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#30O sciopero nazionale della logistica

Nella notte di giovedì 29 ottobre è iniziato lo sciopero nazionale della logistica, conclusosi nella giornata di venerdì 30. I lavoratori hanno incrociato le braccia per 24 ore bloccando interporti e hub logistici in tutta Italia per chiedere migliori salari e dignitose condizioni di lavoro. "Più salario, meno orario! Basta sfruttamento!" lo slogan scandito a Brescia dai facchini della Gls.

Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Si Cobas e ADL per il rinnovo del CCNL trasporti merci e logistica: "Il 31 Dicembre scade il CCNL trasporti, merci e logistica, come s.i. cobas e Adl Cobas abbiamo presentato al governo e alle organizzazioni padronali la nostra piattaforma rivendicativa […] Se non si aprirà un tavolo di trattativa nazionale si andrà allo sciopero nazionale dell'intero settore."

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Si fermano per 24 ore i lavoratori della logistica

Sciopero nazionale di 24 ore: oggi e domani Sicobas e Adl mobilitano di nuovo "facchini", soci lavoratori delle coop e migranti delle piattaforme logistiche. In gioco il diritto alla rappresentanza sindacale, soprattutto per avere davvero voce in capitolo nel rinnovo del contratto nazionale.

Sarà una giornata difficile nei poli della logistica italiana: Torino, hinterland milanese, Verona, Vicenza, Padova, Bologna, Piacenza, Parma, Modena, Ancona, Roma e Napoli. Alcuni magazzini, di fatto, si fermeranno nella notte. Altri saranno presidiati ai cancelli. In tutti i delegati Cobas riapriranno le vertenze con i consorzi di appaltatori delle principali aziende della logistica, ma anche con gli enti più o meno pubblici che gestiscono alcune piattaforme strategiche.

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Ikea: nasce il blog dei lavoratori!

I dipendenti di IKEA in Italia, come stiamo documentando qui e sui nostri canali facebook, stanno portando avanti una delle lotte più coraggiose degli ultimi anni. Con scioperi che in alcuni negozi sono arrivati a 10 giorni consecutivi e che continueranno anche nelle prossime settimane. I lavoratori ignorati dai mezzi di comunicazione hanno deciso di costruirsi un proprio canale con cui diffondere le notizie della loro lotta.

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Ikea: giorni di scioperi a sorpresa

Gli ultimi giorni numerosi negozi Ikea in tutta la penisola sono stati bloccati da scioperi improvvisi e prolungati. Bari, Genova, Bologna, Brescia, Padova hanno registrato almeno 3 giorni di sciopero. A Napoli la multinazionale svedese non è riuscita a sostituire gli scioperanti con interinali richiamati in fretta e furia, come in altre città e come per lo sciopero nazionale dell'11 luglio, e ha dovuto rassegnarsi a chiudere il negozio.

La lotta continua, e non si arresta nemmeno in questi giorni di metà agosto, visto che dal 1 settembre in busta paga tutti i dipendenti Ikea si troveranno fino al 20% di stipendio in meno, a causa della disdetta unilaterale del contratto integrativo.

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"Ikea, i diritti non si smontano"

Multinazionali. Sciopero riuscito, si ferma l'80% dei seimila addetti nei megastore italiani. La Filcams Cgil: "Con la disdetta del contratto integrativo, i part-time che sono il 70% dei lavoratori guadagnerebbero circa 550 euro al mese invece di 750".

La multinazionale minimizza. Ma è riuscita a tenere aperti i suoi 21 megastore italiani solo grazie al lavoro degli stagisti e dei lavoratori a tempo determinato, cui si sono affiancati gli stessi dirigenti per tenere aperta qualche cassa. Lo sciopero all'Ikea è riuscito, alla fine Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs parlano di un'adesione dell'80%, calcolando una media nazionale.

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