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Lazio

Almaviva: basta ricatti e sfruttamento! Il 21 tutti in piazza!

Siamo i 1666 licenziati di Almaviva Contact di Roma.

Secondo il Governo e la stampa dei suoi amici padroni, saremmo noi i colpevoli del nostro stesso licenziamento e non un'azienda che l'ha sempre voluto, che da anni usa questa minaccia per intascare soldi e commesse pubbliche, che da anni vessa i propri dipendenti e li mette gli uni contro gli altri. Un'azienda che mentre chiude le sedi di Roma e Napoli dove i lavoratori sono più anziani e le costano di più perché hanno ancora dei diritti, non si fa scrupolo di delocalizzare in Romania e chiedere ore di straordinario nelle sedi di Milano e Rende.

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Roma: i braccianti indiani dell'agro-pontino scendono in piazza!

Qualcosa di storico è accaduto nelle campagne romane e dell'agro-pontino: migliaia di braccianti stranieri sono scesi in piazza per manifestare per i loro diritti! Anche i giornali ne hanno dovuto parlare, anche se ben davvero poco, considerata la portata della notizia.

Lunedì 18 Aprile, infatti, migliaia di lavoratori agricoli, quasi tutti provenienti dal Punjab, India, sono scesi in Piazza della Libertà, a Latina, sotto il palazzo della Prefettura, per chiedere il rispetto della propria dignità, costantemente calpestata da padroni e padroncini, che per arraffare quanto più possibile non si fanno scrupolo alcuno a ricorrere ai mezzi più biechi, dal caporalato al sistema dell'indebitamento, dal lavoro grigio a forme di lavoro quasi-schiavistico.

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Roma: Carrefour licenzia e truffa, i lavoratori reagiscono!

Nella notte fra venerdì e sabato c'è stato un nuovo blocco di 3 ore davanti al magazzino ortofrutticolo della Carrefour di Santa Palomba (RM) per ottenere il reintegro dei lavoratori licenziati il primo Dicembre 2015.

Una vicenda squallida in cui la cooperativa in appalto per Carrefour si è resa protagonista di una vera e propria truffa ai danni di lavoratori e contribuenti. Lo scorso Giugno la cooperativa, infatti, per ottenere gli sgravi contributivi regalati dal Governo Renzi alle imprese che nel 2015 abbiano fatto nuove assunzioni con il jobs act, aveva licenziato i propri 40 dipendenti (che avevano un contratto a tempo indeterminato) con l'impegno di assumerli per sei mesi a tempo determinato per poi stabilizzarli con il nuovo contratto a "tutele crescenti". Ma dei padroni non bisogna fidarsi mai, ed in questo giro, infatti, l'azienda ne ha approfittato per fare fuori i 7 lavoratori più anziani e politicizzati del magazzino.

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Roma Tpl: grande lotta, magri risultati

La lotta, autorganizzata e fuori dal controllo dei sindacati di comodo (delegati distaccati a tempo pieno e promossi di parametro), è iniziata dall'esasperazione dei lavoratori per le irregolarità nella corresponsione dei salari, operate da più di tre anni da Roma Tpl, la società che gestisce il trasporto pubblico periferico della Capitale, e da cinque dalle aziende consorziate.

Lunedì 23 novembre nel deposito della Maglianella è scattato lo "sciopero selvaggio", a cui il giorno seguente si sono unite altre rimesse cittadine. L'adesione dei lavoratori è stata altissima e non è mai diminuita durante tutti gli otto giorni di blocco.

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Lavoratori Tpl in sciopero: derubati dall'azienda, dimenticati dalle istituzioni

Lo sciopero dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale di Roma continua ad oltranza. Il presidio che sta bloccando i cancelli della rimessa di Tor Cervara era anche oggi gremito di lavoratori e lavoratrici in sciopero già dalle prime ore del mattino. Le condizioni lavorative in cui si trovano i lavoratori sono abbastanza gravi e queste sono la diretta conseguenza della fermezza con cui si sta affrontando, almeno per il momento, la protesta.

La Tpl è un'azienda che ha vinto l'appalto delle linee periferiche del comune di Roma durante il Giubileo del 2000 per potenziare, almeno così si giustificava allora, il trasporto pubblico della metropoli in vista del grande evento. Quindici anni dopo si è arrivati al capolinea, dopo anni di proteste da parte dei circa duemila lavoratori impiegati dalla ditta, oggi l'azienda è arrivata a non pagare gli stipendi. Da circa due mesi, i lavoratori in sciopero non percepiscono lo stipendio e in busta paga sono scomparse le indennità, di cui hanno diritto, gravando sulle retribuzioni con una perdita economica di oltre 500 euro mensili.

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