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Italia

Bologna: una pizza non vale il rischio!

Oggi [13 novembre] a Bologna c'è stata una nevicata straordinaria che ha rapidamente ricoperto la città e reso le strade insicure e impraticabili.

Nonostante la circolazione impossibile, le maggiori società di food delivery hanno preteso di continuare a macinare profitti, ignorando del tutto i rischi per i propri fattorini.

Ma oggi s'è verificato un altro fatto straordinario: moltissimi e moltissime riders come noi si sono spontaneamente rifiutat@ di lavorare a queste condizioni, costringendo i "signori del cibo a domicilio" - su tutti JustEat, Deliveroo e Sgnam – a sospendere il servizio per l'intera giornata!

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Lo sciopero dei sindacati di base

Giornata di scioperi e manifestazioni in tutta Italia. Il sindacalismo di base – Cub, Si Cobas, Sgb, Usi-Ait e Slai Cobas – ha tenuto lo sciopero generale in tutti i settori come "ferma opposizione – si legge nella piattaforma rivendicativa – alle norme sulla rappresentanza e alla riduzione dei diritti sindacali negati dagli accordi sottoscritti dai confederali sia per quanto riguarda il comparto privato che quello pubblico".

Il governo ha precettato i lavoratori di tutto il comparto trasporti limitando lo sciopero, che per le altre categorie si estendeva all'intera giornata, a sole 4 ore. Ma la partecipazione è stata massiccia a Torino- dalle 15 alle 19 – con disagi alla circolazione in tutta la città.

Manifestazione partecipata a Milano. In migliaia, secondo i numeri degli organizzatori, hanno sfilato per le vie del centro fino a via De Amicis. In piazza anche lavoratori e lavoratrici dei call center Almaviva, in sciopero ormai da giorni contro la "politica dei licenziamenti mascherati da trasferimenti" e per nulla rassicurati dalle parole di giovedì sera del ministro Calenda che ha comunicato lo stop ai trasferimenti. I Si Cobas si sono invece dati appuntamento in piazza Medaglie d'Oro, a Porta Romana.

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Sciopero dei rider di Deliveroo a Torino

Ieri a Torino, in occasione della promozione di Grom "1/2 kg di gelato a solo 1€" (che ha registrato oltre un centinaio di ordinazioni), Deliveroo, già partner della gelateria, ha deciso di offrire il servizio di consegna in una fascia oraria speciale, dalle 15 alle 17, chiamando a lavoro gran parte dei suoi fattorini, che hanno invece promosso e raggiunto il blocco del sevizio: tredici rider su quindici si sono rifiutati di accettare gli ordini ed oltre 60 consegne sono rimaste inevase. L'iniziativa è una prima risposta al silenzio dell'azienda riguardo le rivendicazioni avanzate il 24 settembre scorso dai lavoratori autorganizzati. Come leggiamo nella nota pubblicata sulla pagina Fb "Deliverance Project", i rider chiedono un monte ore garantito, il bonus in caso di pioggia, il bonus straordinari, l'esatta indicazione dei parametri di rating applicati ai lavoratori, limiti alle distanze e l'informativa societaria sulla privacy.

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Milano: i riders della consegna a domicilio hanno incrociato le bici contro sfruttamento e precarietà

E' stata un successo la biciclettata/sciopero dei fattorini e delle fattorine di Deliveroo, sabato 15 luglio a Milano.

Tanto che ad "incrociare la bicicletta" sono stati anche i lavoratori e la lavoratrici di Foodora e Glovo, altre due "app" che organizzano il servizio di consegna a domicilio.

Tanti e tante hanno girato la città, partendo da piazza XXIV Maggio, per denunciare lo stato di sfruttamento e precarietà che la "gig" economy genera. Molti e molte di più non hanno accettato turni per sabato sera, pur non manifestando. La prima Deliverance Strike Mass, a Milano, ha alzato il grido dei "riders" contro il pagamento a cottimo, e per un contratto che garantisca diritti e tutele salariali e legali. Non esistono ferie e malattie, non esiste nemmeno una copertura assicurativa per i riders che viaggiano su due ruote nel traffico metropolitano. Foodora ha tolto la paga oraria, Deliveroo vorrebbe fare lo stesso.

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Deliverance Strike Mass a Milano sabato 15 luglio

Siamo i lavoratori in bicicletta di Deliveroo. Quelli che la gig economy chiama "rider". Deliveroo dice che siamo "collaboratori autonomi" e "fornitori indipendenti" di prestazione d'opera, che bastano uno smartphone, una bicicletta funzionante e due gambe robuste e diventi "imprenditore di te stesso".

La nostra azienda dice che consegnare cibo non è un lavoro ma un "lavoretto" e per questo il sistema dell'assegnazione dei turni attraverso uno "slot" orario e "la messa a disposizione" rappresenta un sistema equo ed innovativo per la "valorizzazione" del nostro tempo: se sei molto disponibile e molto veloce consegnerai tanto e salirai nel ranking, perché l'algoritmo che smista gli ordini ne terrà conto; se avrai problemi, bucherai, sarai malato, partirai in vacanza, sospenderai per un po' la collaborazione, perderai posizioni e la possibilità che altri slot orari ti vengano assegnati. E' la dura legge del delivery food.

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