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Occupy Deliveroo a Milano

Ieri, 13 aprile, una trentina di lavoratori di Torino e Milano, insieme ad alcuni solidali, hanno occupato gli uffici centrali di Deliveroo a Milano. L'obiettivo: ottenere una risposta immediata alle richieste già da tempo formulate, e ribadite con l'ultimo sciopero torinese. Richieste davanti alle quali la dirigenza ha sempre fatto finta di niente, e così i ciclofattorini hanno deciso di andarla a trovare. Per tutta risposta Deliveroo ha mostrato il pugno duro chiamando la polizia antisommossa, che è entrata nella sede dell'azienda e ha spinto fuori tutti i riders e i solidali. Domenica 15 aprile a Bologna si terrà un'assemblea pubblica - organizzata dal collettivo Riders Union Bologna - per il coordinamento delle lotte nel mondo del food delivery, a cui parteciperanno lavoratori provenienti da più città. E' in programma anche la preparazione di un Primo Maggio di lotta dei riders.

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Ecco qui le richieste dei riders che hanno occupato il quartier generale di Deliveroo a Milano:

Comunicato dell'Assemblea di riders Deliveroo di Torino

Questo comunicato è frutto dell'insofferenza generalizzata dei lavoratori di Deliveroo Torino – e non solo - causata dai nuovi sistemi di organizzazione del lavoro e dalle condizioni di estrema precarietà imposte da Deliveroo attraverso la sua piattaforma.

A tre settimane dall'interruzione del servizio di consegne (20 Marzo 2018), con cui richiedevamo un intervento sulle attuali ed insostenibili condizioni di lavoro, e dalla sospensione a tempo indeterminato dello sportello rider (21 Marzo 2018), vogliamo ribadire con forza la nostra opposizione contro le misure introdotte arbitrariamente da Deliveroo Italia:

• Nuovo sistema di assegnazione turni: considerato da Deliveroo come strumento capace di rendere più flessibile il lavoro dei riders - per effetto della possibilità di cancellare autonomamente (self-service) il proprio turno - in realtà, a seguito delle scriteriate assunzioni effettuate da Deliveroo, che ha deciso di raddoppiare il numero dei riders assumendoli però rigorosamente con il nuovo contratto con pagamento a consegna, questo sistema non fa altro che rendere totalmente instabile il nostro calendario di lavoro. Infatti, i riders a cui vengono assegnate solo poche ore a settimana (talvolta 0 o anche 1 sola ora a settimana) sono costretti a rimanere costantemente connessi all'app nella smaniosa attesa di un altro rider che liberi il turno, mentre i riders che riescono ad ottenere un buon numero di ore rischiano di lavorare al pari di un lavoratore subordinato ma senza le tutele tipiche di questa categoria (ferie, malattia, riposi settimanali etc.).
Deliveroo ha creato in questo modo diverse categorie all'interno della sua "flotta" di riders. In nome della flessibilità e dell'affidabilità – che Deliveroo pretende dai suoi lavoratori, senza minimamente contraccambiare – i rider sono divisi in: privilegiati (quelli con accesso prioritario o prenotazione illimitata) e "tappabuchi" (quelli costretti a racimolare le ore rifiutate dai colleghi), cottimisti e lavoratori a tempo. Nessuno può sottrarsi dalla classificazione e dal disciplinamento della piattaforma virtuale, il cui effetto è però più che reale.

• Nuovo sistema di pagamento: tutti i rider assunti a partire dal 20 Febbraio 2018 non potranno che sottoscrivere il contratto che prevede il pagamento a cottimo.
Nonostante si fosse presentata a Torino nel 2017 come l'anti-Foodara, Deliveroo fa marcia indietro e passa al cottimo – affidabilità 0% - dichiarando che il 92% dei suoi lavoratori vorrebbe maggiori guadagni. Invece di concedere un aumento ai suoi riders, Deliveroo sceglie quindi di scaricare tutti i rischi del mercato sui suoi lavoratori, preferendo trasformarli in lavoratori-robot che si auto infliggono ritmi di lavoro sempre più performanti ed in linea con i parametri richiesti dalla piattaforma.

• Assicurazione infortuni: i dettagli dell'assicurazione con cui Deliveroo Italia copre i suoi rider in caso d'infortunio sono da sempre stati poco trasparenti. Nonostante i numerosi rischi affrontati per le strade della città i riders godono di una copertura assicurativa minima, che non tiene conto di eventuali periodi di inabilità al lavoro.
Cosa vuol dire tutto questo lo sanno bene il nostro compagno Oscar e tutti quelli che a seguito di un incidente e di diversi giorni fermi a casa senza poter lavorare si sono trovati senza retribuzione e senza alcun tipo di indennità. Condizioni da neofeudalesimo che riportano il lavoratore in una condizione di estrema ed assoluta vulnerabilità tutta a beneficio di grandi, ricchi ed onnipotenti padroni virtuali.

Per questi motivi e per la totale indifferenza dimostrata da Deliveroo Italia nei confronti delle richieste formulate collettivamente dai riders di Torino, sia personalmente che attraverso il comunicato inoltrato all'indirizzo del Team Riders Deliveroo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), l'Assemblea

CHIEDE

• Che le ore vengano settimanalmente distribuite in maniera equa tra tutti i riders, come dichiarato e promesso da Matteo Sarzana durante l'incontro che ha seguito la mobilitazione del 1°Maggio 2017. Ovvero che sia rivisto il sistema di assegnazione turni in modo da garantire almeno 15 ore settimanali ad ogni fattorino che ne faccia richiesta. Con la prerogativa assoluta che nessun riders resti senza nemmeno un'ora di lavoro.

• Che sia garantita a tutti i nuovi assunti facoltà di scelta tra il contratto con retribuzione oraria e quello a consegna;

• Che Deliveroo si faccia carico dell'indennizzo per il periodo di inabilità al lavoro e per i danni subiti da Oscar a seguito dell'infortunio del 8 marzo 2018;

• Che Deliveroo Italia fornisca ai suoi fattorini in bici un'adeguata copertura assicurativa comprensiva di indennizzo per il periodo di inabilità al lavoro;

[tratto da www.facebook.com/DeliveranceProject]

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