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Asia

Bangladesh: la lotta continua!

bangladesh calzaturieroDhaka, 9 gennaio - La polizia del Bangladesh ha aperto il fuoco uccidendo una lavoratrice di vent'anni mentre erano in corso proteste contro i bassi salari nel settore calzaturiero.

Circa 5.000 lavoratori hanno organizzato dimostrazioni nel settore calzaturiero della Zona Economica finalizzata all'esportazione di Chittagong, nel sud del paese.

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Vietnam, violenti scontri nel cantiere Samsung

vietnamGiovedì 9 gennaio: scontri fra la polizia e gli operai che stanno costruendo una grande fabbrica di Samsung nella provincia di Thai Nguyen, nel nord del Vietnam. Il bilancio per ora è di 13 feriti di cui 4 gravi. Alla base degli scontri un violento diverbio tra alcuni operai e le guardie del cantiere sui protocolli di sicurezza del lavoro nell'impianto, in cui lavorano circa 10mila operai.

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La polizia spara sulla folla a Phnom Penh, tre operai uccisi

Operai tessili durante una protesta a Phnom Penh, in Cambogia, il 3 gennaio 2013. (Samrang Pring, Reuters/Contrasto)A Phnom Penh, in Cambogia, la polizia ha sparato contro una manifestazione di operai tessili uccidendo tre persone e ferendone molte altre. Le proteste nella capitale cambogiana vanno avanti da giorni: gli operai chiedono che il salario minimo, che attualmente è di 80 dollari al mese, sia raddoppiato. Il governo ha detto di poterlo aumentare fino a 100 dollari al mese.

Gli operai tessili in Cambogia sono 500mila e l'industria manifatturiera è una delle principali risorse economiche del paese. Chan Soveth, un attivista dell'associazione Adhoc, ha dichiarato che le forze dell'ordine hanno sparato il 3 gennaio sulla folla che manifestava bloccando il traffico nel centro di Phnom Penh.

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Scontri tra operai e polizia in Cambogia

cambogiaUna donna è stata uccisa e diverse persone sono rimaste ferite in scontri tra lavoratori tessili e poliziotti antisommossa nella capitale cambogiana martedì scorso. Gli scontri sono scoppiati quando centinaia di operai di una fabbrica che lavora per marchi globali come Gal e H&M, hanno marciato compatti verso la casa del primo ministro Hun Sen - nel cuore di Phnom Penh - per chiedere migliori condizioni di lavoro. In un primo tempo le autorità hanno detto che la polizia ha usato solo cannoni ad acqua contro i manifestanti che lanciavano pietre, poi hanno confermato che sono stati usati anche proiettili di gomma e gas lacrimogeni.

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Repressa la rivolta degli spazzini

sauditiLa rivolta dei migranti contro le autorità saudite è finita ieri, con il ritorno al lavoro dei netturbini, quasi tutti stranieri, nella capitale Riyadh e a Gedda, e dopo due morti, 68 feriti, oltre 100 autoveicoli dati alle fiamme e centinaia di arresti. La settimana di "caccia all'immigrato" che le autorità saudite avevano lanciato il 4 novembre, allo scadere della proroga di sette mesi concessa ai lavoratori stranieri irregolari per lasciare il Paese, ha avuto il momento più drammatico sabato scorso con gli scontri violenti esplosi a Manfouah, quartiere di Riyadh dove vivono migliaia di etiopi, somali ed eritrei in condizioni durissime, in dieci in due stanze, in topaie che i proprietari si ostinano a chiamare appartamenti.

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