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Latte e formaggini contro gli scioperi della logistica

Il movimento di lotta nella logistica sta crescendo e sviluppando in modo rilevante. Lo dimostra anche la partecipazione ed il risultato dell'ultimo sciopero del 15 maggio scorso che ha visto coinvolti migliaia di lavoratori  in tutti i più grandi centri di lavoro, dall'Interporto di Bologna, alla Cittadella della Logistica di Padova, a tutte le altre realtà della logistica: Bartolini, TNT, Artoni, GLS, DHL, SDA, STEF, IKEA e molti altri magazzini a Milano, Piacenza, Brescia, Bologna, Verona, Padova, Treviso, Torino, Ancona, Roma…

Un movimento che, partendo dalle rivendicazioni per il miglioramento delle condizioni di lavoro e degli aspetti retributivi, per un nuovo contratto che preveda un trattamento economico e normativo che possa consentire un salario decente, garanzia dei diritti, tutela della dignità dei lavoratori, vuole ora puntare più in alto, mettendo nell'obiettivo l'attacco al sistema di sfruttamento basato sulle cooperative e sulla figura del socio lavoratore.

Un movimento che ha saputo da subito coinvolgere le varie istanze del panorama sociale e politico attente a cogliere i segnali di una possibile creazione di un fronte di opposizione e lotta reale contro il sistema capitalista e la sua crisi di sistema.

Sono questi due elementi complementari: l'attacco al sistema delle cooperative e il ruolo di catalizzatore dell'opposizione politica e sociale, che rende questo movimento di lotta ed i suoi protagonisti, pericolosi per  potentati economici-politici, e - di riflesso - per gli stessi organi dello stato.

Dai grandi committenti, ai rappresentanti degli enti locali, ai partiti politici, ai sindacati confederali, agli "investitori" di capitali variamente "poco puliti", ai dirigenti dei consorzi, ai capi delle cooperative, e giù, giù, fino ad arrivare ai caporali, tutti costoro vedono come il fumo negli occhi quanto sin qui realizzato in questi anni di lotte, e i rischi oggettivi per tutti i loro vari e specifici interessi concreti.

Abbiamo visto quali e quanti siano stati gli strumenti con cui tutti costoro sono ricorsi per impedire, ostacolare, combattere questo movimento di lotta: dalle minacce dirette ai singoli, alle aggressioni dei crumiri organizzati dai capi; dalle sospensioni, ai licenziamenti; dalle cariche e dalle botte di polizia e carabinieri, alle denunce; dai processi, ai fogli di via...... ed ora all'uso delle armi improprie di latte e formaggini!

Il potere è stupido, non i potenti, né i loro rappresentanti, ma il potere in sé, e questo potrebbe esserne un esempio.

Non sono riusciti, nonostante tutto il dispiegamento di mezzi già usato, a fermare le lotte; anzi, queste, come abbiamo visto, stanno crescendo. Cosa fanno? Provano col latte e i formaggini. Non li lanciano contro agli scioperanti per convincerli a tornare a farsi sfruttare in nome del profitto del padrone legacooperative, ma invocano il diritto dei fanciulli, degli anziani, dei malati, degli studenti di poter avere le loro dosi di latte e formaggini, e hanno risolto il problema degli scioperi (almeno così credono).

Come si fa a non essere sensibili a questo argomento, chi priverebbe  tutti i vari soggetti indicati, del loro diritto di avere la loro razione quotidiana, a giorni alterni in realtà direbbe la norma (sic), di questo elemento primordiale, il latte, nelle sue varie forme?

E' proprio facendo ricorso al richiamo primordiale che la Commissione di Garanzia per il controllo degli scioperi nei servizi pubblici, ha deliberato che vengano impediti gli scioperi nei settori in cui si trattano questi alimenti (leggi Granarolo, in primis).

Ma non si è fermata qui; già che c'era ha pensato di fare un favore agli amici/compagni della Coop che tanto fanno per tutti i lavoratori (la Coop sei tu?), e quindi vorrebbero vietare gli scioperi che fermano il trasporto di qualsiasi prodotto abbia come destinazione i centri commerciali della grande distribuzione (Coop per ora, poi vediamo se lo possiamo estendere a tutti gli altri, dato che certamente padron Caprotti  insorgerà scandalizzato visto che, al tempo degli scioperi in Esselunga, nessuno si era fatto carico dei suoi problemi).

Non stiamo scherzando, la commissione ha veramente deliberato questo, e lo ha diffuso a mezzo stampa.

Sono arrivati alla frutta (al latte)! Temono  i protagonisti e le lotte della logistica, quanto rappresentano, e quanto possono comportare in un futuro non troppo lontano. Vogliono fermarci, e non hanno senso del ridicolo.

Si sentono onnipotenti, intoccabili. Facciamogli cambiare idea.

Sabato 1 giugno 2013 - Manifestazione a Bologna, ore 15, partenza da piazza Nettuno.

Sindacato Intercategoriale Cobas

[tratto da www.sicobas.org/notizie]

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