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Asia

Sciopero generale in India

Mercoledì 2 settembre oltre 100 milioni di lavoratori indiani hanno aderito allo sciopero di 24 ore indetto contro le nuove leggi sul lavoro pianificate dal governo del primo ministro Narendra Modi. Chiuse banche, esercizi commerciali e alcune industrie. Fermi treni, bus e metropolitane in quasi tutti gli stati indiani.

Lo sciopero ha mobilitato migliaia di lavoratori, oltre che a New Delhi e Mumbai - le due maggiori città indiane - negli stati di West Bengala, Kerala, Telengana, Goa e Uttar Pradesh. Pesanti scontri con le forze dell’ordine si sono registrati nel distretti di Murshidabad e Calcutta. I disagi più forti si sono riscontrati nello stato del Bengala Occidentale, dove i manifestanti hanno tentato di bloccare i binari ferroviari e hanno lanciato pietre contro la polizia che ha dovuto ricorrere agli sfollagente.

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Le proteste dei lavoratori edili a Dubai

Centinaia di lavoratori immigrati del settore edile hanno partecipato a una protesta davanti a un centro commerciale di Dubai per protestare contro i bassi salari e per chiedere di essere pagati per gli straordinari. Le proteste dei lavoratori, in gran parte immigrati indiani, pachistani e bangladesi, sono molto rare a Dubai dove in passato i lavoratori che hanno partecipato a scioperi sono stati sospesi dal lavoro, arrestati o espulsi dal paese.

Le autorità hanno schierato la polizia antisommossa nel centro della città ed è stato bloccato il traffico per circa un'ora, per permettere ai lavoratori di negoziare il loro salario con il datore di lavoro. Dubai è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. Secondo l'International trade union confederation, nei paesi del golfo milioni di lavoratori immigrati di origine asiatica o africana sono soggetti ad abusi da parte dei datori di lavoro tra cui stipendi non pagati, confisca dei passaporti, lavori forzati e maltrattamenti.

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India: giovani operai sfidano la Maruti Suzuki

Maruti IndiaPer attirare gli investitori in India, il primo ministro Narendra Modi propone di aumentare la flessibilità lavorativa. Come dimostra l'importante sciopero del 2011-2012 alla Maruti-Suzuki, i giochi non sono del tutto fatti. Solidarietà tra precari e dipendenti, rinnovamento sindacale: i giovani lavoratori resistono e sconvolgono il repertorio tradizionale della lotta in fabbrica.

Sesto produttore mondiale con due milioni di autoveicoli costruiti nel 2013 (1), l'India spera di salire al quarto posto entro il 2016. La riforma del lavoro presentata a ottobre 2014 dal nuovo primo ministro Narendra Modi dovrebbe favorire un ritorno alla crescita pari a quella che il settore ha conosciuto negli anni 2000 (nell'ordine dell'8% l'anno in media).

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In Cina lo sciopero è virale

scioperi in Cina nel 2014 - China Labour Bulletin1378, questo il numero degli scioperi in Cina nel 2014 secondo il China Labour Bulletin di Honk Kong. Quasi il doppio rispetto all’anno precedente. I nuovi dati raccolti evidenziano inoltre un’accelerazione della tendenza: nell’ultimo trimestre dell’anno i numeri sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2013.

I lavoratori cinesi scesi in sciopero - operai, camionisti, insegnanti, lavoratori edili, minatori, ecc. - rivendicano salari più alti, arretrati e pensioni. Attraverso l’utilizzo di smartphone e social network, le mobilitazioni si sono diffuse di fabbrica in fabbrica, espandendosi oltre la provincia industriale del Guangdong, da sempre epicentro delle proteste. Scioperi sono stati indetti infatti anche nelle ricche province di Jiangsu e Shandong, nonché nella Cina centrale nella più povera Henan.

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Minatori indiani in sciopero

India lo sciopero dei minatori si preannuncia essere il più grande sciopero del paese in quattro decenni.

Milioni di minatori del settore carbonifero in India hanno continuato a scioperare per il secondo giorno Mercoledì contro il piano del governo di privatizzare l'industria carboniera pubblica.

Lo sciopero ha ridotto tra il 50 e il 75 per cento la produzione di carbone giornalierai. Lo sciopero è iniziato Martedì dopo che sindacati e il governo non sono riusciti a trovare un accordo su l'ingresso di imprese private nel setore pubblico.

La società statale Coal India ha a lungo dominato l'industria del carbone indiano. Tuttavia, il governo neoliberista del primo ministro Narendra Modi vorrebbe i consentire alle imprese private di estrarre evt e vendere il carbone.

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