cina sono circa tre milioni i lavoratori impiegati nella consegna di pasti a domicilio che ogni giorno scorrazzano per le strade del paese, cercando di rispettare le tempistiche imposte da aziende come Meituan, Ele.me, Waimai, le tre più grandi del settore. Ma il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro scatena proteste e mobilitazioni.

Il 4 settembre scorso un gruppo di driver di Ele.me, l'azienda che col motto "Make Everything (in) 30min" si è diffusa nel giro di 8 anni in 2000 città cinesi, ha manifestato per le strade di Pechino per la mancata corresponsione del salario.

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Bangladesh: scoppiano le proteste

Stefano Vecchia giovedì 29 dicembre 2016

Nel cuore manifatturiero di Dacca, capitale del Bangladesh, gli operai fermano gli impianti dopo i licenziamenti di 121 operai. Scontri con le forze dell'ordine, serrate improvvise.

Fabbriche costrette a fermarsi, scontri con le forze dell'ordine, serrate improvvise. Nel distretto industriale di Ashulia, cuore manifatturiero della capitale bengalese Dacca, è andata in scena la rivolta degli operai.

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#Sept2StrikeHard. Sciopero generale in India

Oggi decine di milioni di lavoratori indiani sono scesi in sciopero per chiedere salari più alti e protestare contro le riforme economiche del governo, ovvero contro il "percorso di liberalizzazione e privatizzazione".

Lo sciopero ha toccato i seguenti settori: trasporti, finanza, energia, carbone, tessile, porto e banchina, acciaio, petrolio, produzione per la difesa, pubblico e statale. I sindacati criticano la proposta di aprire le ferrovie e il settore della difesa agli investimenti esteri, considerate scelte che “indeboliscono le aziende di stato".

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