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Turchia

Turchia: scontri per operai morti sul lavoro

Sale la rabbia a Istanbul dopo la morte di dieci operai nel crollo di un ascensore nel cantiere di un grattacielo nel quartiere di Sultanahmet. Secondo le interviste che ha realizzato Zarife Akbulut del portale di notizie Sendika, gli operai lavorano in condizioni precarie e questo non è il primo incidente che avviene nel cantiere. Sembra inoltre che la ditta di costruzioni per cui lavoravano gli operai morti facesse largo uso di manodopera esternalizzata.

Alle ore 16:00 del 7 settembre, sull'onda dell'appello lanciato dai sindacati, davanti al cantiere si sono riunite diverse centinaia di persone per protestare contro la strage del giorno prima. Tra le realtà che hanno lanciato l'appello ci sono il Sindacato dei Lavoratori Rivoluzionari (DISK), la Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori del Pubblico Impiego (KESK), l'Unione delle Camere degli Architetti e degli Ingegneri della Turchia (TMMOB) e l'Unione dei Medici della Turchia (TTB).

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Riesplode la rivolta per l'anniversario di Occupy Gezi

Ieri la polizia turca ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti che hanno sfidato Erdogan e si sono riuniti a Istanbul e Ankara per l'anniversario della nascita di Occupy Gezi. Le due città si sono trasformate in zone di guerra fra nuvole di lacrimogeni e violenti scontri con la polizia.

La Piattaforma Taksim aveva dato appuntamento nella Piazza simbolo della protesta per manifestare pacificamente, in risposta il premier turco aveva vietato ogni concentrazione e ieri mattina ha avvertito che chi avesse partecipato alla manifestazione sarebbe stato arrestato. Nei giorni scorsi, inoltre, aveva minacciato di mobilitare 25.000 agenti e 50 veicoli anti-sommossa Toma per contrastare le proteste a Istanbul.

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Due morti a Istanbul negli scontri tra manifestanti e polizia

Nuovi scontri sono scoppiati il 23 maggio a Istanbul, in Turchia, quando è stata diffusa la notizia della morte di una seconda persona negli scontri andati avanti tutta la notte tra polizia e manifestanti nel quartiere di Okmeydani.

Anche il 23 maggio la polizia ha sparato colpi di pistola in aria per disperdere la folla, prima di lanciare dei gas lacrimogeni, secondo quanto riferito da un fotoreporter della France-Presse presente sul posto. Il 22 maggio la polizia ha sparato contro la folla, che protestava per ricordare la morte di un ragazzo di 15 anni durante le proteste per Gezi Park nell'estate del 2013.

Un colpo di arma da fuoco ha colpito un passante: un ragazzo di 34 anni, Ugur Kurt, che è stato gravemente ferito alla testa e al collo ed è stato trasportato d'urgenza in ospedale, dove è morto. Kurt stava partecipando a un corteo funebre che è passato vicino ai manifestanti.

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Strage della miniera, proteste e scontri in tutta la Turchia nel giorno dello sciopero generale

Proteste in Turchia 15 maggio 2014

I quattro maggiori sindacati turchi hanno proclamato uno sciopero generale oggi mentre cresce la rabbia nel paese per i 298 minatori uccisi nel disastro della miniera di carbone di Soma, un bilancio provvisorio destinato certamente ad aumentare. I sindacati accusano i proprietari della miniera di aver messo a rischio le vite dei lavoratori per risparmiare sui costi e chiedono che i responsabili della tragedia paghino. "Centinaia di lavoratori sono stati lasciati morire fin dall'inizio, quando sono stati obbligati a lavorare in processi produttivi crudeli per acquisire il massimo profitto" afferma una nota congiunta delle quattro organizzazioni, che hanno invitato i loro iscritti a vestirsi di nero per "essere al fianco dei nostri fratelli di Soma".

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Comunicato sindacale sull'esplosione in miniera

DISK (Sindacato confederale dei lavoratori rivoluzionari), KESK (Sindacato confederale dei lavoratori del servizio pubblico), TMMOB (Unione degli ingegnieri e degli architetti di Turchia) e TTB (Unione dei Medici di Turchia) hanno diffuso un comunicato stampa comune per protestare contro la strage avvenuta nella miniera di carbone in località Soma nella città di Manisa, ieri, 13 Maggio 2014.

Pubblichiamo la traduzione del comunicato:

"Sappiamo chi sono i responsabili del massacro avvenuto a Soma.

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