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Cina

Food delivery: lavoratori cinesi in sciopero contro il peggioramento delle condizioni di lavoro

In Cina sono circa tre milioni i lavoratori impiegati nella consegna di pasti a domicilio che ogni giorno scorrazzano per le strade del paese, cercando di rispettare le tempistiche imposte da aziende come Meituan, Ele.me, Waimai, le tre più grandi del settore. Ma il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro scatena proteste e mobilitazioni.

Il 4 settembre scorso un gruppo di driver di Ele.me, l'azienda che col motto "Make Everything (in) 30min" si è diffusa nel giro di 8 anni in 2000 città cinesi, ha manifestato per le strade di Pechino per la mancata corresponsione del salario. In agosto la ditta subappaltatrice per cui sono impiegati aveva dichiarato di non avere i soldi per pagare gli ultimi due stipendi, proponendo in cambio le auto con cui i fattorini effettuano le consegne. I lavoratori si sono invece rivolti alla commissione locale per le controversie sul lavoro ottenendo l'intervento dell'azienda madre, che però ha calcolato al ribasso il dovuto provocando la protesta per le vie della capitale. A seguito della manifestazione, le due aziende hanno promesso l'immediato pagamento dei salari.

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Impennata di scioperi nel 2015. Canton, arrestati attivisti pro migranti

sciopero a FoshanRispetto al 2014, l'anno appena concluso ha visto un'impennata di scioperi in Cina. Le proteste registrate da China Labour Bulletin sono salite infatti a 2.774 nel 2015, dalle 1.379 rilevate l'anno prima dalla stessa organizzazione non governativa.

Secondo la ong con sede a Hong Kong – oltre al rallentamento della seconda economia del Pianeta – la causa fondamentale delle proteste rimane "il rifiuto sistematico da parte degli imprenditori di rispettare i diritti elementari dei lavoratori, come quello di essere pagati puntualmente e di ricevere i benefit che gli spettano; e il fallimento delle amministrazioni locali di far rispettare le leggi sul lavoro".

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In Cina i lavoratori continuano a lottare

Secondo l'ong China Labour Bulletin – di Hong Kong – gli scioperi e le proteste a livello nazionale sono quasi raddoppiate nei primi 11 mesi del 2015 a 2.354 da 1.207 nello stesso periodo del 2014. Il Ministero del Lavoro cinese dice che 1,56 milioni di casi di cause sul lavoro sono state accettate per mediazione nel 2014, rispetto agli 1,5 milioni nel 2013.

Nel silenzio generale, dunque, i lavoratori cinesi continuano quelle lotte che hanno caratterizzato gli anni scorsi, portando anche ad importanti risultati, sotto il punto di vista degli aumenti salariali e dei diritti sindacali.

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In Cina lo sciopero è virale

scioperi in Cina nel 2014 - China Labour Bulletin1378, questo il numero degli scioperi in Cina nel 2014 secondo il China Labour Bulletin di Honk Kong. Quasi il doppio rispetto all’anno precedente. I nuovi dati raccolti evidenziano inoltre un’accelerazione della tendenza: nell’ultimo trimestre dell’anno i numeri sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2013.

I lavoratori cinesi scesi in sciopero - operai, camionisti, insegnanti, lavoratori edili, minatori, ecc. - rivendicano salari più alti, arretrati e pensioni. Attraverso l’utilizzo di smartphone e social network, le mobilitazioni si sono diffuse di fabbrica in fabbrica, espandendosi oltre la provincia industriale del Guangdong, da sempre epicentro delle proteste. Scioperi sono stati indetti infatti anche nelle ricche province di Jiangsu e Shandong, nonché nella Cina centrale nella più povera Henan.

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Il giorno di #OccupyHK

Occupy Hong KongSituazione in evoluzione a Hong Kong dove, trainato dagli studenti, è cominciato Occupy Central, il movimento che chiede elezioni dirette e a suffragio universale per il 2017. Da una parte, la società civile, dall'altra i poteri costituiti, fedeli a Pechino. Il movimento è pacifico ed estremamente composito.

Mentre scriviamo, gli studenti che stanno occupando l'area di Hong Kong dove si trovano gli uffici del governo e del consiglio legislativo stanno fronteggiando la polizia. Gli agenti li avevano circondati nel primo pomeriggio locale, chiudendo l'area e impedendo a chunque di accedervi, ma altri manifestanti e semplici cittadini solidali hanno a loro volta formato un ampio cerchio attorno agli agenti. Così, a cerchi concentrici, si va disegnando il movimento Occupy Central, nel cuore dell'ex colonia britannica.

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