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Panno tinto nel sangue

operaio_bangladeshDicembre 2010

Le recenti morti di lavoratori nell'industria dell'abbigliamento in Bangladesh a causa della repressione della polizia e di un incendio in una fabbrica

Dopo lunghe trattative, iniziate nel 2006, è stata finalmente attuata a partire da novembre 2010 una scala retributiva per i salari minimi. Ma nel ricevere le buste paga i lavoratori di molte fabbriche hanno trovato meno del previsto. In alcune fabbriche si è semplicemente ignorato il nuovo minimo salariale, in altre fabbriche gli arretrati precendentemente concordati non sono stati pagati. Spesso non si è tenuto conto dell'anzianità, lavoratori con molti anni di esperienza sono stati declassati allo stesso livello dei nuovi assunti. Alcuni datori di lavoro hanno declassato l'intera forza lavoro nella scala salariale per poter ridurre al minimo gli aumenti salariali.

Quando sabato i lavoratori hanno avuto la consapevolezza delle diminuzioni salariali, scioperi e manifestazioni hanno avuto inizio a Dhaka, la capitale; migliaia di lavoratori nell'area suburbana di Ashur Savar, a Rupganj nel distretto di Narayangani e nel distretto del Gazipur hanno devastato le fabbriche, bloccato le strade e si sono scontrati con la polizia. A Gazipur decine di lavoratori sono rimasti feriti [...], mentre a Narayanganj dieci responsabili sono stati attaccati dai lavoratori.

A Chittagong, città portuale del sud-est, più di cento lavoratori tessili della Young One Group nel porto franco (EPZ, Economic Processing Zone) della città, hanno protestato contro il nuovo modello delle retribuzioni, i datori di lavoro hanno cercato inizialmente di limitare l'azione dei lavoratori bloccando le porte della fabbrica, ma gli scioperanti sono scesi nelle strade. Ai lavoratori della Young One Group che hanno marciato attraverso il porto franco (EPZ) si sono uniti per solidarietà lavoratori di altre fabbriche. Mentre la folla aumentava fino a raggiungere i duemila scioperanti, questi ultimi hanno saccheggiato diverse unità della società e hanno picchiato alcuni funzionari chiudendoli nella fabbrica. Il direttore esecutivo e il personale direttivo sono stati successivamente ricoverati.

(La Young One Group ha costruito l'"impianto di produzione di scarpe piú grande al mondo" nei pressi di Chittagong. L'impianto da 100 milioni di dollari impiega 30.000 persone e produce 100.000 paia di scarpe al giorno).

L'agitazione è continuata domenica, fuori e dentro Dhaka tremila lavoratori si sono scontrati con la polizia e hanno bloccato le strade, mentre il porto franco di Chittagong è stato costretto a chiudere ai quattromila lavoratori che si sono scontrati con la polizia. Quando gli scontri si sono intensificati la polizia ha sparato 600 proiettili di gomma, ha usato 150 candelotti di gas lacrimogeno e caricato con i manganelli i manifestanti molte volte. I lavoratori hanno risposto con bastoni [...]; le strade sono state bloccate da auto distrutte mentre 11 stabilimenti ed altri 20 edifici commerciali sono stati saccheggiati.

Questo è stato il primo test della polizia industriale di recente formazione per frenare l'agitazione dei lavoratori, la quale ha cercato di mostrare la mano ferma. I poliziotti durante gli scontri hanno usato proiettili veri uccidendo quattro persone. Altre otto persone sono state ferite. In tutto il paese circa 200 persone sono rimaste ferite, 50 di questi erano poliziotti.

26 lavoratori hanno perso la vita
a causa di un incendio in una fabbrica mentre i disordini per il mancato pagamento dei salari sono stati placati [...]. Piú di 250 lavoratori hanno perso la vita a causa di incendi nell'ultimo decennio, ciò è dovuto al disinteresse da parte dei datori di lavoro nell'aderire all'osservanza delle disposizioni di sicurezza e al disinteresse dello Stato nel far rispettare le normative vigenti.

