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Piemonte

Foodora: quell'insanabile solco tra chi sfrutta e chi, sfruttato, gli si oppone

Foodora punta a Roma e Firenze. E' facile crescere quando sono i lavoratori a sopportare tutti i rischi di fare impresa. Come è altrettanto facile isolare ed impedire di lavorare a chi tenta di alzare la testa.

Vogliamo veramente accettare tutto questo?

Uno storico sulla vicenda dei lavoratori torinesi di foodora forse può aiutare a capire meglio con chi abbiamo a che fare.

E' ora di cambiare musica!

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Foodora: la protesta continua!

Comunicato stampa:

precisazioni sulla convocazione da parte di foodora di alcuni dei suoi lavoratori il 2 Novembre '16

Avevamo accolto con spirito costruttivo quella che ingenuamente avevamo considerato un'apertura dell'azienda nei confronti dei suoi lavoratori. Pensavamo potesse essere una buona occasione per confrontarsi e discutere delle esigenze e delle difficoltà con cui ogni rider si confronta giornalmente.

Invece quello a cui abbiamo partecipato ieri – mercoledì 2 Novembre – è stato un incontro in cui i vertici di foodora hanno dimostrato per l'ennesima volta la loro indifferenza rispetto alle istanze portate avanti dai suoi lavoratori ormai da quasi un mese.

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Presidio e corteo dei lavoratori di #Foodora nel centro di Torino

Ieri pomeriggio, incuriositi dall'appello rivolto a "tutti i lavoratori che pagano il prezzo della precarietà sulla loro pelle, nelle proprie vite", siamo andati al presidio dei rider di Foodora nel centro di Torino, in Piazza Castello. Siamo arrivati verso le 16.00 e pian piano abbiamo visto crescere il sit-in: i ragazzi in bicicletta con le magliette rosa e le bandiere "Foodora Et labora" si son fatti sempre più numerosi ed è spuntata la telecamera del Tg3. Nel frattempo abbiamo avuto modo di parlare con qualche lavoratore e di farci raccontare com'è iniziata la vertenza e quali sono gli obiettivi della lotta.

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Foodora: rilanciato lo stato di agitazione

Prosegue la lotta dei riders di Foodora, i fattorini pagati a cottimo con contratti illegittimi per consegnare cibi a domicilio dei ristoranti di Torino e non solo.

Giovedì 13 ottobre era il termine fissato per ottenere una risposta da parte dell'azienda tedesca. Tra le richieste avanzate dai lavoratori vi erano l'abolizione del lavoro a cottimo, l'introduzione di una paga oraria fissa; una partecipazione da parte dell'azienda alle spese di manutenzione delle bici e ai costi telefonici fino ad ora completamente a carico dei rider.

Tra le richieste avanzate anche la fine dei provvedimenti disciplinari: a due promoter è impedito di fatto di lavorare da venerdì scorso. La loro colpa? Aver partecipato a due incontri con i colleghi, con i rider nel corso dei quali si è discusso anche delle condizioni di lavoro.

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Sciopero a Torino dei lavoratori on demand di Foodora

Volantino sciopero Foodora TorinoIeri a Torino i driver di Foodora, una piattaforma web per la distribuzione di cibo a domicilio, hanno incrociato le braccia dandosi appuntamento in Piazza Vittorio Veneto.

I lavoratori dicono di non essere coperti da ferie, tredicesima, contributi, mutua, e denunciano bassi salari e pessime condizioni di lavoro. Da mesi cercano di parlare con i responsabili di Foodora Italia, ottenendo in cambio solo grandi prese in giro; dopo la protesta di Torino la direzione ha dichiarato ai giornali che gli scioperanti "devono capire che è un lavoro da tempo libero" e quindi non possono pretendere migliori condizioni e salari più alti. I driver non si sono scoraggiati e ieri sera hanno girato in bici per il centro della città spiegando le loro ragioni.

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