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Regno Unito

#J10 Inghilterra: sciopero generale contro i salari da fame

sciopero settore pubblico 10 luglio 2014Sono circa due milioni i lavoratori del servizio pubblico che giovedì 10 luglio hanno aderito allo sciopero nazionale del settore contro i bassi salari, il taglio alle pensioni e i pesanti carichi di lavoro. Migliaia di persone hanno partecipato a cortei e manifestazioni, con picchetti davanti a tribunali, uffici pubblici, centri per l'impiego e caserme dei pompieri, a Londra, Birmingham, Newcastle, Swansea e in molte altre città del Regno Unito.

Moltissime scuole sono rimaste chiuse in accordo col dipartimento dell'educazione: il 21% in Inghilterra e 912 nel Wales, dove altre 215 hanno segnalato disservizi. A Edimburgo, Nottingham e Leicester i musei e molte biblioteche sono rimasti chiusi, mentre nella città di Derby è stato bloccato il servizio di raccolta dei rifiuti.

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Regno Unito. Sciopero 48 ore della London Tube contro taglio 960 posti lavoro

London TubeLondra, 29 apr. (TMNews) – A Londra è scattato un piano di emergenza per lo sciopero di 48 ore dei lavoratori della metropolitana. Il traffico della London Tube, secondo i primi rilevamenti, funziona su 9 delle 11 linee, ma con frequenza molto ridotta. Più di 50 delle 270 stazioni metropolitane della capitale britannica sono chiuse, secondo il gestore Transport for London (TfL). Per contenere i disagi, sono stati attivati 266 autobus supplementari e centinaia di volontari sono in strada per aiutare i turisti.

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Londra, il più grande sciopero dagli anni '70

londra-scioperoI sindacati non si piegano ai diktat del governo e all'invito del partito laburista di non scioperare. E bloccano il paese sull'onda di tagli sociali massacranti.

Diciannovemila scuole chiuse o parzialmente funzionanti su un totale di 21.700. Bloccati o rallentati i servizi sanitari. Ritardi alle frontiere e disagi negli aeroporti. Due milioni di lavoratori del pubblico impiego hanno incrociato le braccia e manifestato per protestare contro la riforma delle pensioni statali proposta dal governo (maggiori versamenti del 3 per cento e assegno mensile calcolato sulla media retributiva nell'intera carriera lavorativa, non più sulle ultime buste paga). Immagini d'altri tempi per il Regno Unito.

"Non voglio vedere il Paese in ginocchio a causa di una minoranza", aveva detto il premier David Cameron. "Portate i vostri bambini nelle aule e organizzate attività alternative", aveva insistito il ministro della Educazione. "Esercito e polizia sostituiranno il personale delle dogane", si era premurato a sottolineare il ministro dell'Interno. Persino i laburisti di Ed Miliband avevano suggerito di rinviare l'agitazione. E giornali solitamente schierati a sinistra, come l'Independent, avevano scritto: "Sciopero sbagliato nel momento sbagliato".

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Inghilterra, crisi sociale senza precedenti

londra_agosto_2011di Alessandro Dal Lago - Liberazione

Non sorprende che le sommosse scoppiate in quasi tutte le grandi città inglesi siano state accolte dal governo, dai tabloid e dai media main stream, almeno inizialmente, con i soliti luoghi comuni: a parte l'ovvio teppismo, la strumentalizzazione criminale, le gang giovanili, la solita gente venuta da fuori e così via. È il normale esorcismo davanti a quello che più o meno si poteva prevedere e che ha notissimi precedenti nelle metropoli occidentali, dai riots di Los Angeles del 1992 all'esplosione delle banlieues parigine nel 2005.
Un'occhiata ai video trasmessi dalla Bbc, dai siti del "Guardian", "Al Jazeera" ecc. chiarisce subito che la realtà è completamente diversa. La sommossa è capillare, largamente spontanea, anche se facilitata dalla disponibilità di tecnologie dell'informazione a basso costo, e soprattutto trasversale.

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Up yours!

londra26 Marzo 2011

Chi pensava che i sindacati fossero un relitto del passato, pensi di nuovo. Nella mattina di sabato 26 Marzo, di fronte al continuo tagli alla spesa sociale, la confederazione inglese dei sindacati (TUC) ha portato nelle strade di Londra più di 500.000 persone. Numeri che non si vedevano dalle manifestazioni contro la guerra del 2003. Come nel caso della FIOM in Italia, però, i sindacati non hanno agito da soli. Insieme alle famiglie dei lavoratori minacciati dalla lotta di classe condotta dal nuovo capitalismo, decine di migliaia di studenti, disoccupati e anziani hanno occupato le strade e le piazze della capitale inglese.

Occupato, letteralmente. Camminando per le strade del centro, oggi, la città della finanza e dello shopping sembrava essere diventata di colpo una nave da crociera dirottata dai pirati.

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