Martedí 14 dicembre ad Ashulia, un sobborgo industriale di Dhaka, un incendio è divampato al 9° piano in una fabbrica di 11 piani del gruppo Ha-Meem. Al 10° piano 300 lavoratori erano in pausa pranzo all'una (la maggior parte dei 6000 lavoratori aveva lasciato l'edificio per il pranzo, altrimenti il numero delle vittime sarebbe potuto essere molto più alto). Il 10° piano è stato subito inghiottito dal buio e dal fumo denso. E' scattato subito il panico ed alcuni lavoratori hanno cominciato a gettarsi dalle finestre, ma i sopravvissuti hanno riferito che la maggior parte delle vittime è stata causata da chi ha improvvisato delle corde con i rotoli di stoffa; testimoni hanno detto che quattro su sette delle scale di uscita erano chiuse. Nel disperato tentativo di sfuggire al fumo e all'elevata temperatura, dei lavoratori si sono buttati giù dalle finestre, mentre altri sono caduti cercando di raggiungere il suolo con i rotoli di stoffa.

Molti altri sono rimasti feriti scendendo giú per le scale […]

Mozammel, uno dei lavoratori feriti, ha detto: "appena si è gridato al fuoco, la maggior parte delle persone sono scappate dal 10° piano, mentre molte altre, come me, sono rimaste nella mensa pensando che si trattasse di una agitazione per i salari". "In pochi minuti siamo stati avvolti da un fumo denso. Così siamo corsi verso le scale, ma non siamo riusciti a scendere per l'eccessivo calore."

Ha aggiunto che hanno rotto le finestre e appesso i tessuti per calarsi giú. Molti sono caduti al suolo nel tentativo di trarsi in salvo (http://www.thedailystar.net/newDesign/news-details.php?nid=166145).

L'amministrazione ha affermato che vi erano adeguate attrezzature di sicurezza e che i lavoratori avevano ricevuto la necessaria formazione, ma questi ultimi dicono che solo a pochi di loro era stata data la formazione di base. Le autorità competenti hanno detto che non tutti i lavoratori sono stati formati per la sicurezza. Solo pochi di loro sono stati formati in modo tale da non ostacolare la produzione. Erano stati per lo più addestrati su come muoversi ai piani inferiori in caso di incendio. Non avevano alcuna nozione su come utilizzare gli estintori e su come lasciare l'edificio in situazione del genere. Uno dei lavoratori, Wasim Akram, ha affermato di non aver ricevuto nessun tipo di formazione sebbene lavorasse per l'azienda da più di tre anni.
I dirigenti delle fabbriche di abbigliamento sono famosi per tenere chiuse le uscite ed i cancelli per prevenire il furto dei materiali. Questa è la causa principale delle morti da incendi nel corso degli ultimi anni.
Alcuni dei lavoratori feriti suppongono che tutte e tre le uscite di sicurezza, dove l'incendio ha avuto origine, sono state chiuse e ad un certo punto il personale di sicurezza ha bloccato tutte le uscite al piano terra. Centinaia di vigili del fuoco sono riusciti a controllare le fiamme verso le 19.30 continuando a cercare corpi e sopravvissuti. I fatti seguiranno il loro prevedibile corso. Un risarcimento sarà versato alle famiglie in lutto, ci sarà un'inchiesta ufficiale per appurare le cause dell'incendio e si prometteranno miglioramenti delle condizioni di lavoro. L'industria cercherà di rassicurare gli investitori stranieri interessati all'immagine dell'azienda e tutto svanirà dalla memoria dell'opinione pubblica con piccoli cambiamenti. Finché, prima o poi, non ci sarà un altro incendio in un'altra fabbrica.


[tratto da http://libcom.org]

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