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I facchini della Granarolo resistono alle cariche e bloccano il traffico-merci

granaroloQuesta notte alle tre sono ripartiti i blocchi alla Granarolo, in duecento sono riusciti ad evitare il traffico di entrata e di uscita delle merci. Verso le nove del mattino la celere ha tentato di rimuovere i blocchi facendo partire alcune cariche. I lavoratori sono riusciti a "tenere" i cancelli, respingendo la polizia e riunendosi poi in assemblea, dalla quale hanno rilanciato i prossimi due appuntamenti di lotta: la giornata di boicottaggio dei prodotti Granarolo del 29 giugno e lo sciopero generale della logistica del 5 luglio prossimi.

Il contesto che circonda la vicenda Granarolo è uno schizzo emblematico, in cui cooperative, PD, istituzioni e sindacati confederali intrecciano un sistema di potere e di dominio particolarmente efficace.

Se i primi scioperi avevano fatto emergere l'esistenza di un sistema chirurgico atto alla sottrazione sistematica del salario, la rappresaglia padronale ha aperto scenari a dir poco raccapriccianti: 41 licenziamenti di lavoratori e delegati Si Cobas, l'intervento della Commissione di Garanzia sullo Sciopero e l'apertura di due tavoli negoziali distinti. Mentre su un tavolo CGIL-CISL e UIL accettavano un accordo indegno che sostanzialmente non garantiva in nessun modo il rientro dei 41 licenziati, la Prefettura convocava il Si-Cobas il 17 giugno paventando "illegalità" nella condotta sindacale, proprio quando ad essere oltre la legge sono gli stessi padroni, colpevoli di aver taglieggiato il 35% della paga base e di aver sospeso senza nessun preavviso i lavoratori per rappresaglia.

L'accordo proposto al SiCobas è stato rifiutato dall'assemblea dei lavoratori.

[tratto da www.clashcityworkers.org]

 

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