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Asia

Il giorno di #OccupyHK

Occupy Hong KongSituazione in evoluzione a Hong Kong dove, trainato dagli studenti, è cominciato Occupy Central, il movimento che chiede elezioni dirette e a suffragio universale per il 2017. Da una parte, la società civile, dall'altra i poteri costituiti, fedeli a Pechino. Il movimento è pacifico ed estremamente composito.

Mentre scriviamo, gli studenti che stanno occupando l'area di Hong Kong dove si trovano gli uffici del governo e del consiglio legislativo stanno fronteggiando la polizia. Gli agenti li avevano circondati nel primo pomeriggio locale, chiudendo l'area e impedendo a chunque di accedervi, ma altri manifestanti e semplici cittadini solidali hanno a loro volta formato un ampio cerchio attorno agli agenti. Così, a cerchi concentrici, si va disegnando il movimento Occupy Central, nel cuore dell'ex colonia britannica.

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Cina. In sciopero migliaia di operai di ditta che produce per Apple

sciopero alla AppleDue fabbriche che impiegano circa 16 mila operai nella produzione display per telefoni cellulari sono entrate in sciopero negli ultimi giorni nel sud della Cina, riferisce oggi l'agenzia di stampa governativa Xinhua. Si tratta di una delle proteste operaie più massicce registrate finora nel 2014.

Lo sciopero, partito l'altro ieri a Dongguan, presso la fabbrica Masstop Liquid Crystal Display, si è esteso il giorno successivo alla Wintek (China) Technology, nella stessa metropoli industriale della provincia meridionale del Guangdong. Entrambi gli stabilimenti appartengono a sussidiarie della taiwanese Wintek che produce, tra gli altri, per Apple (che in queste ore sta lanciando il suo iPhone6).

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Libano, i lavoratori scendono in piazza

Roma, 29 aprile 2014, Nena News – Decine di migliaia di impiegati del settore pubblico e insegnanti di scuola hanno manifestato stamane nelle strade di Beirut chiedendo al Parlamento di approvare una legge che aumenti i salari. La manifestazione in corso è una delle più grandi proteste di lavoratori avvenute negli ultimi anni nel Paese dei cedri. Lo striscione di apertura del corteo recitava: "Sì all'emendamento dei salari..grazie ai profitti delle banche e del settore immobiliare, la lotta al contrabbando, e alle tasse sulle strutture costiere".

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Cina, si allarga la protesta degli operai dei grandi marchi. La Nike pensa di ritirarsi dal Bangladesh

Yue Tuen 22 4 2014Nuove proteste degli operai cinesi del colosso taiwanese Yue Tuen, che lavora per Nike, Adidas, Reebok e altri, mentre in Bangladesh rimangono i problemi a un anno dal crollo del Rana Plaza

Si allarga la protesta degli operai del colosso taiwanese delle calzature Yue Tuen: come i loro colleghi di Dongguan, nella provincia meridionale del Guandong, anche i dipendenti dello stabilimento di Jìan, nella provincia orientale dello Jiangxi, sono scesi in strada a manifestare chiedendo migliori condizioni di lavoro.

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In Cina, 10mila in sciopero per il welfare

cina dangguan 2014Cina. Protesta dei lavoratori della fabbrica di Dongguan che produce per Nike, Reebok e Adidas.

Dongguan, città di otto milioni di abitanti nel Guangdong, la regione produttiva per eccellenza della Cina sudorientale, che da sola produce un quinto delle esportazioni, è nota per due cose: le fabbriche e i bordelli.

In Cina si dice che dove sorge un insediamento di "lavoratori migranti", crescono immediati anche i negozi "gialli" (il colore che indica la prostituzione). A Dongguan questa doppia caratteristica per certi versi esemplifica la Cina di oggi; la sofferenza e il lavoro, la produzione, la fabbrica del mondo e la Sin City, come è stata ribattezzata Dongguan, la "città del peccato".

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